Presentazione della Beata Vergine Maria (memoria)
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica : « Credo nella risurrezione della carne » (2)
Letture del giorno
1 Mac 6,1-13.
Il re Antioco intanto percorreva le regioni settentrionali e seppe che
c'era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza e argento e oro;
che vi era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d'oro, corazze
e armi, lasciate là da Alessandro figlio di Filippo, il re macedone, che
aveva regnato per primo sui Greci.
Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma
non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città,
che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette partire
di là con grande tristezza e tornare in Babilonia.
Poi venne un messaggero in Persia ad annunciargli che erano state sconfitte
le truppe inviate contro Giuda,
che Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti ma era rimasto
sconfitto davanti a loro e che quelli si erano rinforzati con armi e truppe
e bottino ingente, riportato dagli accampamenti che avevano distrutti;
che inoltre avevano demolito l'idolo da lui innalzato sull'altare in
Gerusalemme, che avevano circondato con mura alte come prima il santuario e
anche Bet-Zur, che era una sua città.
Il re, sentendo queste novità, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si
mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto
secondo i suoi desideri.
Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione
e credeva di morire.
Allora chiamò tutti i suoi amici e disse loro: "Se ne va il sonno dai miei
occhi e ho l'animo oppresso dai dispiaceri;
ho pensato: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile
agitazione sono caduto io che ero sì fortunato e benvoluto sul mio trono!
Ora mi ricordo dei mali che ho fatto in Gerusalemme, portando via tutti gli
arredi d'oro e d'argento che vi erano e mandando a sopprimere gli abitanti
di Giuda senza ragione.
Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali: ed ecco muoio
nella più nera tristezza in paese straniero".
Sal 9(9A),2-3.4.6.16.19.
Loderò il Signore con tutto il cuore e annunzierò tutte le tue meraviglie.
Gioisco in te ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo.
Mentre i miei nemici retrocedono, davanti a te inciampano e periscono,
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato l'empio, il loro nome hai
cancellato in eterno, per sempre.
Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, nella rete che hanno
teso si impiglia il loro piede.
Perché il povero non sarà dimenticato, la speranza degli afflitti non
resterà delusa.
Lc 20,27-40.
Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la
risurrezione, e gli posero questa domanda:
«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha
moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una
discendenza al proprio fratello.
C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza
figli.
Allora la prese il secondo
e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli.
Da ultimo anche la donna morì.
Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e
sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;
ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione
dai morti, non prendono moglie né marito;
e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo
figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del
roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di
Giacobbe.
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».
E non osavano più fargli alcuna domanda.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica
§ 996-1001
« Credo nella risurrezione della carne » (2)
Fin dagli inizi, la fede cristiana nella risurrezione ha incontrato
incomprensioni ed opposizioni. « In nessun altro argomento la fede
cristiana incontra tanta opposizione come a proposito della risurrezione
della carne ». (S. Agostino) Si accetta abbastanza facilmente che, dopo la
morte, la vita della persona umana continui in un modo spirituale. Ma come
credere che questo corpo, la cui mortalità è tanto evidente, possa
risorgere per la vita eterna?Che cosa significa « risuscitare »? Con la
morte, separazione dell'anima e del corpo, il corpo dell'uomo cade nella
corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa
di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza
restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi
riunendoli alle nostre anime, in forza della risurrezione di Gesù.Chi
risusciterà? Tutti gli uomini che sono morti: « Usciranno [dai sepolcri],
quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male
per una risurrezione di condanna » (Gv 5,29). Come? Cristo è risorto con il
suo proprio corpo: « Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!
» (Lc 24,39); ma egli non è ritornato ad una vita terrena. Allo stesso
modo, in lui, « tutti risorgeranno coi corpi di cui ora sono rivestiti »,
(Concilio Laterano IV) ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso,
(Fil 3 , 21) in « corpo spirituale » (1 Cor 15,44): « Ma qualcuno dirà:
"Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?". Stolto! Ciò che tu
semini non prende vita, se prima non muore, e quello che semini non è il
corpo che nascerà, ma un semplice chicco [...]. Si semina corruttibile e
risorge incorruttibile. [...] È necessario infatti che questo corpo
corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta
di immortalità » (1 Cor 15,35-53). Il « modo con cui avviene la
risurrezione » supera le possibilità della nostra immaginazione e del
nostro intelletto; è accessibile solo nella fede. Ma la nostra
partecipazione all'Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del
nostro corpo per opera di Cristo: « Come il pane che è frutto della terra,
dopo che è stata invocata su di esso la benedizione divina, non è più pane
comune, ma Eucaristia, composta di due realtà, una terrena, l'altra
celeste, così i nostri corpi che ricevono l'Eucaristia non sono più
corruttibili, dal momento che portano in sé il germe della risurrezione ».
(S. Ireneo)Quando? Definitivamente « nell'ultimo giorno » (Gv 6,39-40);
«alla fine del mondo ». Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente
associata alla parusia di Cristo.
Questa è la vera speranza dell'uomo.
Non soldi, non gloria, pace in resurrezione.
Sia lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti
mercoledì 25 novembre 2009
martedì 10 novembre 2009
Ricchezza... vera?
C’è una ricchezza che semina la morte dovunque essa domini :
liberatevene e sarete salvi. Purificate la vostra anima ; rendetela povera
per potere udire la chiamata del Salvatore che vi dice nuovamente : « Vieni
e seguimi » (Mc 10,21). Egli è la via su cui cammina chi ha il cuore puro ;
la grazia di Dio non si infila in un’animo ingombrato e lacerato da
una moltitudine di possessi. Chi considera la sua fortuna, il suo oro e il
suo argento, le sue case come doni di Dio, costui testimonia a Dio la sua
riconoscenza venendo in aiuto ai poveri con i suoi averi. Egli sa di
possederli più per i suoi fratelli che per se stesso. Rimane padrone delle
sue ricchezze invece di diventarne schiavo ; non le rinchiude nel suo
animo, né rinchiude la sua vita in esse, ma prosegue senza stancarsi
un’opera tutta divina. E se un giorno la sua fortuna venisse a
scomparire, accetta la sua rovina con un cuore libero. Dio dichiara che un
tale uomo è « beato » ; lo chiama « povero in spirito », erede assicurato
del Regno dei cieli (Mt 5,3)… Invece, c’è chi serra la sua
ricchezza nel suo cuore, al posto dello Spirito. Costui tiene in lui le sue
terre, accumula senza fine la sua fortuna, non si preoccupa di nulla se non
di ammassare sempre di più. Non alza mai gli occhi verso il cielo ;
sprofonda nelle cose materiali. In effetti, non è altro che polvere e in
polvere tornerà. Come potrebbe provare il desiderio del Regno colui che, al
posto del cuore, porta in sè un campo o una mina, e che la morte
sorprenderà inevitabilmente in mezzo alle passioni ? « Perché là
dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore » (Mt 6,21).
liberatevene e sarete salvi. Purificate la vostra anima ; rendetela povera
per potere udire la chiamata del Salvatore che vi dice nuovamente : « Vieni
e seguimi » (Mc 10,21). Egli è la via su cui cammina chi ha il cuore puro ;
la grazia di Dio non si infila in un’animo ingombrato e lacerato da
una moltitudine di possessi. Chi considera la sua fortuna, il suo oro e il
suo argento, le sue case come doni di Dio, costui testimonia a Dio la sua
riconoscenza venendo in aiuto ai poveri con i suoi averi. Egli sa di
possederli più per i suoi fratelli che per se stesso. Rimane padrone delle
sue ricchezze invece di diventarne schiavo ; non le rinchiude nel suo
animo, né rinchiude la sua vita in esse, ma prosegue senza stancarsi
un’opera tutta divina. E se un giorno la sua fortuna venisse a
scomparire, accetta la sua rovina con un cuore libero. Dio dichiara che un
tale uomo è « beato » ; lo chiama « povero in spirito », erede assicurato
del Regno dei cieli (Mt 5,3)… Invece, c’è chi serra la sua
ricchezza nel suo cuore, al posto dello Spirito. Costui tiene in lui le sue
terre, accumula senza fine la sua fortuna, non si preoccupa di nulla se non
di ammassare sempre di più. Non alza mai gli occhi verso il cielo ;
sprofonda nelle cose materiali. In effetti, non è altro che polvere e in
polvere tornerà. Come potrebbe provare il desiderio del Regno colui che, al
posto del cuore, porta in sè un campo o una mina, e che la morte
sorprenderà inevitabilmente in mezzo alle passioni ? « Perché là
dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore » (Mt 6,21).
lunedì 9 novembre 2009
PER LA CROCE
"Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perchè con la tua santa croce hai redento il mondo".
giovedì 5 novembre 2009
Ricchezza...
Mercoledì 04 Novembre 2009
Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario
S. CARLO BORROMEO, Cardinale (memoria)
Meditazione del giorno
San Basilio : Non preferire nulla a Cristo
Letture del giorno
Rm 13,8-10.
Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore
vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare,
non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste
parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è
l'amore.
Sal 112(111),1-2.4-5.9.
Alleluia. Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi
comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà
benedetta.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, buono, misericordioso e
giusto.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con
giustizia.
Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua
potenza s'innalza nella gloria.
Lc 14,25-33.
Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i
fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio
discepolo.
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio
discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la
spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti
coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a
esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con
ventimila?
Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la
pace.
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio
discepolo.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
San Basilio (circa 330-379), monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa
Regole più ampie; domanda 8
Non preferire nulla a Cristo
Il nostro Signore Gesù Cristo ha detto a tutti, a più riprese e donando
varie prove: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23); e ancora: “Chiunque
di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.
Sembra esigere la più totale rinuncia... “Dov’è il tuo tesoro, dice
altrove, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21). Se dunque mettiamo da parte
dei beni terreni o qualche provvista peritura, il nostro spirito vi rimane
sprofondato come nel fango. È allora inevitabile che la nostra anima sia
incapace di contemplare Dio e diventa insensibile ai desideri degli
splendori del cielo e dei beni a noi promessi. Non possiamo ottenere questi
beni se non li chiediamo senza sosta, con un ardente desiderio che, del
resto, ci renderà leggero lo sforzo per raggiungerli. Rinunciare a se
stessi, è dunque sciogliere i vincoli che ci legano a questa vita terrena a
passeggera, è liberarsi dalle contingenze umane, per essere in grado di
camminare sulla via che conduce a Dio. È liberarsi da ciò che intralcia per
possedere e usare dei beni che sono “più preziosi dell’oro, di molto oro
fino” (Sal 18,11). E, per farla breve, rinunciare a se stessi, è trasferire
il cuore umano nella vita del cielo, cosicché si possa dire: “La nostra
patria è nei cieli” (Fil 3,20). E innanzitutto, è cominciare a diventare
simili a Cristo, che da ricco che era, si è fatto povero per noi (2 Cor
8,9). Dobbiamo assomigliargli se vogliamo vivere conformamente al Vangelo.
Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario
S. CARLO BORROMEO, Cardinale (memoria)
Meditazione del giorno
San Basilio : Non preferire nulla a Cristo
Letture del giorno
Rm 13,8-10.
Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore
vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare,
non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste
parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è
l'amore.
Sal 112(111),1-2.4-5.9.
Alleluia. Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi
comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà
benedetta.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, buono, misericordioso e
giusto.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con
giustizia.
Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua
potenza s'innalza nella gloria.
Lc 14,25-33.
Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i
fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio
discepolo.
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio
discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la
spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti
coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a
esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con
ventimila?
Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la
pace.
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio
discepolo.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
San Basilio (circa 330-379), monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa
Regole più ampie; domanda 8
Non preferire nulla a Cristo
Il nostro Signore Gesù Cristo ha detto a tutti, a più riprese e donando
varie prove: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23); e ancora: “Chiunque
di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.
Sembra esigere la più totale rinuncia... “Dov’è il tuo tesoro, dice
altrove, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21). Se dunque mettiamo da parte
dei beni terreni o qualche provvista peritura, il nostro spirito vi rimane
sprofondato come nel fango. È allora inevitabile che la nostra anima sia
incapace di contemplare Dio e diventa insensibile ai desideri degli
splendori del cielo e dei beni a noi promessi. Non possiamo ottenere questi
beni se non li chiediamo senza sosta, con un ardente desiderio che, del
resto, ci renderà leggero lo sforzo per raggiungerli. Rinunciare a se
stessi, è dunque sciogliere i vincoli che ci legano a questa vita terrena a
passeggera, è liberarsi dalle contingenze umane, per essere in grado di
camminare sulla via che conduce a Dio. È liberarsi da ciò che intralcia per
possedere e usare dei beni che sono “più preziosi dell’oro, di molto oro
fino” (Sal 18,11). E, per farla breve, rinunciare a se stessi, è trasferire
il cuore umano nella vita del cielo, cosicché si possa dire: “La nostra
patria è nei cieli” (Fil 3,20). E innanzitutto, è cominciare a diventare
simili a Cristo, che da ricco che era, si è fatto povero per noi (2 Cor
8,9). Dobbiamo assomigliargli se vogliamo vivere conformamente al Vangelo.
lunedì 26 ottobre 2009
PAROLE DI FUOCO
PAROLE DI LUCE...
Prendo sempre volentieri spunto dal Vangelo del Giorno, fonte inesauribile di esempio per tutti:
Venerdì 23 Ottobre 2009
Venerdì della XXIX settimana del Tempo Ordinario
S. GIOVANNI da Capestrano, Sacerdote (memoria fac.)
Meditazione del giorno Papa Benedetto XVI : Riconoscere oggi i beni eterni
Letture del giorno Rm 7,18-25.
Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato.
Sal 119,66.68.76.77.93.94.
Insegnami il senno e la saggezza, perché ho fiducia nei tuoi comandamenti. Tu sei buono e fai il bene, insegnami i tuoi decreti. Mi consoli la tua grazia, secondo la tua promessa al tuo servo. Venga su di me la tua misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia gioia. Mai dimenticherò i tuoi precetti: per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, perché ho cercato il tuo volere.
Lc 12,54-59.
Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Papa Benedetto XVI Lettera Enciclica «Caritas in veritate»,
7 (copyright © Libreria Editrice Vaticana)
Riconoscere oggi i beni eterni
Accanto al bene individuale, c'è un bene legato al vivere sociale delle persone : il bene comune. È il bene di quel « noi-tutti », formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale. Non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale... Volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità... Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d'incidenza nella pólis. È questa la via istituzionale – possiamo anche dire politica – della carità, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carità che incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della pólis. Quando la carità lo anima, l'impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell'impegno soltanto secolare e politico. Come ogni impegno per la giustizia, esso s'inscrive in quella testimonianza della carità divina che, operando nel tempo, prepara l'eterno. L'azione dell'uomo sulla terra, quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all'edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana. In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l'impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell'intera famiglia umana, vale a dire della comunità dei popoli e delle Nazioni, così da dare forma di unità e di pace alla città dell'uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio.
Prendo sempre volentieri spunto dal Vangelo del Giorno, fonte inesauribile di esempio per tutti:
Venerdì 23 Ottobre 2009
Venerdì della XXIX settimana del Tempo Ordinario
S. GIOVANNI da Capestrano, Sacerdote (memoria fac.)
Meditazione del giorno Papa Benedetto XVI : Riconoscere oggi i beni eterni
Letture del giorno Rm 7,18-25.
Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato.
Sal 119,66.68.76.77.93.94.
Insegnami il senno e la saggezza, perché ho fiducia nei tuoi comandamenti. Tu sei buono e fai il bene, insegnami i tuoi decreti. Mi consoli la tua grazia, secondo la tua promessa al tuo servo. Venga su di me la tua misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia gioia. Mai dimenticherò i tuoi precetti: per essi mi fai vivere. Io sono tuo: salvami, perché ho cercato il tuo volere.
Lc 12,54-59.
Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Papa Benedetto XVI Lettera Enciclica «Caritas in veritate»,
7 (copyright © Libreria Editrice Vaticana)
Riconoscere oggi i beni eterni
Accanto al bene individuale, c'è un bene legato al vivere sociale delle persone : il bene comune. È il bene di quel « noi-tutti », formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale. Non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale... Volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità... Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d'incidenza nella pólis. È questa la via istituzionale – possiamo anche dire politica – della carità, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carità che incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della pólis. Quando la carità lo anima, l'impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell'impegno soltanto secolare e politico. Come ogni impegno per la giustizia, esso s'inscrive in quella testimonianza della carità divina che, operando nel tempo, prepara l'eterno. L'azione dell'uomo sulla terra, quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all'edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana. In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l'impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell'intera famiglia umana, vale a dire della comunità dei popoli e delle Nazioni, così da dare forma di unità e di pace alla città dell'uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio.
vi è una morte che è fonte di vita e una vita che è causa di morte
Sal 24(23),1-2.3-4.5-6.
Di Davide. Salmo.
Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti. È lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo. Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
San Leone Magno ( ?-circa 461), papa e dottore della Chiesa
Discorso 20 sulla Passione del Signore ;
SC 74bis, 245 « Se non vi convertite »
Mettiamoci all'opera, fratelli ! Dobbiamo compiere ogni sforzo per trovarci partecipi della risurrezione di Cristo, passando così dalla morte alla vita mentre siamo ancora in questo corpo. Per chiunque passi da un modo di vivere a un altro, qualunque sia la sua trasformazione, lo scopo non è quello di rimanere ciò che era, ma di rinascere quale non era.
Fondamentale, però, è conoscere per chi si vive o si muore : perché vi è una morte che è fonte di vita, e una vita che è causa di morte.
E solo nel tempo presente si può scegliere l'una o l'altra : dalla natura delle azioni compiute in questa vita che passa, dipende una differente retribuzione per l'eternità. Si deve perciò morire al diavolo e vivere per Dio ; venir meno al male per risorgere alla giustizia. Che scompaia l'uomo vecchio, perché sorga l'uomo nuovo. E poiché, come dice la stessa Verità, nessuno può servire a due padroni (Mt 6,24), il Signore non sia per noi colui che abbatte i superbi, ma piuttosto colui che esalta gli umili alla gloria.
Di Davide. Salmo.
Del Signore è la terra e quanto contiene, l'universo e i suoi abitanti. È lui che l'ha fondata sui mari, e sui fiumi l'ha stabilita. Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna, chi non giura a danno del suo prossimo. Otterrà benedizione dal Signore, giustizia da Dio sua salvezza. Ecco la generazione che lo cerca, che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
San Leone Magno ( ?-circa 461), papa e dottore della Chiesa
Discorso 20 sulla Passione del Signore ;
SC 74bis, 245 « Se non vi convertite »
Mettiamoci all'opera, fratelli ! Dobbiamo compiere ogni sforzo per trovarci partecipi della risurrezione di Cristo, passando così dalla morte alla vita mentre siamo ancora in questo corpo. Per chiunque passi da un modo di vivere a un altro, qualunque sia la sua trasformazione, lo scopo non è quello di rimanere ciò che era, ma di rinascere quale non era.
Fondamentale, però, è conoscere per chi si vive o si muore : perché vi è una morte che è fonte di vita, e una vita che è causa di morte.
E solo nel tempo presente si può scegliere l'una o l'altra : dalla natura delle azioni compiute in questa vita che passa, dipende una differente retribuzione per l'eternità. Si deve perciò morire al diavolo e vivere per Dio ; venir meno al male per risorgere alla giustizia. Che scompaia l'uomo vecchio, perché sorga l'uomo nuovo. E poiché, come dice la stessa Verità, nessuno può servire a due padroni (Mt 6,24), il Signore non sia per noi colui che abbatte i superbi, ma piuttosto colui che esalta gli umili alla gloria.
venerdì 16 ottobre 2009
Preoccupazioni
Siamo così preoccupati che spesso non facciamo quello che dobbiamo.
Ci dimentichiamo di cosa è veramente importante: le persone, l'amore, Dio.
Dovremmo ricordare più spesso quello che il Vangelo oggi ci dice:
"Venerdì 16 Ottobre 2009 Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario
S. MARGHERITA MARIA Alacoque (memoria facoltativa)
Meditazione del giorno San Giovanni Eudes : «Gettate in Dio ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi» (1 Pt 5, 7)
Letture del giorno Rm 4,1-8.
Che diremo dunque di Abramo, nostro antenato secondo la carne? Se infatti Abramo è stato giustificato per le opere, certo ha di che gloriarsi, ma non davanti a Dio. Ora, che cosa dice la Scrittura? Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia. A chi lavora, il salario non viene calcolato come un dono, ma come debito; a chi invece non lavora, ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia. Così anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere: Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti; beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!
Sal 32(31),1-2.5.11.
Di Davide. Maskil. Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato. Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non è inganno. Ti ho manifestato il mio peccato, non ho tenuto nascosto il mio errore. Ho detto: "Confesserò al Signore le mie colpe" e tu hai rimesso la malizia del mio peccato. Gioite nel Signore ed esultate, giusti, giubilate, voi tutti, retti di cuore.
Lc 12,1-7.
Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti. A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Giovanni Eudes (1601-1680), sacerdote, predicatore, fondatore di istituti religiosi Il Regno di Gesù, II, 30 ; OC I, 238-239
«Gettate in Dio ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi» (1 Pt 5, 7)
Il nostro amabilissimo Salvatore ci assicura più volte nelle sue sante Scritture, che egli si prende cura di noi, e sta in una vigilanza continua nei nostri confronti, che ci porta e ci porterà sempre nel suo seno, nel suo cuore, e nelle sue viscere. E non si accontenta di dire una o due volte che ci porta in questo modo, ma lo dice e lo ridice fino a cinque volte nello stesso passaggio ( Is 46, 3-4). E altrove, dice che se anche si trovasse una donna che dimenticasse il bambino che ha portato nel grembo, lui invece non ci dimenticherà mai (Is 49, 15-17); dice che chi ci tocca, tocca la pupilla del suo occhio (Zac 2, 12); che non dobbiamo affannarci delle cose che ci sono necessarie per vivere e vestirci, che egli sa che ne abbiamo bisogno e ne ha cura per noi (Mt 6, 31-33); che i capelli del nostro capo sono tutti contati e nemmeno uno perirà (Mt 10, 30 ; Lc 21, 18); che il Padre suo ci ama come ama lui, e che lui ci ama come lo ama il Padre suo (Gv 17, 26;15, 9); che vuole che siamo dove egli è, che cioè riposiamo con lui nel seno e nel cuore del Padre suo (Gv 17, 24). "
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio vi benedica tutti
Ci dimentichiamo di cosa è veramente importante: le persone, l'amore, Dio.
Dovremmo ricordare più spesso quello che il Vangelo oggi ci dice:
"Venerdì 16 Ottobre 2009 Venerdì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario
S. MARGHERITA MARIA Alacoque (memoria facoltativa)
Meditazione del giorno San Giovanni Eudes : «Gettate in Dio ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi» (1 Pt 5, 7)
Letture del giorno Rm 4,1-8.
Che diremo dunque di Abramo, nostro antenato secondo la carne? Se infatti Abramo è stato giustificato per le opere, certo ha di che gloriarsi, ma non davanti a Dio. Ora, che cosa dice la Scrittura? Abramo ebbe fede in Dio e ciò gli fu accreditato come giustizia. A chi lavora, il salario non viene calcolato come un dono, ma come debito; a chi invece non lavora, ma crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede gli viene accreditata come giustizia. Così anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere: Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti; beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!
Sal 32(31),1-2.5.11.
Di Davide. Maskil. Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato. Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun male e nel cui spirito non è inganno. Ti ho manifestato il mio peccato, non ho tenuto nascosto il mio errore. Ho detto: "Confesserò al Signore le mie colpe" e tu hai rimesso la malizia del mio peccato. Gioite nel Signore ed esultate, giusti, giubilate, voi tutti, retti di cuore.
Lc 12,1-7.
Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti. A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Giovanni Eudes (1601-1680), sacerdote, predicatore, fondatore di istituti religiosi Il Regno di Gesù, II, 30 ; OC I, 238-239
«Gettate in Dio ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi» (1 Pt 5, 7)
Il nostro amabilissimo Salvatore ci assicura più volte nelle sue sante Scritture, che egli si prende cura di noi, e sta in una vigilanza continua nei nostri confronti, che ci porta e ci porterà sempre nel suo seno, nel suo cuore, e nelle sue viscere. E non si accontenta di dire una o due volte che ci porta in questo modo, ma lo dice e lo ridice fino a cinque volte nello stesso passaggio ( Is 46, 3-4). E altrove, dice che se anche si trovasse una donna che dimenticasse il bambino che ha portato nel grembo, lui invece non ci dimenticherà mai (Is 49, 15-17); dice che chi ci tocca, tocca la pupilla del suo occhio (Zac 2, 12); che non dobbiamo affannarci delle cose che ci sono necessarie per vivere e vestirci, che egli sa che ne abbiamo bisogno e ne ha cura per noi (Mt 6, 31-33); che i capelli del nostro capo sono tutti contati e nemmeno uno perirà (Mt 10, 30 ; Lc 21, 18); che il Padre suo ci ama come ama lui, e che lui ci ama come lo ama il Padre suo (Gv 17, 26;15, 9); che vuole che siamo dove egli è, che cioè riposiamo con lui nel seno e nel cuore del Padre suo (Gv 17, 24). "
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio vi benedica tutti
mercoledì 14 ottobre 2009
Attualità
Penso ad oggi,
La nostra quotidianità, i tanti peccati commessi da tutti anche da chi dovrebbe darci l'esempio, rappresentarci, governarci...
L'umiltà è il solo criterio che dobbiamo seguire per vivere giustamente seguendo il Vangelo e ricordando ad ogni passo che siamo il "sale della Terra" che siamo "nel mondo ma non del mondo". Il Vangelo è "VIA VERITA' E VITA"
""Meditazione del giorno Sant'Isacco Siriano : « Guai a voi dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili »
Letture del giorno Rm 2,1-11.
Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose. Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio? O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità; sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia. Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco; gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco, perché presso Dio non c'è parzialità.
Sal 62(61),2-3.6-7.9.
Solo in Dio riposa l'anima mia; da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Solo in Dio riposa l'anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Confida sempre in lui, o popolo, davanti a lui effondi il tuo cuore, nostro rifugio è Dio.
Lc 11,42-46.
Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l'amore di Dio. Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre. Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Uno dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
Sant'Isacco Siriano (VII secolo), monaco nella regione di Ninive (nell'Iraq attuale) Sentenze 117,118
« Guai a voi dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili »
Non disprezzare il peccatore, poiché tutti siamo colpevoli. Se, per amore di Dio, ti alzi contro di lui, piangi piuttosto su di lui. Perché lo disprezzi ? Disprezza piuttosto i suoi peccati e prega per lui, per essere simile a Cristo, che non si è irritato contro i peccatori, bensì ha pregato per loro (Lc 22,32) ... Perché, o uomo, disprezzare il peccatore ? Sarà forse perché non è stato giusto con te ? Ma dov'è la tua giustizia, se non hai l'amore ? ""
La nostra quotidianità, i tanti peccati commessi da tutti anche da chi dovrebbe darci l'esempio, rappresentarci, governarci...
L'umiltà è il solo criterio che dobbiamo seguire per vivere giustamente seguendo il Vangelo e ricordando ad ogni passo che siamo il "sale della Terra" che siamo "nel mondo ma non del mondo". Il Vangelo è "VIA VERITA' E VITA"
""Meditazione del giorno Sant'Isacco Siriano : « Guai a voi dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili »
Letture del giorno Rm 2,1-11.
Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose. Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio? O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità; sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia. Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco; gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco, perché presso Dio non c'è parzialità.
Sal 62(61),2-3.6-7.9.
Solo in Dio riposa l'anima mia; da lui la mia salvezza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Solo in Dio riposa l'anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia rupe e mia salvezza, mia roccia di difesa: non potrò vacillare. Confida sempre in lui, o popolo, davanti a lui effondi il tuo cuore, nostro rifugio è Dio.
Lc 11,42-46.
Ma guai a voi, farisei, che pagate la decima della menta, della ruta e di ogni erbaggio, e poi trasgredite la giustizia e l'amore di Dio. Queste cose bisognava curare senza trascurare le altre. Guai a voi, farisei, che avete cari i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Uno dei dottori della legge intervenne: «Maestro, dicendo questo, offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
Sant'Isacco Siriano (VII secolo), monaco nella regione di Ninive (nell'Iraq attuale) Sentenze 117,118
« Guai a voi dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili »
Non disprezzare il peccatore, poiché tutti siamo colpevoli. Se, per amore di Dio, ti alzi contro di lui, piangi piuttosto su di lui. Perché lo disprezzi ? Disprezza piuttosto i suoi peccati e prega per lui, per essere simile a Cristo, che non si è irritato contro i peccatori, bensì ha pregato per loro (Lc 22,32) ... Perché, o uomo, disprezzare il peccatore ? Sarà forse perché non è stato giusto con te ? Ma dov'è la tua giustizia, se non hai l'amore ? ""
venerdì 2 ottobre 2009
La nostra vera forza
Questo salmo illumina sulla forza che viene dalla nostra fede:
Sal 91(90),1-2.3-4.5-6.10-11. Tu che abiti al riparo dell'Altissimo e dimori all'ombra dell'Onnipotente, dì al Signore: "Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido". Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno. non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi.
Famosa anche la canzone ad esso ispirata:
http://www.youtube.com/watch?v=OCbP-ZfsA9g&hl=it
Io grazie al dono della fede ho sperimentato la forza nuova che Dio ci regala, l'amore, la felicità e tutta l'energia che ne nasce.
Penso sia possibile vivere realmente solo nel Signore.
Sia Lodato Gesù Cristo.
Dio Vi benedica Tutti.
Sal 91(90),1-2.3-4.5-6.10-11. Tu che abiti al riparo dell'Altissimo e dimori all'ombra dell'Onnipotente, dì al Signore: "Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido". Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno. non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi.
Famosa anche la canzone ad esso ispirata:
http://www.youtube.com/watch?v=OCbP-ZfsA9g&hl=it
Io grazie al dono della fede ho sperimentato la forza nuova che Dio ci regala, l'amore, la felicità e tutta l'energia che ne nasce.
Penso sia possibile vivere realmente solo nel Signore.
Sia Lodato Gesù Cristo.
Dio Vi benedica Tutti.
martedì 29 settembre 2009
Eremitaggio
Stavo sentendo un pò di nostalgia dai luoghi solitari a me così tanto cari.
Poi San Francesco mi ha illuminato:
"il primo eremo è il nostro corpo, nel quale è racchiusa e costretta l'anima."
Siamo pace e unità al nostro interno, unico luogo dove trovare l'equilibrio.
Ben saldi in noi possiamo percorrere la via attraverso il Vangelo che diventa vera vita.
Sia lodato Gesù Cristo
Poi San Francesco mi ha illuminato:
"il primo eremo è il nostro corpo, nel quale è racchiusa e costretta l'anima."
Siamo pace e unità al nostro interno, unico luogo dove trovare l'equilibrio.
Ben saldi in noi possiamo percorrere la via attraverso il Vangelo che diventa vera vita.
Sia lodato Gesù Cristo
mercoledì 16 settembre 2009
Conversione
San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa Omelia 38 sul Cantico dei Cantici
L'ignoranza di coloro che non si convertono
L'apostolo Paolo dice : « Alcuni dimostrano di non conoscere Dio » (1Cor 15,34).
Io dico che si trovano in questa ignoranza tutti coloro che non vogliono convertirsi a Dio. Essi, infatti, rifiutano questa conversione per il solo fatto che immaginano solenne e severo quel Dio che è infinita dolcezza ; immaginano duro ed implacabile colui che è infinita misericordia ; credono violento e terribile colui che desidera soltanto adorazione. E così l'empio mente a se stesso fabbricandosi un idolo, invece di conoscere Dio quale è veramente. Cosa temono queste persone di poca fede? Che Dio non voglia perdonare loro i peccati? Ma egli li ha inchiodati alla croce con le proprie mani. Cos'altro temono, allora? Di essere a loro volta deboli e vulnerabili? Ma egli conosce bene l'argilla dalla quale ci ha tratti. E dunque, di che cosa hanno paura ? Di essere troppo avvezzi al male per poter sciogliere le catene dell'abitudine? Ma il Signore ha liberato coloro che erano prigionieri (Sal 145,7). Temono dunque che Dio, irritato dall'immensità delle loro colpe, esiti a tendere loro una mano caritatevole? Eppure, dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia (Rm 5,20). Forse la preoccupazione per il vestiario, il cibo o le altre necessità della vita impedisce loro di abbandonare i propri beni? Ma Dio sa che noi abbiamo bisogno di tutte queste cose (Mt 6,32). Cosa vogliono di più? Che cosa ostacola la loro salvezza? Proprio il fatto che ignorano Dio, che non credono alle nostre parole. Abbiano dunque fiducia nell'esperienza altrui!
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica Tutti
L'ignoranza di coloro che non si convertono
L'apostolo Paolo dice : « Alcuni dimostrano di non conoscere Dio » (1Cor 15,34).
Io dico che si trovano in questa ignoranza tutti coloro che non vogliono convertirsi a Dio. Essi, infatti, rifiutano questa conversione per il solo fatto che immaginano solenne e severo quel Dio che è infinita dolcezza ; immaginano duro ed implacabile colui che è infinita misericordia ; credono violento e terribile colui che desidera soltanto adorazione. E così l'empio mente a se stesso fabbricandosi un idolo, invece di conoscere Dio quale è veramente. Cosa temono queste persone di poca fede? Che Dio non voglia perdonare loro i peccati? Ma egli li ha inchiodati alla croce con le proprie mani. Cos'altro temono, allora? Di essere a loro volta deboli e vulnerabili? Ma egli conosce bene l'argilla dalla quale ci ha tratti. E dunque, di che cosa hanno paura ? Di essere troppo avvezzi al male per poter sciogliere le catene dell'abitudine? Ma il Signore ha liberato coloro che erano prigionieri (Sal 145,7). Temono dunque che Dio, irritato dall'immensità delle loro colpe, esiti a tendere loro una mano caritatevole? Eppure, dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia (Rm 5,20). Forse la preoccupazione per il vestiario, il cibo o le altre necessità della vita impedisce loro di abbandonare i propri beni? Ma Dio sa che noi abbiamo bisogno di tutte queste cose (Mt 6,32). Cosa vogliono di più? Che cosa ostacola la loro salvezza? Proprio il fatto che ignorano Dio, che non credono alle nostre parole. Abbiano dunque fiducia nell'esperienza altrui!
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica Tutti
venerdì 17 luglio 2009
Semplicità
La semplicità è la chiave della felicità, della bellezza e del modo giusto di affrontare la vita, godersi le cose belle che ci ha regalato il Signore nostro Dio. Naturalmente, guardare la bellezza di una montagna senza il bisogno di analizzarla chimicamente o sapere quanto "pesa" che tipo di roccia è.... insomma abbandonarsi tra le braccia del Signore e farsi sorprendere dal suo amore verso di noi.
Meditazione del giorno San Vincenzo de' Paoli :
« Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli »
Letture del giorno Es 3,1-6.9-12.
Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!". Riprese: "Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!". E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". Mosè disse a Dio: "Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?". Rispose: "Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte".
Sal 103(102),1-2.3-4.6-7.
Di Davide. Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia; Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli d'Israele le sue opere.
Mt 11,25-27.
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Vincenzo de' Paoli (1581-1660), sacerdote, fondatore di comunità religiose Colloqui spirituali, conferenza del 21/03/1659
« Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli »
La semplicità è tanto gradita a Dio! Sapete che la Scrittura dice che la sua gioia sta nell'intrattenersi con i semplici, con i semplici di cuore, che procedono con franchezza e semplicità: «La sua amicizia è per i giusti» (Pr 3,22). Volete trovare Dio? Egli parla con i semplici. O mio Salvatore! o fratelli miei che provate il desiderio di essere semplici, che felicità! Coraggio, poiché ricevete la promessa che la gioia di Dio consiste nel dimorare con gli uomini semplici. Ci raccomandano meravigliosamente la semplicità anche le parole del nostro Signore: «Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». Riconosco, Padre mio, e te ne ringrazio, che la dottrina che ho imparato dalla tua divina Maestà e che diffondo tra gli uomini è conosciuta solamente dai semplici, e che permetti che i prudenti di questo mondo non la intendano; tu ne hai tenuto nascosto loro, se non le parole, almeno lo spirito. O Salvatore! o mio Dio! Questo dovrebbe spaventarci. Corriamo dietro la scienza come se tutta la nostra felicità dipendesse da essa. Guai a noi se non ne possediamo! Occorre certo averne, ma quanto basta; occorre studiare, ma con sobrietà. Altri simulano l'intelligenza degli affari, essere considerati come gente raffinata e importante al di fuori. A questi Dio toglie l'intelligenza delle verità cristiane: ai sapienti e a coloro che si mostrano complici con questo mondo. A chi la dona invece? Alla gente semplice, alla brava gente... Signori, la vera religione sta in mezzo ai poveri. Dio li arricchisce di una fede viva; credono, toccano, assaporano le parole di vita... Come se fossero cose ordinarie conservano la pace tra i turbamenti e le pene. Qual'è il motivo di questo? La fede. Perché? Perché sono semplici, Dio fa abbondare in loro le grazie che rifiuta ai ricchi e ai sapienti del mondo.
Sia lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti.
Meditazione del giorno San Vincenzo de' Paoli :
« Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli »
Letture del giorno Es 3,1-6.9-12.
Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!". Riprese: "Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!". E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". Mosè disse a Dio: "Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?". Rispose: "Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte".
Sal 103(102),1-2.3-4.6-7.
Di Davide. Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia; Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli d'Israele le sue opere.
Mt 11,25-27.
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Vincenzo de' Paoli (1581-1660), sacerdote, fondatore di comunità religiose Colloqui spirituali, conferenza del 21/03/1659
« Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli »
La semplicità è tanto gradita a Dio! Sapete che la Scrittura dice che la sua gioia sta nell'intrattenersi con i semplici, con i semplici di cuore, che procedono con franchezza e semplicità: «La sua amicizia è per i giusti» (Pr 3,22). Volete trovare Dio? Egli parla con i semplici. O mio Salvatore! o fratelli miei che provate il desiderio di essere semplici, che felicità! Coraggio, poiché ricevete la promessa che la gioia di Dio consiste nel dimorare con gli uomini semplici. Ci raccomandano meravigliosamente la semplicità anche le parole del nostro Signore: «Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». Riconosco, Padre mio, e te ne ringrazio, che la dottrina che ho imparato dalla tua divina Maestà e che diffondo tra gli uomini è conosciuta solamente dai semplici, e che permetti che i prudenti di questo mondo non la intendano; tu ne hai tenuto nascosto loro, se non le parole, almeno lo spirito. O Salvatore! o mio Dio! Questo dovrebbe spaventarci. Corriamo dietro la scienza come se tutta la nostra felicità dipendesse da essa. Guai a noi se non ne possediamo! Occorre certo averne, ma quanto basta; occorre studiare, ma con sobrietà. Altri simulano l'intelligenza degli affari, essere considerati come gente raffinata e importante al di fuori. A questi Dio toglie l'intelligenza delle verità cristiane: ai sapienti e a coloro che si mostrano complici con questo mondo. A chi la dona invece? Alla gente semplice, alla brava gente... Signori, la vera religione sta in mezzo ai poveri. Dio li arricchisce di una fede viva; credono, toccano, assaporano le parole di vita... Come se fossero cose ordinarie conservano la pace tra i turbamenti e le pene. Qual'è il motivo di questo? La fede. Perché? Perché sono semplici, Dio fa abbondare in loro le grazie che rifiuta ai ricchi e ai sapienti del mondo.
Sia lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti.
giovedì 16 luglio 2009
Riposo, pace... umiltà
Buongiorno,
Approfitto del periodo per mandarVi il Vangelo del giorno che parla di pace di riposo, in questo periodo la mente va spesso alle ferie, al riposo, però quello che troverete qui sotto io lo intendo anche come modo di vivere, io cerco di essere umile e vivo veramente più felicemente. Il Vangelo è Via, Verità e Vita.
Giovedì 16 Luglio 2009
Giovedì della XV settimana del Tempo Ordinario
BEATA VERGINE MARIA del Monte Carmelo (memoria facoltativa)
Meditazione del giorno Doroteo di Gaza : « Venite a me »
Letture del giorno Es 3,13-20. Mosè disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?". Dio disse a Mosè: "Io sono colui che sono!". Poi disse: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". Dio aggiunse a Mosè: "Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Và! Riunisci gli anziani d'Israele e dì loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell'Egitto verso il paese del Cananeo, dell'Hittita, dell'Amorreo, del Perizzita, dell'Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d'Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio. Io so che il re d'Egitto non vi permetterà di partire, se non con l'intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l'Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare.
Sal 105,1.5.8-9.24-25.26-27.
Alleluia.
Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Ricordate le meraviglie che ha compiute, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca: Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco. Ma Dio rese assai fecondo il suo popolo, lo rese più forte dei suoi nemici. Mutò il loro cuore e odiarono il suo popolo, contro i suoi servi agirono con inganno Mandò Mosè suo servo e Aronne che si era scelto. Compì per mezzo loro i segni promessi e nel paese di Cam i suoi prodigi.
Mt 11,28-30.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Doroteo di Gaza (circa 500- ?), monaco in Palestina
Discorsi spirituali, I, 8 ; SC 92, 159 « Venite a me »
Chi vuole trovare il vero riposo per la sua anima impari l'umiltà! Possa questi vedere che in essa sta ogni gioia, ogni gloria e ogni riposo, come nella superbia sta tutto il contrario. E infatti come siamo arrivati in tutte le nostre tribolazioni? Perché siamo caduti in tutta questa miseria? Non è forse a causa della nostra superbia? A causa della nostra follia? Non è forse per aver seguito la nostra cattiveria e per esserci attaccati all'amarezza della nostra volontà? Ma perché questo? L'uomo non è forse stato creato nella pienezza del benessere, della gioia, del riposo e della gloria? Non era forse nel paradiso? Gli è stato prescritto: Non fare questo, ed egli l'ha fatto. Vedete la superbia, l'arroganza, la ribellione? «L'uomo è stolto – dice Dio al vedere tale insolenza – non sa essere felice. Se non attraverserà giorni penosi, andrà a perdersi totalmente. Se non imparerà ciò che è l'afflizione, non saprà mai ciò che è il riposo». Allora Dio gli ha dato ciò che meritava, scacciandolo dal paradiso... Tuttavia la bontà di Dio, come ripeto spesso, non ha abbandonato la sua creatura, ma si volge ancora verso di lei e la chiama di nuovo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» Cioè: Ecco che siete affaticati, ecco che siete infelici, avete provato il male della votra disobbedienza. Sù convertitevi; sù, riconoscete la vostra impotenza e la vostra vergogna, per tornare al vostro riposo e alla vostra gloria. Sù, vivete grazie all'umiltà, voi che eravate morti a causa della superbia. «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».
Dio Vi benedica tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo.
Approfitto del periodo per mandarVi il Vangelo del giorno che parla di pace di riposo, in questo periodo la mente va spesso alle ferie, al riposo, però quello che troverete qui sotto io lo intendo anche come modo di vivere, io cerco di essere umile e vivo veramente più felicemente. Il Vangelo è Via, Verità e Vita.
Giovedì 16 Luglio 2009
Giovedì della XV settimana del Tempo Ordinario
BEATA VERGINE MARIA del Monte Carmelo (memoria facoltativa)
Meditazione del giorno Doroteo di Gaza : « Venite a me »
Letture del giorno Es 3,13-20. Mosè disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?". Dio disse a Mosè: "Io sono colui che sono!". Poi disse: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". Dio aggiunse a Mosè: "Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Và! Riunisci gli anziani d'Israele e dì loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell'Egitto verso il paese del Cananeo, dell'Hittita, dell'Amorreo, del Perizzita, dell'Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d'Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio. Io so che il re d'Egitto non vi permetterà di partire, se non con l'intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l'Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare.
Sal 105,1.5.8-9.24-25.26-27.
Alleluia.
Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Ricordate le meraviglie che ha compiute, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca: Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco. Ma Dio rese assai fecondo il suo popolo, lo rese più forte dei suoi nemici. Mutò il loro cuore e odiarono il suo popolo, contro i suoi servi agirono con inganno Mandò Mosè suo servo e Aronne che si era scelto. Compì per mezzo loro i segni promessi e nel paese di Cam i suoi prodigi.
Mt 11,28-30.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Doroteo di Gaza (circa 500- ?), monaco in Palestina
Discorsi spirituali, I, 8 ; SC 92, 159 « Venite a me »
Chi vuole trovare il vero riposo per la sua anima impari l'umiltà! Possa questi vedere che in essa sta ogni gioia, ogni gloria e ogni riposo, come nella superbia sta tutto il contrario. E infatti come siamo arrivati in tutte le nostre tribolazioni? Perché siamo caduti in tutta questa miseria? Non è forse a causa della nostra superbia? A causa della nostra follia? Non è forse per aver seguito la nostra cattiveria e per esserci attaccati all'amarezza della nostra volontà? Ma perché questo? L'uomo non è forse stato creato nella pienezza del benessere, della gioia, del riposo e della gloria? Non era forse nel paradiso? Gli è stato prescritto: Non fare questo, ed egli l'ha fatto. Vedete la superbia, l'arroganza, la ribellione? «L'uomo è stolto – dice Dio al vedere tale insolenza – non sa essere felice. Se non attraverserà giorni penosi, andrà a perdersi totalmente. Se non imparerà ciò che è l'afflizione, non saprà mai ciò che è il riposo». Allora Dio gli ha dato ciò che meritava, scacciandolo dal paradiso... Tuttavia la bontà di Dio, come ripeto spesso, non ha abbandonato la sua creatura, ma si volge ancora verso di lei e la chiama di nuovo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» Cioè: Ecco che siete affaticati, ecco che siete infelici, avete provato il male della votra disobbedienza. Sù convertitevi; sù, riconoscete la vostra impotenza e la vostra vergogna, per tornare al vostro riposo e alla vostra gloria. Sù, vivete grazie all'umiltà, voi che eravate morti a causa della superbia. «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».
Dio Vi benedica tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo.
mercoledì 1 luglio 2009
Forza e calma della fede.
Buongiorno,
Da quando ho trovato la Fede, il mio cuore è più forte, le certezze vere, in me una "calma" forte, si è venuta ad istaurare, la mia vita si fonda su una pietra vera. Il Vangelo è veramente la base della mia vita. Da quando seguo il Vangelo la mia via è più chiara, la luce dell'amore la rende precisa e vivo veramente, amando.
Solo Dio è il nostro salvatore, ci salva insegnandoci cosa è veramente vivere, quali sono i valori.
Sant'Agostino : « Salvaci, Signore ! »
Letture del giorno Gen 19,15-29.
Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: "Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città". Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città. Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!". Ma Lot gli disse: "No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva". Gli rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato". Perciò quella città si chiamò Zoar. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
Sal 26(25),2-3.9-10.11-12.
Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente. La tua bontà è davanti ai miei occhi e nella tua verità dirigo i miei passi. Non travolgermi insieme ai peccatori, con gli uomini di sangue non perder la mia vita, perché nelle loro mani è la perfidia, la loro destra è piena di regali. Integro è invece il mio cammino; riscattami e abbi misericordia. Il mio piede sta su terra piana; nelle assemblee benedirò il Signore.
Mt 8,23-27.
Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva. Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?».
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Meditazioni, cap. 37 « Salvaci, Signore ! »
O, mio Dio, il mio cuore è come un mare vasto sempre agitato dalle tempeste; fa che trovi in te la pace e il riposo. Tu hai ordinato ai venti e al mare di calmarsi e, all'udire la tua voce si sono placati; vieni a placare le agitazioni del mio cuore, affinché tutto in me sia calmo e tranquillo, affinché io possa possedere te, il mio unico bene, e contemplarti, dolce luce dei mei occhi, senza confusione né oscurità. O mio Dio, che la mia anima, liberata dai pensieri tumultuosi di questo mondo si nasconda «all'ombra delle tue ali»
(Sal 16,8). Che essa trovi presso di te un luogo di riparo e di pace; tutta accesa dalla gioia, che possa cantare: «In pace mi corico e subito mi addormento: tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare»
(Sal 4,9). Che essa si riposi, ti prego, mio Dio, che si riposi dal ricordo di quanto è sotto il cielo, sveglia per te solo, come sta scritto: «Io dormo, ma il mio cuore veglia»
(Ct 5,2). La mia anima non può essere in pace e al sicuro, mio Dio, se non sotto le ali della tua protezione
(Sal 91,4). Che essa dimori dunque eternamente in te e che sia infiammata dal tuo fuoco. Che, elevandosi al di sopra di sé, ti contempli e canti le tue lodi nella gioia. In mezzo alla confusione che mi agita, che i tuoi doni siano la mia dolce consolazione, finché io venga a te che sei la pace vera.
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti
Da quando ho trovato la Fede, il mio cuore è più forte, le certezze vere, in me una "calma" forte, si è venuta ad istaurare, la mia vita si fonda su una pietra vera. Il Vangelo è veramente la base della mia vita. Da quando seguo il Vangelo la mia via è più chiara, la luce dell'amore la rende precisa e vivo veramente, amando.
Solo Dio è il nostro salvatore, ci salva insegnandoci cosa è veramente vivere, quali sono i valori.
Sant'Agostino : « Salvaci, Signore ! »
Letture del giorno Gen 19,15-29.
Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: "Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città". Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città. Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!". Ma Lot gli disse: "No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva". Gli rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato". Perciò quella città si chiamò Zoar. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
Sal 26(25),2-3.9-10.11-12.
Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente. La tua bontà è davanti ai miei occhi e nella tua verità dirigo i miei passi. Non travolgermi insieme ai peccatori, con gli uomini di sangue non perder la mia vita, perché nelle loro mani è la perfidia, la loro destra è piena di regali. Integro è invece il mio cammino; riscattami e abbi misericordia. Il mio piede sta su terra piana; nelle assemblee benedirò il Signore.
Mt 8,23-27.
Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva. Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?».
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Meditazioni, cap. 37 « Salvaci, Signore ! »
O, mio Dio, il mio cuore è come un mare vasto sempre agitato dalle tempeste; fa che trovi in te la pace e il riposo. Tu hai ordinato ai venti e al mare di calmarsi e, all'udire la tua voce si sono placati; vieni a placare le agitazioni del mio cuore, affinché tutto in me sia calmo e tranquillo, affinché io possa possedere te, il mio unico bene, e contemplarti, dolce luce dei mei occhi, senza confusione né oscurità. O mio Dio, che la mia anima, liberata dai pensieri tumultuosi di questo mondo si nasconda «all'ombra delle tue ali»
(Sal 16,8). Che essa trovi presso di te un luogo di riparo e di pace; tutta accesa dalla gioia, che possa cantare: «In pace mi corico e subito mi addormento: tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare»
(Sal 4,9). Che essa si riposi, ti prego, mio Dio, che si riposi dal ricordo di quanto è sotto il cielo, sveglia per te solo, come sta scritto: «Io dormo, ma il mio cuore veglia»
(Ct 5,2). La mia anima non può essere in pace e al sicuro, mio Dio, se non sotto le ali della tua protezione
(Sal 91,4). Che essa dimori dunque eternamente in te e che sia infiammata dal tuo fuoco. Che, elevandosi al di sopra di sé, ti contempli e canti le tue lodi nella gioia. In mezzo alla confusione che mi agita, che i tuoi doni siano la mia dolce consolazione, finché io venga a te che sei la pace vera.
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti
giovedì 18 giugno 2009
Grazie a Dio
Buonasera a tutti,
Oggi, non ero molto in forma, la concentrazione faticava a venire, mi è bastato spostare per un attimo il pensiero dal lavoro a Dio, per ritrovare tutta la grinta e la voglia di fare.
Grazie Dio, grazie per essere la spina dorsale della mia vita.
Meta di ogni mio viaggio.
Poi nel Vangelo del Giorno un altro appiglio indispensabile:"
Giovedì 18 Giugno 2009
Giovedì della XI settimana del Tempo Ordinario
San GREGORIO Barbarigo, Cardinale
Meditazione del giorno San Cipriano : « Il nostro pane quotidiano »
Letture del giorno 2 Cor 11,1-11.
Oh se poteste sopportare un pò di follia da parte mia! Ma, certo, voi mi sopportate. Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo. Temo però che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo. Se infatti il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo. Ora io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi "superapostoli"! E se anche sono un profano nell'arte del parlare, non lo sono però nella dottrina, come vi abbiamo dimostrato in tutto e per tutto davanti a tutti. O forse ho commesso una colpa abbassando me stesso per esaltare voi, quando vi ho annunziato gratuitamente il vangelo di Dio? Ho spogliato altre Chiese accettando da loro il necessario per vivere, allo scopo di servire voi. E trovandomi presso di voi e pur essendo nel bisogno, non sono stato d'aggravio a nessuno, perché alle mie necessità hanno provveduto i fratelli giunti dalla Macedonia. In ogni circostanza ho fatto il possibile per non esservi di aggravio e così farò in avvenire. Com'è vero che c'è la verità di Cristo in me, nessuno mi toglierà questo vanto in terra di Acaia! Questo perché? Forse perché non vi amo? Lo sa Dio!
Sal 111(110),1-2.3-4.7-8. Alleluia.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, nel consesso dei giusti e nell'assemblea. Grandi le opere del Signore, le contemplino coloro che le amano. Le sue opere sono splendore di bellezza, la sua giustizia dura per sempre. Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi: pietà e tenerezza è il Signore. Le opere delle sue mani sono verità e giustizia, stabili sono tutti i suoi comandi, immutabili nei secoli, per sempre, eseguiti con fedeltà e rettitudine.
Mt 6,7-15.
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
San Cipriano (circa 200-258), vescovo di Cartagine e martire Sul Padre nostro, 18
« Il nostro pane quotidiano »
«Dacci oggi il nostro pane quotidiano».
Ciò può essere inteso sia in senso spirituale che in senso materiale, poiché l'uno e l'altro nell'economia divina serve per la salvezza. Infatti il pane di vita è Cristo, e questo pane non è di tutti, ma nostro sì. E come diciamo «Padre nostro» perché è Padre di coloro che intendono e credono, così invochiamo anche il pane nostro, poiché Cristo è pane di coloro che come noi si cibano del suo corpo. Chiediamo quindi che ogni giorno ci sia dato questo pane... affinché non accada che a causa di qualche grave peccato dobbiamo astenerci dal pane celeste, e così, privati della comunione, veniamo anche separati dal corpo di Cristo. Egli stesso infatti ha proclamato: «Io sono il pane della vita disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51)... Il Signore stesso pronunzia questa minaccia: «Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53). Per questo chiediamo che ci sia dato ogni giorno il nostro pane, cioè Cristo, affinché noi che rimaniamo in Cristo e viviamo in lui, non ci allontaniamo mai dal suo corpo e dalla sua vita divina. Si può anche interpretare così: noi, che fiduciosi nella grazia del Signore abbiamo rinunziato al mondo e disprezzato i suoi onori e le sue ricchezze, dobbiamo desiderare soltanto il necessario per vivere... Chi vuol essere discepolo di Cristo e, seguendo il suo invito, rinuncia a ogni cosa, deve cercare solo il necessario per l'oggi senza preoccuparsi del domani. È il Signore che ci insegna così: «Non affannatevi per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena» (Mt 6,34). Saggiamente, dunque, il discepolo di Cristo chiede il pane per ogni giorno, sapendo di non poter fare progetti per il domani. "
Dio Vi benedica, tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo
Oggi, non ero molto in forma, la concentrazione faticava a venire, mi è bastato spostare per un attimo il pensiero dal lavoro a Dio, per ritrovare tutta la grinta e la voglia di fare.
Grazie Dio, grazie per essere la spina dorsale della mia vita.
Meta di ogni mio viaggio.
Poi nel Vangelo del Giorno un altro appiglio indispensabile:"
Giovedì 18 Giugno 2009
Giovedì della XI settimana del Tempo Ordinario
San GREGORIO Barbarigo, Cardinale
Meditazione del giorno San Cipriano : « Il nostro pane quotidiano »
Letture del giorno 2 Cor 11,1-11.
Oh se poteste sopportare un pò di follia da parte mia! Ma, certo, voi mi sopportate. Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo. Temo però che, come il serpente nella sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo. Se infatti il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo. Ora io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi "superapostoli"! E se anche sono un profano nell'arte del parlare, non lo sono però nella dottrina, come vi abbiamo dimostrato in tutto e per tutto davanti a tutti. O forse ho commesso una colpa abbassando me stesso per esaltare voi, quando vi ho annunziato gratuitamente il vangelo di Dio? Ho spogliato altre Chiese accettando da loro il necessario per vivere, allo scopo di servire voi. E trovandomi presso di voi e pur essendo nel bisogno, non sono stato d'aggravio a nessuno, perché alle mie necessità hanno provveduto i fratelli giunti dalla Macedonia. In ogni circostanza ho fatto il possibile per non esservi di aggravio e così farò in avvenire. Com'è vero che c'è la verità di Cristo in me, nessuno mi toglierà questo vanto in terra di Acaia! Questo perché? Forse perché non vi amo? Lo sa Dio!
Sal 111(110),1-2.3-4.7-8. Alleluia.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, nel consesso dei giusti e nell'assemblea. Grandi le opere del Signore, le contemplino coloro che le amano. Le sue opere sono splendore di bellezza, la sua giustizia dura per sempre. Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi: pietà e tenerezza è il Signore. Le opere delle sue mani sono verità e giustizia, stabili sono tutti i suoi comandi, immutabili nei secoli, per sempre, eseguiti con fedeltà e rettitudine.
Mt 6,7-15.
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno
San Cipriano (circa 200-258), vescovo di Cartagine e martire Sul Padre nostro, 18
« Il nostro pane quotidiano »
«Dacci oggi il nostro pane quotidiano».
Ciò può essere inteso sia in senso spirituale che in senso materiale, poiché l'uno e l'altro nell'economia divina serve per la salvezza. Infatti il pane di vita è Cristo, e questo pane non è di tutti, ma nostro sì. E come diciamo «Padre nostro» perché è Padre di coloro che intendono e credono, così invochiamo anche il pane nostro, poiché Cristo è pane di coloro che come noi si cibano del suo corpo. Chiediamo quindi che ogni giorno ci sia dato questo pane... affinché non accada che a causa di qualche grave peccato dobbiamo astenerci dal pane celeste, e così, privati della comunione, veniamo anche separati dal corpo di Cristo. Egli stesso infatti ha proclamato: «Io sono il pane della vita disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo» (Gv 6,51)... Il Signore stesso pronunzia questa minaccia: «Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53). Per questo chiediamo che ci sia dato ogni giorno il nostro pane, cioè Cristo, affinché noi che rimaniamo in Cristo e viviamo in lui, non ci allontaniamo mai dal suo corpo e dalla sua vita divina. Si può anche interpretare così: noi, che fiduciosi nella grazia del Signore abbiamo rinunziato al mondo e disprezzato i suoi onori e le sue ricchezze, dobbiamo desiderare soltanto il necessario per vivere... Chi vuol essere discepolo di Cristo e, seguendo il suo invito, rinuncia a ogni cosa, deve cercare solo il necessario per l'oggi senza preoccuparsi del domani. È il Signore che ci insegna così: «Non affannatevi per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena» (Mt 6,34). Saggiamente, dunque, il discepolo di Cristo chiede il pane per ogni giorno, sapendo di non poter fare progetti per il domani. "
Dio Vi benedica, tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo
martedì 19 maggio 2009
ali d'aquila
Tu che abiti al riparo del Signoree
che dimori alla Sua ombra
di al Signore: "Mio rifugio,mia roccia in cui confido".
E TI RIALZERA, TI SOLLEVERASU ALI D'AQUILA
TI REGGERASULLA BREZZA DELL'ALBA
TI FARA BRILLAR COME IL SOLE,
COSI NELLE SUE MANI VIVRAI.
Dal laccio del cacciatore ti liberera
e dalla carestia che distrugge.
Poi ti coprira con le sue ali
e rifugio troverai.
RIT.
Non devi temere i terrori della nottene
freccia che vola di giorno
mille cadranno al tuo fianco
ma nulla ti colpira.
RIT.
Perche ai suoi angeli ha dato un comando
di preservarti in tutte le tue vie
ti porteranno sulla loro mani
contro ia pietra non inciamperai.
RIT.
E TI RIALZERO, TI SOLLEVERO
SU ALI D'AQUILA
TI REGGERO
SULLA BREZZA DELL'ALBA
TI FARO BRILLAR
COME IL SOLE,
COSI MELLE MIE MANI
VIVRAI.
E' una canzone che ho sentito in un matrimonio di un'amico....
Stupenda e fa sentire veramente l'amore di Dio per noi
che dimori alla Sua ombra
di al Signore: "Mio rifugio,mia roccia in cui confido".
E TI RIALZERA, TI SOLLEVERASU ALI D'AQUILA
TI REGGERASULLA BREZZA DELL'ALBA
TI FARA BRILLAR COME IL SOLE,
COSI NELLE SUE MANI VIVRAI.
Dal laccio del cacciatore ti liberera
e dalla carestia che distrugge.
Poi ti coprira con le sue ali
e rifugio troverai.
RIT.
Non devi temere i terrori della nottene
freccia che vola di giorno
mille cadranno al tuo fianco
ma nulla ti colpira.
RIT.
Perche ai suoi angeli ha dato un comando
di preservarti in tutte le tue vie
ti porteranno sulla loro mani
contro ia pietra non inciamperai.
RIT.
E TI RIALZERO, TI SOLLEVERO
SU ALI D'AQUILA
TI REGGERO
SULLA BREZZA DELL'ALBA
TI FARO BRILLAR
COME IL SOLE,
COSI MELLE MIE MANI
VIVRAI.
E' una canzone che ho sentito in un matrimonio di un'amico....
Stupenda e fa sentire veramente l'amore di Dio per noi
martedì 12 maggio 2009
Devozione
Buonasera,
Nasce dalla devozione una pace ed un'amore che sono la base per una fede granitica e splendente. Dentro al cuore nasce qualcosa che prima non si immaginava nemmeno lontanamente di provare, anche l'amore "terreno" per la propria famiglia aumenta a dismisura, anzi lo si percepisce veramente per quello che è: un dono del Signore, anch'esso!
Dio vi benedica, tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo.
Nasce dalla devozione una pace ed un'amore che sono la base per una fede granitica e splendente. Dentro al cuore nasce qualcosa che prima non si immaginava nemmeno lontanamente di provare, anche l'amore "terreno" per la propria famiglia aumenta a dismisura, anzi lo si percepisce veramente per quello che è: un dono del Signore, anch'esso!
Dio vi benedica, tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo.
martedì 5 maggio 2009
La "crisi"
Buon pomeriggio, come spesso si sente dire ora è un periodo di "crisi", purtroppo non solo economica, ma ritengo, anche sociale.
Da qui bisogna prendere spunto e reagire, ricostruendo il notro spirito e la nostra persona su ideali veri, sul Vangelo, vera Pietra d'Angolo.
Meditazione del giorno
Giovanni Paolo II : Il buon Pastore
Letture del giorno At 4,8-12.
Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati".
Sal 118,1.8-9.21-23.26.28.29.
Alleluia. Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia.
1 Gv 3,1-2.
Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Gv 10,11-18.
Io sono il buon pastore.
Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Giovanni Paolo II Omelia per il XXV anniversario di pontificato (16 ottobre 2003)
Il buon Pastore "Il buon pastore offre la vita per le pecore" (Gv 10,11).
Mentre Gesù pronunciava queste parole, gli Apostoli non sapevano che parlava di se stesso. Non lo sapeva nemmeno Giovanni, l'apostolo prediletto. Lo comprese sul Calvario, ai piedi della Croce, vedendolo offrire silenziosamente la vita per "le sue pecore". Quando venne per lui e per gli altri Apostoli il tempo di assumere questa stessa missione, allora si ricordarono delle sue parole. Si resero conto che, soltanto perché aveva assicurato che sarebbe stato lui stesso ad operare per mezzo loro, essi sarebbero stati in grado di portare a compimento la missione. Ne fu ben consapevole in particolare Pietro, "testimone delle sofferenze di Cristo"
(1 Pt 5,1), che ammoniva gli anziani della Chiesa: "Pascete il gregge di Dio che vi è affidato" (1 Pt 5, 2).
Nel corso dei secoli i successori degli Apostoli, guidati dallo Spirito Santo, hanno continuato a radunare il gregge di Cristo e a guidarlo verso il Regno dei cieli, consapevoli di poter assumere una così grande responsabilità soltanto "per Cristo, con Cristo e in Cristo".Questa medesima consapevolezza ho avuto io quando il Signore mi chiamò a svolgere la missione di Pietro in questa amata città di Roma e al servizio del mondo intero. Sin dall'inizio del pontificato, i miei pensieri, le mie preghiere e le mie azioni sono state animate da un unico desiderio: testimoniare che Cristo, il Buon Pastore, è presente e opera nella sua Chiesa. Egli è in continua ricerca di ogni pecora smarrita, la riconduce all'ovile, ne fascia le ferite; cura la pecora debole e malata e protegge quella forte (Ez 34,16). Ecco perché, sin dal primo giorno, non ho mai cessato di esortare: "Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà!". Ripeto oggi con forza: "Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!" Lasciatevi guidare da læui! Fidatevi del suo amore!
Da qui bisogna prendere spunto e reagire, ricostruendo il notro spirito e la nostra persona su ideali veri, sul Vangelo, vera Pietra d'Angolo.
Meditazione del giorno
Giovanni Paolo II : Il buon Pastore
Letture del giorno At 4,8-12.
Allora Pietro, pieno di Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, la cosa sia nota a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata testata d'angolo. In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati".
Sal 118,1.8-9.21-23.26.28.29.
Alleluia. Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo. È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia.
1 Gv 3,1-2.
Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Gv 10,11-18.
Io sono il buon pastore.
Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Giovanni Paolo II Omelia per il XXV anniversario di pontificato (16 ottobre 2003)
Il buon Pastore "Il buon pastore offre la vita per le pecore" (Gv 10,11).
Mentre Gesù pronunciava queste parole, gli Apostoli non sapevano che parlava di se stesso. Non lo sapeva nemmeno Giovanni, l'apostolo prediletto. Lo comprese sul Calvario, ai piedi della Croce, vedendolo offrire silenziosamente la vita per "le sue pecore". Quando venne per lui e per gli altri Apostoli il tempo di assumere questa stessa missione, allora si ricordarono delle sue parole. Si resero conto che, soltanto perché aveva assicurato che sarebbe stato lui stesso ad operare per mezzo loro, essi sarebbero stati in grado di portare a compimento la missione. Ne fu ben consapevole in particolare Pietro, "testimone delle sofferenze di Cristo"
(1 Pt 5,1), che ammoniva gli anziani della Chiesa: "Pascete il gregge di Dio che vi è affidato" (1 Pt 5, 2).
Nel corso dei secoli i successori degli Apostoli, guidati dallo Spirito Santo, hanno continuato a radunare il gregge di Cristo e a guidarlo verso il Regno dei cieli, consapevoli di poter assumere una così grande responsabilità soltanto "per Cristo, con Cristo e in Cristo".Questa medesima consapevolezza ho avuto io quando il Signore mi chiamò a svolgere la missione di Pietro in questa amata città di Roma e al servizio del mondo intero. Sin dall'inizio del pontificato, i miei pensieri, le mie preghiere e le mie azioni sono state animate da un unico desiderio: testimoniare che Cristo, il Buon Pastore, è presente e opera nella sua Chiesa. Egli è in continua ricerca di ogni pecora smarrita, la riconduce all'ovile, ne fascia le ferite; cura la pecora debole e malata e protegge quella forte (Ez 34,16). Ecco perché, sin dal primo giorno, non ho mai cessato di esortare: "Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà!". Ripeto oggi con forza: "Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!" Lasciatevi guidare da læui! Fidatevi del suo amore!
Cinque Maggio
Buongiorno a tutti,
Alcuni anni fa, "guarii" da una grave malattia, oggi con gli occhi della fede capisco che solo la preghiera mi ha salvato.
Dio è tutto, è quel primo passo della vita che porta nella luce, fin oltre la morte.
Lo splendido dono del Battesimo mi ha aperto a tutto, rinato al mondo.
Capisco sempre di più che è giusto togliersi dal mondo per entrare nella preghiera, nel silenzio, nella grazia del Vangelo.
Dio è veramente la luce che riscalda il mio cuore.
Tutto è così semplice sotto questa luce, bello, puro.
Dio mi ha portato ad una nuova visione di tutto, giusta.
Sia Lodato Gesù Cristo.
Dio Vi benedica
Alcuni anni fa, "guarii" da una grave malattia, oggi con gli occhi della fede capisco che solo la preghiera mi ha salvato.
Dio è tutto, è quel primo passo della vita che porta nella luce, fin oltre la morte.
Lo splendido dono del Battesimo mi ha aperto a tutto, rinato al mondo.
Capisco sempre di più che è giusto togliersi dal mondo per entrare nella preghiera, nel silenzio, nella grazia del Vangelo.
Dio è veramente la luce che riscalda il mio cuore.
Tutto è così semplice sotto questa luce, bello, puro.
Dio mi ha portato ad una nuova visione di tutto, giusta.
Sia Lodato Gesù Cristo.
Dio Vi benedica
venerdì 24 aprile 2009
Nuovo giorno
Buongiorno,
Anche oggi ho avuto prova che la fede ed il Vangelo sono l'unica via, verità e vita.
Iniziata la giornata nel peggiore dei modi, ho reagito ricordando i 10 comandamenti e quello che insegna Gesù nel Vangelo, bene è tutto cambiato ora, il mio cuore scoppia di gioia, amo le persone con cui ho litigato, ho capito i miei errori e la gioia è rientrata nella mia vita. E' straordinaio l'amore di Dio nei nostri confronti. E' la "leva" che ci permette di sollevare il mondo. E' il puro amore, che gioia. Non riesco a descrivere quello che ho nel cuore sono felicissimo.
Dio Vi benedica, tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
Anche oggi ho avuto prova che la fede ed il Vangelo sono l'unica via, verità e vita.
Iniziata la giornata nel peggiore dei modi, ho reagito ricordando i 10 comandamenti e quello che insegna Gesù nel Vangelo, bene è tutto cambiato ora, il mio cuore scoppia di gioia, amo le persone con cui ho litigato, ho capito i miei errori e la gioia è rientrata nella mia vita. E' straordinaio l'amore di Dio nei nostri confronti. E' la "leva" che ci permette di sollevare il mondo. E' il puro amore, che gioia. Non riesco a descrivere quello che ho nel cuore sono felicissimo.
Dio Vi benedica, tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
mercoledì 15 aprile 2009
Fare... non solo pensare
Buonasera,
Il vangelo del giorno ci offre uno spunto importante di riflessione e speranza. Spesso si studia molto anche le Sacre Scritture ma non sempre si comprende pienamente il significato e l'importanza, almeno per me è così. La bontà di Dio è immensa e spesso facendo il bene cioè operando secondo quanto c'è scritto nel Vangelo la nostra vita si illumina di amore.
Dio misericordioso ci ama pienamente, ha dato il suo figlio unigenito per noi, per riscattare i nostri innumerabili peccati.
Ricambiamo il suo amore con tutto l'amore che possiamo.
In questi giorni dove il terremoto ci permette di aiutare tanti bisognosi, e soprattutto anche chi ci sta vicino e che non ha il coraggio di chiedere.
"Mercoledì 15 Aprile 2009
Mercoledì fra l'Ottava di Pasqua B. DAMIANO (GIUSEPPE) De Veuster, Sacerdote SS.CC. Meditazione del giorno San Gregorio Magno : « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo » Letture del giorno At 3,1-10.
Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
Sal 105(104),1-2.3-4.6-7.8-9.
Alleluia. Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Cantate a lui canti di gioia, meditate tutti i suoi prodigi. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. voi stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. È lui il Signore, nostro Dio, su tutta la terra i suoi giudizi. Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco.
Lc 24,13-35.
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa Discorsi sul vangelo, 23 « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo »
Due discepoli di Gesù erano in cammino e pur non credendo in lui, parlavano di lui. Il Signore apparve, senza tuttavia mostrarsi a loro sotto un'apparenza che essi potessero riconoscere. Il Signore quindi realizzò esternamente, agli occhi del corpo, ciò che in loro si adempiva all'interno, agli occhi del cuore. All'interno, i discepoli amavano e dubitavano contemporaneamente; all'esterno, il Signore era loro presente, senza tuttavia manifestare chi egli fosse. A coloro che parlavano di lui, offriva la sua presenza; ma a coloro che dubitavano, nascondava il suo aspetto familiare, che avrebbe permesso loro di riconoscerlo. Ha scambiato delle parole con loro, ha rimproverato loro la lentezza a capire, ha spiegato loro i misteri della santa Scrittura che lo riguardavano. Eppure, nel loro cuore egli rimaneva uno straniero, per mancanza di fede; fece dunque come se dovesse andare più lontano... La Verità che è semplice, non fece nulla con doppiezza; si è semplicemente manifestata ai discepoli nel suo corpo così come era nel loro spirito. Mettendoli così alla prova, il Signore voleva vedere se coloro che non lo amavano in quanto Dio, erano almeno capaci di amarlo in quanto viaggiatore? La Verità camminava con loro; non potevano dunque rimanere estranei all'amore: gli proposero l'ospitalità, come si fa per un viaggiatore. Perché, d'altronde, diciamo che gli proposero, mentre sta scritto: «Loro insistettero»? Questo esempio ci mostra bene che non dobbiamo soltanto offrire l'ospitalità ai viaggiatori, bensì farlo con insistenza. I discepoli apparecchiano dunque la tavola, offrono da mangiare; e Dio, che loro non avevano riconosciuto nello spiegare la Santa Scrittura, lo riconoscono nello spezzare il pane. Non è dunque ascoltando i comandamenti di Dio che sono stati illuminati, bensì mettendoli in pratica.
Dio vi benedica, tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
Il vangelo del giorno ci offre uno spunto importante di riflessione e speranza. Spesso si studia molto anche le Sacre Scritture ma non sempre si comprende pienamente il significato e l'importanza, almeno per me è così. La bontà di Dio è immensa e spesso facendo il bene cioè operando secondo quanto c'è scritto nel Vangelo la nostra vita si illumina di amore.
Dio misericordioso ci ama pienamente, ha dato il suo figlio unigenito per noi, per riscattare i nostri innumerabili peccati.
Ricambiamo il suo amore con tutto l'amore che possiamo.
In questi giorni dove il terremoto ci permette di aiutare tanti bisognosi, e soprattutto anche chi ci sta vicino e che non ha il coraggio di chiedere.
"Mercoledì 15 Aprile 2009
Mercoledì fra l'Ottava di Pasqua B. DAMIANO (GIUSEPPE) De Veuster, Sacerdote SS.CC. Meditazione del giorno San Gregorio Magno : « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo » Letture del giorno At 3,1-10.
Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
Sal 105(104),1-2.3-4.6-7.8-9.
Alleluia. Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Cantate a lui canti di gioia, meditate tutti i suoi prodigi. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. voi stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. È lui il Signore, nostro Dio, su tutta la terra i suoi giudizi. Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco.
Lc 24,13-35.
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa Discorsi sul vangelo, 23 « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo »
Due discepoli di Gesù erano in cammino e pur non credendo in lui, parlavano di lui. Il Signore apparve, senza tuttavia mostrarsi a loro sotto un'apparenza che essi potessero riconoscere. Il Signore quindi realizzò esternamente, agli occhi del corpo, ciò che in loro si adempiva all'interno, agli occhi del cuore. All'interno, i discepoli amavano e dubitavano contemporaneamente; all'esterno, il Signore era loro presente, senza tuttavia manifestare chi egli fosse. A coloro che parlavano di lui, offriva la sua presenza; ma a coloro che dubitavano, nascondava il suo aspetto familiare, che avrebbe permesso loro di riconoscerlo. Ha scambiato delle parole con loro, ha rimproverato loro la lentezza a capire, ha spiegato loro i misteri della santa Scrittura che lo riguardavano. Eppure, nel loro cuore egli rimaneva uno straniero, per mancanza di fede; fece dunque come se dovesse andare più lontano... La Verità che è semplice, non fece nulla con doppiezza; si è semplicemente manifestata ai discepoli nel suo corpo così come era nel loro spirito. Mettendoli così alla prova, il Signore voleva vedere se coloro che non lo amavano in quanto Dio, erano almeno capaci di amarlo in quanto viaggiatore? La Verità camminava con loro; non potevano dunque rimanere estranei all'amore: gli proposero l'ospitalità, come si fa per un viaggiatore. Perché, d'altronde, diciamo che gli proposero, mentre sta scritto: «Loro insistettero»? Questo esempio ci mostra bene che non dobbiamo soltanto offrire l'ospitalità ai viaggiatori, bensì farlo con insistenza. I discepoli apparecchiano dunque la tavola, offrono da mangiare; e Dio, che loro non avevano riconosciuto nello spiegare la Santa Scrittura, lo riconoscono nello spezzare il pane. Non è dunque ascoltando i comandamenti di Dio che sono stati illuminati, bensì mettendoli in pratica.
Dio vi benedica, tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
mercoledì 1 aprile 2009
Situazione economica
Buonasera,
Sbagliandomi, forse, non sono un economista; penso che la crisi sia un momento importante di riflessione, ci si deve accorgere che alla fine il denaro va e viene. Quindi fondare la propria vita solo su di esso è sbagliato. Bisogna porre la propria vita sul Vangelo, pietra sicura, su cui fondare tutto. Sembra ipocrisia mi rendo conto, ma il denaro è solo il paragone non troppo veritiero spesso del nostro lavoro, serve è vero per vivere, ma non si può basare tutto su questo.
Dio insegna che l'amore è la vita, il suo inizio, il suo cammino e la fine.
Tutto è nell'amore e nel Vangelo.
Seguiamolo.
Dio Vi benedica Tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
Sbagliandomi, forse, non sono un economista; penso che la crisi sia un momento importante di riflessione, ci si deve accorgere che alla fine il denaro va e viene. Quindi fondare la propria vita solo su di esso è sbagliato. Bisogna porre la propria vita sul Vangelo, pietra sicura, su cui fondare tutto. Sembra ipocrisia mi rendo conto, ma il denaro è solo il paragone non troppo veritiero spesso del nostro lavoro, serve è vero per vivere, ma non si può basare tutto su questo.
Dio insegna che l'amore è la vita, il suo inizio, il suo cammino e la fine.
Tutto è nell'amore e nel Vangelo.
Seguiamolo.
Dio Vi benedica Tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
Libertà quaresimale cioè amore
Meditazione del giorno Origene : « Se rimanete fedeli alla mia parola... le verità vi farà liberi » Letture del giorno Dn 3,14-20.91-92.95.
Nabucodònosor disse loro: "È vero, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che voi non servite i miei dei e non adorate la statua d'oro che io ho fatto innalzare? Ora, se voi sarete pronti, quando udirete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpicordo, del salterio, della zampogna e d'ogni specie di strumenti musicali, a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatta, bene; altrimenti in quel medesimo istante sarete gettati in mezzo ad una fornace dal fuoco ardente. Qual Dio vi potrà liberare dalla mia mano?". Ma Sadràch, Mesàch e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: "Re, noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dei e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto". Allora Nabucodònosor, acceso d'ira e con aspetto minaccioso contro Sadràch, Mesàch e Abdènego, ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadràch, Mesàch e Abdènego e gettarli nella fornace con il fuoco acceso. Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: "Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?". "Certo, o re", risposero. Egli soggiunse: "Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell'aspetto a un figlio di dei". Nabucodònosor prese a dire: "Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio.
Dn 3,52.53.54.55.56. "Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel trono del tuo regno, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli.
Gv 8,31-42. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo Discorsi sull'Esodo, n° 12, 4 ; SC 321, 369
« Se rimanete fedeli alla mia parola... le verità vi farà liberi »
«Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà» (2 Cor 3,17)... Come potremo trovare questa libertà, noi che siamo schiavi del mondo, schiavi del denaro, schiavi dei desideri della carne? Certo, mi sforzo di correggermi, giudico me stesso, condanno le mie colpe. I miei uditori esaminino per conto loro ciò che pensano nel loro cuore. Ma, lo dico fra parentesi, finché io sono legato da uno di questi attacchi, non sono ancora convertito al Signore, non sono giunto alla vera libertà, poiché tali affari, tali preoccupazioni sono ancora capaci di trattenermi... Sta scritto, lo sappiamo: «Uno è schiavo di ciò che l'ha vinto» (2 Pt 2,19).
Anche se non sono dominato dall'amore del denaro, anche se non sono legato dalle preoccupazioni dei beni e delle ricchezze, sono tuttavia avido di lodi e desideroso di gloria umana, quando tengo conto del volto che mi mostrano gli uomini e delle parole che dicono di me, quando mi preoccupo di sapere ciò che un tale pensa di me, come un tal' altro mi stima, quando temo di non piacere all'uno e desidero piacere all'altro. Finché avrò queste preoccupazioni, ne sarò schiavo. Ma vorei fare sforzi per svincolarmi, provare a liberarmi dal giogo di questa vergognosa schiavitù e giungere a quella libertà di cui ci parla l'apostolo Paolo: «Siete stati chiamati alla libertà; non fatevi schiavi degli uomini» (Gal 5,13; 1 Cor 7,23).
Ma chi mi procurerà questa liberazione? Chi mi libererà da questa vergognosa schiavitù, se non colui che ha detto: «Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero»... Serviamo quindi fedelmente, «amiamo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza il Signore nostro Dio» (Mc 12,30) per meritare di ricevere da Cristo Gesù nostro Signore il dono della libertà.
Penso che solamente amando con l'Amore del Vangelo si può arrivare a Dio. Si può sentire la sua benedizione, l'amore verso i fratelli è tutto. E' difficile ma il cammino verso il Nostro Signore è il significato della nostra Vita.
Dio Vi benedica tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
Nabucodònosor disse loro: "È vero, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che voi non servite i miei dei e non adorate la statua d'oro che io ho fatto innalzare? Ora, se voi sarete pronti, quando udirete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpicordo, del salterio, della zampogna e d'ogni specie di strumenti musicali, a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatta, bene; altrimenti in quel medesimo istante sarete gettati in mezzo ad una fornace dal fuoco ardente. Qual Dio vi potrà liberare dalla mia mano?". Ma Sadràch, Mesàch e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: "Re, noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dei e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto". Allora Nabucodònosor, acceso d'ira e con aspetto minaccioso contro Sadràch, Mesàch e Abdènego, ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadràch, Mesàch e Abdènego e gettarli nella fornace con il fuoco acceso. Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: "Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?". "Certo, o re", risposero. Egli soggiunse: "Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell'aspetto a un figlio di dei". Nabucodònosor prese a dire: "Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio.
Dn 3,52.53.54.55.56. "Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel trono del tuo regno, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli.
Gv 8,31-42. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo Discorsi sull'Esodo, n° 12, 4 ; SC 321, 369
« Se rimanete fedeli alla mia parola... le verità vi farà liberi »
«Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà» (2 Cor 3,17)... Come potremo trovare questa libertà, noi che siamo schiavi del mondo, schiavi del denaro, schiavi dei desideri della carne? Certo, mi sforzo di correggermi, giudico me stesso, condanno le mie colpe. I miei uditori esaminino per conto loro ciò che pensano nel loro cuore. Ma, lo dico fra parentesi, finché io sono legato da uno di questi attacchi, non sono ancora convertito al Signore, non sono giunto alla vera libertà, poiché tali affari, tali preoccupazioni sono ancora capaci di trattenermi... Sta scritto, lo sappiamo: «Uno è schiavo di ciò che l'ha vinto» (2 Pt 2,19).
Anche se non sono dominato dall'amore del denaro, anche se non sono legato dalle preoccupazioni dei beni e delle ricchezze, sono tuttavia avido di lodi e desideroso di gloria umana, quando tengo conto del volto che mi mostrano gli uomini e delle parole che dicono di me, quando mi preoccupo di sapere ciò che un tale pensa di me, come un tal' altro mi stima, quando temo di non piacere all'uno e desidero piacere all'altro. Finché avrò queste preoccupazioni, ne sarò schiavo. Ma vorei fare sforzi per svincolarmi, provare a liberarmi dal giogo di questa vergognosa schiavitù e giungere a quella libertà di cui ci parla l'apostolo Paolo: «Siete stati chiamati alla libertà; non fatevi schiavi degli uomini» (Gal 5,13; 1 Cor 7,23).
Ma chi mi procurerà questa liberazione? Chi mi libererà da questa vergognosa schiavitù, se non colui che ha detto: «Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero»... Serviamo quindi fedelmente, «amiamo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza il Signore nostro Dio» (Mc 12,30) per meritare di ricevere da Cristo Gesù nostro Signore il dono della libertà.
Penso che solamente amando con l'Amore del Vangelo si può arrivare a Dio. Si può sentire la sua benedizione, l'amore verso i fratelli è tutto. E' difficile ma il cammino verso il Nostro Signore è il significato della nostra Vita.
Dio Vi benedica tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
giovedì 5 marzo 2009
Digiuni Quaresimali
Personalmente trovo giusto il digiuno, fatto per motivi religiosi, dà un qualcosa di intimo e naturale al significato religioso della pratica, ma è molto più importante il digiuno dalle cattive abitudini e dalla malvagità ormai odierna dell'uomo medio.
"Mercoledì 04 Marzo 2009 Mercoledì della I settimana di Quaresima
S. CASIMIRO, Principe, figlio del re di Polonia
Meditazione del giorno Sant'Afraate : « Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: Sciogliere le catene inique ? » (Is 58,6)
Le letture del giorno
Gn 3,1-10.
Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: "Alzati, và a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò". Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: "Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta". I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: "Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?". Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Sal 51(50),3-4.12-13.18-19.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
Lc 11,29-32.
Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui. Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Sant'Afraate (?-circa 345), monaco e vescovo nella regione di Mossoul dimostrazioni, n°3 ;
SC 349, 277 « Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: Sciogliere le catene inique ? »
(Is 58,6) Gli abitanti di Nìnive fecero un digiuno puro quando Giona predicò loro la conversione... Sta scritto infatti: «Dio vide che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro»
(Gn 3,10). Non è detto: «Vide un'astinenza da pane e da acqua, con il sacco e la cenere» ma : «Che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia». Il re di Nìnive infatti aveva detto: «Ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani»(vs 8). Questo fu un digiuno puro, e fu accetto... Infatti, amico mio, quando uno digiuna, l'astinenza migliore è sempre l'astinenza dalla malvagità. Questa è migliore dell'astinenza da pane e da acqua, migliore del «piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto» come dice il Profeta Isaia (58,5). Infatti quando l'uomo si astiene da pane, da acqua o da qualsiasi cibo, quando si copre di sacco e di cenere e si afflige, questi certo è amato, bello agli occhi di Dio, e gradito. Ma questo Dio gradisce di più: «sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo» (vs 6). Per tale uomo allora, «la sua luce sorgerà come l'aurora e davanti a lui camminerà la sua giustizia. Sarà come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono» (vs 8-11). Non assomiglia agli ipocriti che «assumono aria malinconica e si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano» (Mt 6,16). "
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica Tutti.
"Mercoledì 04 Marzo 2009 Mercoledì della I settimana di Quaresima
S. CASIMIRO, Principe, figlio del re di Polonia
Meditazione del giorno Sant'Afraate : « Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: Sciogliere le catene inique ? » (Is 58,6)
Le letture del giorno
Gn 3,1-10.
Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: "Alzati, và a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò". Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: "Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta". I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: "Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?". Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Sal 51(50),3-4.12-13.18-19.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
Lc 11,29-32.
Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui. Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Sant'Afraate (?-circa 345), monaco e vescovo nella regione di Mossoul dimostrazioni, n°3 ;
SC 349, 277 « Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: Sciogliere le catene inique ? »
(Is 58,6) Gli abitanti di Nìnive fecero un digiuno puro quando Giona predicò loro la conversione... Sta scritto infatti: «Dio vide che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro»
(Gn 3,10). Non è detto: «Vide un'astinenza da pane e da acqua, con il sacco e la cenere» ma : «Che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia». Il re di Nìnive infatti aveva detto: «Ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani»(vs 8). Questo fu un digiuno puro, e fu accetto... Infatti, amico mio, quando uno digiuna, l'astinenza migliore è sempre l'astinenza dalla malvagità. Questa è migliore dell'astinenza da pane e da acqua, migliore del «piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto» come dice il Profeta Isaia (58,5). Infatti quando l'uomo si astiene da pane, da acqua o da qualsiasi cibo, quando si copre di sacco e di cenere e si afflige, questi certo è amato, bello agli occhi di Dio, e gradito. Ma questo Dio gradisce di più: «sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo» (vs 6). Per tale uomo allora, «la sua luce sorgerà come l'aurora e davanti a lui camminerà la sua giustizia. Sarà come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono» (vs 8-11). Non assomiglia agli ipocriti che «assumono aria malinconica e si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano» (Mt 6,16). "
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica Tutti.
giovedì 26 febbraio 2009
La crescita personale.
Buonasera,
Ho pensato ad una persona che conoscevo qualche anno fa, la sua carriera fulminante, i grandi sacrifici che indubbiamente e meritatamente la hanno portata al successo alla carriera. Mi sono sentito un pò "da meno", chiedendomi se magari avevo "travisato" il significato delle scritture, non impegnandomi troppo a fondo in quello che laicamente è il mio lavoro.
Per fortuna il Vangelo di oggi mi ha chiarito le idee.
Le persone devono dare il massimo, certamente, ma non devono perdere di vista Dio, che è via, verità e vita.
Giovedì 26 Febbraio 2009 Giovedì dopo le Ceneri
S. ALESSANDRO di Alessandria, Patriarca
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta : « Prenda la sua croce e mi segua »
Le letture del giorno
Dt 30,15-20.
Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei e a servirli, io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe".
Sal 1,1-2.3.4.6.
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde; Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina.
Lc 9,22-25.
«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Beata Teresa di Calcutta (1910-1997),
fondatrice delle Suore Missionarie della Carità Something Beautiful for God
« Prenda la sua croce e mi segua »
Signore, la tua crocifissione e la tua risurrezione ci insegnino ad affrontare la lotta della vita quotidiana e ad attraversare l'angoscia della morte, affinché viviamo in una pienezza più grande e più creatrice. Umilmente e pazientemente hai accettato i fallimenti della vita umana, come la sofferenza della tua crocifissione. Aiutaci ad accettare le pene e le lotte che ogni giornata ci porta, come delle occasioni di crescere e di assomigliarti maggiormente. Rendici capaci di affrontarle pazientemente e con coraggio, con una piena fiducia nella tua protezione. Facci capire che giungeremo alla pienezza della vita soltanto tramite una morte incessante a noi stessi a ai nostri desideri egoisti. Soltanto morendo con te infatti potremo risuscitare con te.
Dio Vi benedica.
Sia lodato Gesù Cristo
Ho pensato ad una persona che conoscevo qualche anno fa, la sua carriera fulminante, i grandi sacrifici che indubbiamente e meritatamente la hanno portata al successo alla carriera. Mi sono sentito un pò "da meno", chiedendomi se magari avevo "travisato" il significato delle scritture, non impegnandomi troppo a fondo in quello che laicamente è il mio lavoro.
Per fortuna il Vangelo di oggi mi ha chiarito le idee.
Le persone devono dare il massimo, certamente, ma non devono perdere di vista Dio, che è via, verità e vita.
Giovedì 26 Febbraio 2009 Giovedì dopo le Ceneri
S. ALESSANDRO di Alessandria, Patriarca
Meditazione del giorno
Beata Teresa di Calcutta : « Prenda la sua croce e mi segua »
Le letture del giorno
Dt 30,15-20.
Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei e a servirli, io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe".
Sal 1,1-2.3.4.6.
Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Sarà come albero piantato lungo corsi d'acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde; Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina.
Lc 9,22-25.
«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Beata Teresa di Calcutta (1910-1997),
fondatrice delle Suore Missionarie della Carità Something Beautiful for God
« Prenda la sua croce e mi segua »
Signore, la tua crocifissione e la tua risurrezione ci insegnino ad affrontare la lotta della vita quotidiana e ad attraversare l'angoscia della morte, affinché viviamo in una pienezza più grande e più creatrice. Umilmente e pazientemente hai accettato i fallimenti della vita umana, come la sofferenza della tua crocifissione. Aiutaci ad accettare le pene e le lotte che ogni giornata ci porta, come delle occasioni di crescere e di assomigliarti maggiormente. Rendici capaci di affrontarle pazientemente e con coraggio, con una piena fiducia nella tua protezione. Facci capire che giungeremo alla pienezza della vita soltanto tramite una morte incessante a noi stessi a ai nostri desideri egoisti. Soltanto morendo con te infatti potremo risuscitare con te.
Dio Vi benedica.
Sia lodato Gesù Cristo
venerdì 20 febbraio 2009
Le persone
Buongiorno,
Ieri ho incontrato il Vescovo di Carpi(MO) Elio Tinti. E' la persona più stupenda che abbia mai incontrato. Di una carica inpressionante, parlava meravigliosamente, discuteva del matrimonio in maniera chiarissima, citando le scritture con dovizia e precisione.
Il suo entusiasmo mi ha colpito.
Molti criticano la Chiesa, non conoscono gli uomini che la compongono.
Ha anche detto una frase bellissima:
" Pregate perchè la preghiera è amore e l'amore di Dio per noi è infinito, più si prega più c'è amore di Dio, Dio ci tiene sul palmo della sua mano e ci accarezza continuamente", parole riprese anche da Benedetto XVI stamattina alla Santa Messa su Radio Vaticana.
Ha poi fatto l'esempio per i non credenti della "luce" di Dio: una persona senza Dio è come se vivesse in una stanza buia con le tapparelle chiuse. La luce di Dio non entra e la sua vita è triste e chiusa in se stessa; se apre le tapparelle e lascia entrare la luce dell'Amore di Dio, vedrà tutto il mondo e la bellezza delle cose che Dio ha preparato per lui"
Parlando del matrimonio ha anche detto che la nostra sposa è il regalo più bello del mondo perchè ci è stata preparata dal Signore Dio Nostro, per noi e per tutta la vita (Uomo e Donna li creò...).
Cito ricordando a memoria, quindi, magari, non tutto sarà esattamente come ha detto il Vescovo e me ne scuso.
E' stato un incontro così importante che veramente andava tutto registrato e riportato.
E' stata un'esperienza stupenda di cui ringrazio Dio con tutto il cuore.
Dio Vi Benedica tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
Ieri ho incontrato il Vescovo di Carpi(MO) Elio Tinti. E' la persona più stupenda che abbia mai incontrato. Di una carica inpressionante, parlava meravigliosamente, discuteva del matrimonio in maniera chiarissima, citando le scritture con dovizia e precisione.
Il suo entusiasmo mi ha colpito.
Molti criticano la Chiesa, non conoscono gli uomini che la compongono.
Ha anche detto una frase bellissima:
" Pregate perchè la preghiera è amore e l'amore di Dio per noi è infinito, più si prega più c'è amore di Dio, Dio ci tiene sul palmo della sua mano e ci accarezza continuamente", parole riprese anche da Benedetto XVI stamattina alla Santa Messa su Radio Vaticana.
Ha poi fatto l'esempio per i non credenti della "luce" di Dio: una persona senza Dio è come se vivesse in una stanza buia con le tapparelle chiuse. La luce di Dio non entra e la sua vita è triste e chiusa in se stessa; se apre le tapparelle e lascia entrare la luce dell'Amore di Dio, vedrà tutto il mondo e la bellezza delle cose che Dio ha preparato per lui"
Parlando del matrimonio ha anche detto che la nostra sposa è il regalo più bello del mondo perchè ci è stata preparata dal Signore Dio Nostro, per noi e per tutta la vita (Uomo e Donna li creò...).
Cito ricordando a memoria, quindi, magari, non tutto sarà esattamente come ha detto il Vescovo e me ne scuso.
E' stato un incontro così importante che veramente andava tutto registrato e riportato.
E' stata un'esperienza stupenda di cui ringrazio Dio con tutto il cuore.
Dio Vi Benedica tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
lunedì 16 febbraio 2009
Ricominciare da "zero"
Buongiorno,
Leggendo questo articolo di Avvenire:
http://www.avvenire.it/Commenti/Se+non+smettiamo+di+difendere+i+figli+che+sbagliano.htm
Mi è apparsa con chierezza quella che è oggi la crisi peggiore: non abbiamo più ideali forti a cui tendere, Il Vangelo dovrebbere essere tutto, per alcuni è niente.
Nell'articolo c'è una frase che mi piace molto:
"Se non è tempo invece di parlare chiaro: hai violentato una ragazza, hai dato fuoco a un povero Cristo, hai fatto una cosa terribile. Apri gli occhi, guardati. E solo da questa piena coscienza riaccogliere, per ricominciare. Magari quasi da zero: da un lavoro faticoso, dalla coscienza che già un pezzo di pane è un dono, e ancora di più lo è la faccia di un amico."
Piango al pensare a quanto siamo scesi in basso a causa del buonismo, della ricchezza, del facile e remunerativo per tutti.
La fatica sarà il segreto per la riuscita della nostra civiltà.
L'amore è sopra ogni cosa, deve essere per tutti, illuminando tutti si vedrà più chiaramente il progettto di Nostro Signore Gesù.
Dio Vi Benedica tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo.
Leggendo questo articolo di Avvenire:
http://www.avvenire.it/Commenti/Se+non+smettiamo+di+difendere+i+figli+che+sbagliano.htm
Mi è apparsa con chierezza quella che è oggi la crisi peggiore: non abbiamo più ideali forti a cui tendere, Il Vangelo dovrebbere essere tutto, per alcuni è niente.
Nell'articolo c'è una frase che mi piace molto:
"Se non è tempo invece di parlare chiaro: hai violentato una ragazza, hai dato fuoco a un povero Cristo, hai fatto una cosa terribile. Apri gli occhi, guardati. E solo da questa piena coscienza riaccogliere, per ricominciare. Magari quasi da zero: da un lavoro faticoso, dalla coscienza che già un pezzo di pane è un dono, e ancora di più lo è la faccia di un amico."
Piango al pensare a quanto siamo scesi in basso a causa del buonismo, della ricchezza, del facile e remunerativo per tutti.
La fatica sarà il segreto per la riuscita della nostra civiltà.
L'amore è sopra ogni cosa, deve essere per tutti, illuminando tutti si vedrà più chiaramente il progettto di Nostro Signore Gesù.
Dio Vi Benedica tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo.
martedì 10 febbraio 2009
Per Eluana
Buonasera,
Questa è una mia preghiera, per Eluana, lo stato, la nostra stupidità l'ha uccisa. Lei era viva, naturalmente ero contrario all'interruzione dell'alimentazione. Lei Viveva, allego alcuni articoli che lo testimoniano. Ho sbagliato e chiedo scusa dal profondo del mio cuore a Dio, ho confidato nello stato, nelle leggi, negli uomini, speravo che la loro stoltezza fosse limitata. Una volta ancora ho imparato che la mia vita deve fondarsi solo sulla fede in Dio.
Ti prego, Dio, accogli questa tua figlia, uccisa dalla stupidità dell'uomo.
SIGNORE,fa’ di me uno strumento della tua pace.
Dove c’è odio, io porti amore.
Dove c’è discordia, io porti l’unione.
Dove c’è errore, io porti la verità.
Dove c’è dubbio, io porti la fede.
Dove c’è disperazione, io porti la speranza.
O Divino Maestro,
che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare.
Non di essere compreso quanto di comprendere.
Non di essere amato, quanto di amare.
Infatti: donando si riceve.
Dimenticandosi si trova comprensione.
Perdonando si è perdonati.
Morendo si risuscita alla vera Vita.
San Francesco d’Assisi
http://www.avvenire.it/Cronaca/Eluana+vita+quotidiana.htm
http://www.ilfoglio.it/blog/914
http://www.avvenire.it/Commenti/Adesso+pero+vogliamo+sapere+tutto.htm
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1838
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1835
Questa è una mia preghiera, per Eluana, lo stato, la nostra stupidità l'ha uccisa. Lei era viva, naturalmente ero contrario all'interruzione dell'alimentazione. Lei Viveva, allego alcuni articoli che lo testimoniano. Ho sbagliato e chiedo scusa dal profondo del mio cuore a Dio, ho confidato nello stato, nelle leggi, negli uomini, speravo che la loro stoltezza fosse limitata. Una volta ancora ho imparato che la mia vita deve fondarsi solo sulla fede in Dio.
Ti prego, Dio, accogli questa tua figlia, uccisa dalla stupidità dell'uomo.
SIGNORE,fa’ di me uno strumento della tua pace.
Dove c’è odio, io porti amore.
Dove c’è discordia, io porti l’unione.
Dove c’è errore, io porti la verità.
Dove c’è dubbio, io porti la fede.
Dove c’è disperazione, io porti la speranza.
O Divino Maestro,
che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare.
Non di essere compreso quanto di comprendere.
Non di essere amato, quanto di amare.
Infatti: donando si riceve.
Dimenticandosi si trova comprensione.
Perdonando si è perdonati.
Morendo si risuscita alla vera Vita.
San Francesco d’Assisi
http://www.avvenire.it/Cronaca/Eluana+vita+quotidiana.htm
http://www.ilfoglio.it/blog/914
http://www.avvenire.it/Commenti/Adesso+pero+vogliamo+sapere+tutto.htm
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1838
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1835
lunedì 9 febbraio 2009
Distanze
Buongiorno,
I valori cristiani della fede sono la mia pietra d'angolo.
I miei conoscenti, non li condividono, non ho bisogno di loro, nel Vangelo c'è scritto che essere cristiani non è facile. Io seguo la mia fede. Purtroppo non tutti hanno avuto la fortuna di questo dono. Non ho nessun merito perchè ho fede, la voglio solo coltivare, crescere, ho bisogno solo di Dio e del suo Amore paterno. Solo Dio è verità.
Non si può adattare Dio alla vita, è il contrario la vita deve seguire la parola di Dio, il Vangelo che è via, verità e Vita.
Mi dispiace però che persone che hanno percorso un pezzo del mio cammino insieme a me ora si siano allontanate tanto dalla strada, che sembra quasi, la stiano percorrendo al contrario.
Resterò fedele a Dio, mostrerò il mio modo di vita e cercherò di essere esempio.
Ammetto che anche loro potranno non comprendermi, ma il dono della fede implica anche il perdonare chi non ce l'ha. Anzi devo pregare di più per loro!
Mi dispiace spero mi capiscano.
"Sal 23(22),1-3.3-4.5.6. Salmo.
Di Davide. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni."
Dio è veramente la nostra strada, quello che ho nel cuore e nella mente è già stato trattato dalla chiesa che è la nostra casa, il nostro rifugio tra le braccia di Cristo:
"Santo Zeno di Verona (?-circa 380), vescovo Discorso De spe, fide et caritate, 9 ; PL 11, 278
« Si commosse per loro » O carità, quanto sei buona e ricca! Quanto sei potente! Non possiede nulla, chi non possiede te. Hai potuto fare di Dio un uomo. L'hai fatto abbassare e allontanare per un tempo dalla sua immensa maestà. L'hai trattenuto nove mesi nel grembo della Vergine. Hai guarito Eva in Maria. Hai rinnovato Adamo in Cristo. Hai preparato la croce per la salvezza del mondo già perduto... O amore, per vestire colui che è nudo, ti contenti di essere nudo. Per te la fame è un pranzo abbondante, se un povero affamato ha mangiato il tuo pane. La tua fortuna consiste nel destinare quanto possiedi alla misericordia. Tu solo non ti fai pregare. Soccorri senz'indugio gli oppressi, pur a tue spese, qualunque sia lo sconforto in cui sono immersi. Sei tu l'occhio dei ciechi, il piede degli zoppi, lo scudo fedelissimo delle vedove e degli orfani... Ami i tuoi nemici fino al punto che nessuno può discernere quale differenza ci sia per te tra loro e i tuoi amici. Unisci tu, o carità, i misteri celesti alle cose umane, e i misteri umani alle cose celesti. Sei la custode di quanto è divino. Tu, nel Padre, governi e ordini ogni cosa. Sei tu l'obbedienza del Figlio; esulti tu nello Spirito! Perché sei una sola cosa nelle tre persone, non puoi mai essere divisa... Sgorgando dalla sorgente che è il Padre, ti riversi interamente nel Figlio, senza ritirarti dal Padre. A buon diritto si dice che «Dio è amore» (1 Gv 4,1) perché tu solo guidi la potenza della Trinità.
"
Dio Vi benedica tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo
I valori cristiani della fede sono la mia pietra d'angolo.
I miei conoscenti, non li condividono, non ho bisogno di loro, nel Vangelo c'è scritto che essere cristiani non è facile. Io seguo la mia fede. Purtroppo non tutti hanno avuto la fortuna di questo dono. Non ho nessun merito perchè ho fede, la voglio solo coltivare, crescere, ho bisogno solo di Dio e del suo Amore paterno. Solo Dio è verità.
Non si può adattare Dio alla vita, è il contrario la vita deve seguire la parola di Dio, il Vangelo che è via, verità e Vita.
Mi dispiace però che persone che hanno percorso un pezzo del mio cammino insieme a me ora si siano allontanate tanto dalla strada, che sembra quasi, la stiano percorrendo al contrario.
Resterò fedele a Dio, mostrerò il mio modo di vita e cercherò di essere esempio.
Ammetto che anche loro potranno non comprendermi, ma il dono della fede implica anche il perdonare chi non ce l'ha. Anzi devo pregare di più per loro!
Mi dispiace spero mi capiscano.
"Sal 23(22),1-3.3-4.5.6. Salmo.
Di Davide. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca. Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni."
Dio è veramente la nostra strada, quello che ho nel cuore e nella mente è già stato trattato dalla chiesa che è la nostra casa, il nostro rifugio tra le braccia di Cristo:
"Santo Zeno di Verona (?-circa 380), vescovo Discorso De spe, fide et caritate, 9 ; PL 11, 278
« Si commosse per loro » O carità, quanto sei buona e ricca! Quanto sei potente! Non possiede nulla, chi non possiede te. Hai potuto fare di Dio un uomo. L'hai fatto abbassare e allontanare per un tempo dalla sua immensa maestà. L'hai trattenuto nove mesi nel grembo della Vergine. Hai guarito Eva in Maria. Hai rinnovato Adamo in Cristo. Hai preparato la croce per la salvezza del mondo già perduto... O amore, per vestire colui che è nudo, ti contenti di essere nudo. Per te la fame è un pranzo abbondante, se un povero affamato ha mangiato il tuo pane. La tua fortuna consiste nel destinare quanto possiedi alla misericordia. Tu solo non ti fai pregare. Soccorri senz'indugio gli oppressi, pur a tue spese, qualunque sia lo sconforto in cui sono immersi. Sei tu l'occhio dei ciechi, il piede degli zoppi, lo scudo fedelissimo delle vedove e degli orfani... Ami i tuoi nemici fino al punto che nessuno può discernere quale differenza ci sia per te tra loro e i tuoi amici. Unisci tu, o carità, i misteri celesti alle cose umane, e i misteri umani alle cose celesti. Sei la custode di quanto è divino. Tu, nel Padre, governi e ordini ogni cosa. Sei tu l'obbedienza del Figlio; esulti tu nello Spirito! Perché sei una sola cosa nelle tre persone, non puoi mai essere divisa... Sgorgando dalla sorgente che è il Padre, ti riversi interamente nel Figlio, senza ritirarti dal Padre. A buon diritto si dice che «Dio è amore» (1 Gv 4,1) perché tu solo guidi la potenza della Trinità.
"
Dio Vi benedica tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo
venerdì 6 febbraio 2009
Le fondamenta del cuore, la FEDE
Spesso, confidando negli uomini, si rischia di avere brutte sorprese. Ho un amico molto intelligente però ateo. Parlando del caso della ragazza che vogliono uccidere (rimango volutamente nel vago), si è schierato dicendo che è giusto quello che faranno, farla morire di fame e di sete, solo perchè non vive come noi, e qui si potrebbe scrivere un libro.
Nel Vangelo di oggi leggo questo:
"Eb 13,1-8.
Perseverate nell'amore fraterno. Non dimenticate l'ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo. Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo mortale. Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia. I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio. La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò. Così possiamo dire con fiducia: Il Signore è il mio aiuto, non temerò. Che mi potrà fare l'uomo? Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerando attentamente l'esito del loro tenore di vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!
Sal 27,1.3.5.8-9.
Di Davide. Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me divampa la battaglia, anche allora ho fiducia. Egli mi offre un luogo di rifugio nel giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto della sua dimora, mi solleva sulla rupe. Di te ha detto il mio cuore: "Cercate il suo volto"; il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della mia salvezza. "
Poi ancora più propriamente :
"L'ha detto appunto l'apostolo Paolo: «A voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo, ma anche di soffrire per lui» (Fil 1,29). E dice che soffrire per Cristo è un dono di lui ai suoi eletti poiché, come dice altrove: «Le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi» (Rm 8,8). "
Dio Vi benedica tutti
Sia lodato Gesù Cristo.
mercoledì 4 febbraio 2009
Tentazioni
Buongiorno,
Stamattina, ero irrequieto, poi grazie alla Parola tutto è passato, la via dell'uomo è spesso disseminata di intoppi, ma come sempre la soluzione è nel Vangelo.
Attacchiamoci alla Croce tutto si risolverà appoggiati a questo Segno di Vita.
"
Mercoledì 04 Febbraio 2009 Mercoledì della IV settimana del Tempo Ordinario SAN GIUSEPPE da Leonessa, Sacerdote OFM
Meditazione del giorno San Bonaventura : « Donde gli vengono queste cose?... Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria ? »
Le letture del giorno
Eb 12,4-7.11-15.
Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato e avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio. È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite e raddrizzate le vie storte per i vostri passi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire. Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore, vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio. Non spunti né cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi e così molti ne siano infettati;
Sal 103(102),1-2.13-14.17-18.
Di Davide. Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono. Perché egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere. Ma la grazia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono; la sua giustizia per i figli dei figli, per quanti custodiscono la sua alleanza e ricordano di osservare i suoi precetti.
Mc 6,1-6.
Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa Meditazioni sulla vita di Cristo ; Opera omnia, t. 12, p. 530s
« Donde gli vengono queste cose?... Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria ? »
Il Signore Gesù, tornato dal Tempio e da Gerusalemme a Nàzaret con i suoi genitori, vi dimorò con loro fino al suo trentesimo anno e «stava loro sottomesso» (Lc 2,51).
Non troviamo nulla nelle Scritture che egli abbia fatto durante quel tempo, e questo ci sorprende molto... Eppure sii attento e vedrai chiaramente che, pur non facendo nulla, ha fatto meraviglie. Ognuno dei suoi atti infatti rivela il suo mistero. E come agiva con potenza, così tacque con potenza, è dimorato nel ritiro e nell'oscurità con potenza. Il sovrano Maestro, che sta per insegnarci le vie della vita, comincia fin dalla sua giovinezza, a fare delle opere di potenza, pur in un modo stupendo, ignoto e inaudito, apparendo cioè agli occhi degli uomini inutile, ignorante, e vivendo nell'abbiezione. Teneva sempre di più a questo modo di vivere allo scopo di essere ritenuto da tutti un essere basso e insignificante; questo era stato annunciato dal profeta che diceva in nome suo: «Io sono verme, non uomo» (Sal 21,7). Vedi dunque ciò che faceva, non facendo nulla. Si rendeva spregevole...; credi forse che questa sia poca cosa? Certo, di questo lui non ne aveva bisogno, mentre ne avevamo bisogno noi. Non conosco nulla di più difficile o di più grande. Mi sembrano essere giunti al più alto grado, coloro che, di tutto cuore e senza fare finta possiedono se stessi al punto di non ricercare altro che essere disprezzati, non contare nulla e vivere in un abbassamento estremo. Questa è una vittoria più grande della conquista di una città."
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti
Stamattina, ero irrequieto, poi grazie alla Parola tutto è passato, la via dell'uomo è spesso disseminata di intoppi, ma come sempre la soluzione è nel Vangelo.
Attacchiamoci alla Croce tutto si risolverà appoggiati a questo Segno di Vita.
"
Mercoledì 04 Febbraio 2009 Mercoledì della IV settimana del Tempo Ordinario SAN GIUSEPPE da Leonessa, Sacerdote OFM
Meditazione del giorno San Bonaventura : « Donde gli vengono queste cose?... Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria ? »
Le letture del giorno
Eb 12,4-7.11-15.
Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato e avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio. È per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre? Certo, ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati. Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite e raddrizzate le vie storte per i vostri passi, perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire. Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore, vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio. Non spunti né cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi e così molti ne siano infettati;
Sal 103(102),1-2.13-14.17-18.
Di Davide. Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono. Perché egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere. Ma la grazia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono; la sua giustizia per i figli dei figli, per quanti custodiscono la sua alleanza e ricordano di osservare i suoi precetti.
Mc 6,1-6.
Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa Meditazioni sulla vita di Cristo ; Opera omnia, t. 12, p. 530s
« Donde gli vengono queste cose?... Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria ? »
Il Signore Gesù, tornato dal Tempio e da Gerusalemme a Nàzaret con i suoi genitori, vi dimorò con loro fino al suo trentesimo anno e «stava loro sottomesso» (Lc 2,51).
Non troviamo nulla nelle Scritture che egli abbia fatto durante quel tempo, e questo ci sorprende molto... Eppure sii attento e vedrai chiaramente che, pur non facendo nulla, ha fatto meraviglie. Ognuno dei suoi atti infatti rivela il suo mistero. E come agiva con potenza, così tacque con potenza, è dimorato nel ritiro e nell'oscurità con potenza. Il sovrano Maestro, che sta per insegnarci le vie della vita, comincia fin dalla sua giovinezza, a fare delle opere di potenza, pur in un modo stupendo, ignoto e inaudito, apparendo cioè agli occhi degli uomini inutile, ignorante, e vivendo nell'abbiezione. Teneva sempre di più a questo modo di vivere allo scopo di essere ritenuto da tutti un essere basso e insignificante; questo era stato annunciato dal profeta che diceva in nome suo: «Io sono verme, non uomo» (Sal 21,7). Vedi dunque ciò che faceva, non facendo nulla. Si rendeva spregevole...; credi forse che questa sia poca cosa? Certo, di questo lui non ne aveva bisogno, mentre ne avevamo bisogno noi. Non conosco nulla di più difficile o di più grande. Mi sembrano essere giunti al più alto grado, coloro che, di tutto cuore e senza fare finta possiedono se stessi al punto di non ricercare altro che essere disprezzati, non contare nulla e vivere in un abbassamento estremo. Questa è una vittoria più grande della conquista di una città."
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti
venerdì 30 gennaio 2009
Come si dovrebbe vivere
In questi giorni "bui" spesso si perde di vista il giusto comportarsi, l'agire secondo la giustizia, il Vangelo. Da questo salmo si capisce come ci si dovrebbe comportare per raggiungere la felicità che l'amore di Cristo ci dona.
"
Sal 37(36),3-4.5-6.23-24.39-40.
Confida nel Signore e fà il bene; abita la terra e vivi con fede. Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore. Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera; farà brillare come luce la tua giustizia, come il meriggio il tuo diritto. Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano. La salvezza dei giusti viene dal Signore, nel tempo dell'angoscia è loro difesa; il Signore viene in loro aiuto e li scampa, li libera dagli empi e dà loro salvezza, perché in lui si sono rifugiati.
"
Vi posso dire che per molti anni ho vissuto nel buio, la mia disperazione verso la vita spesso mi faceva piangere e disperare, poi finalmente ho avuto il dono della fede, mi sono abbandonato tra le braccia del signore, ho cercato di seguire il Vangelo e la mia vita è rinata, la mia anima risplendeva di amore, ho trovato finalmente il mio cammino.
Illuminato dall'amore che solo il vero Padre può dare.
Non potete immaginare la felicità che dona il Signore a chi a lui si affida.
Seguite quello che avete dentro al cuore, i soldi, il potere non portano da nessuna parte. Lavorate per glorificare l'amore di Dio, ma non cercate di sfruttare le altre persone, aprite il cuore all'amore del Vangelo.
Dio vi ama.
Dio vi protegge.
Grazie Dio.
Dio Vi benedica tutti.
"
Sal 37(36),3-4.5-6.23-24.39-40.
Confida nel Signore e fà il bene; abita la terra e vivi con fede. Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore. Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera; farà brillare come luce la tua giustizia, come il meriggio il tuo diritto. Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano. La salvezza dei giusti viene dal Signore, nel tempo dell'angoscia è loro difesa; il Signore viene in loro aiuto e li scampa, li libera dagli empi e dà loro salvezza, perché in lui si sono rifugiati.
"
Vi posso dire che per molti anni ho vissuto nel buio, la mia disperazione verso la vita spesso mi faceva piangere e disperare, poi finalmente ho avuto il dono della fede, mi sono abbandonato tra le braccia del signore, ho cercato di seguire il Vangelo e la mia vita è rinata, la mia anima risplendeva di amore, ho trovato finalmente il mio cammino.
Illuminato dall'amore che solo il vero Padre può dare.
Non potete immaginare la felicità che dona il Signore a chi a lui si affida.
Seguite quello che avete dentro al cuore, i soldi, il potere non portano da nessuna parte. Lavorate per glorificare l'amore di Dio, ma non cercate di sfruttare le altre persone, aprite il cuore all'amore del Vangelo.
Dio vi ama.
Dio vi protegge.
Grazie Dio.
Dio Vi benedica tutti.
venerdì 16 gennaio 2009
Perdono
Buonasera,
Alla fine di questa giornata splendida è arrivata la nebbia, anche la nebbia del peccato, dell'orrore, ma è purtroppo umano sbagliare e peccare.
Fortunatamente Dio ci ama sopra ogni cosa e con il sacramento della penitenza ci perdona tutto, tutto non è una parola facile quando si parla di peccati, almeno per la mente e l'amore umano. Questo è un segno "divino" perchè è per l'uomo concepito con criteri Divini.
La grande pace che ne nasce è il terreno fertile dell'amore che fa andare avanti il mondo contro tutte le cose brutte che gli uomini creano.
Penso che la pace sia solo nell'amore, in Cristo e nelle anime di chi riesce veramente a seguire il Vangelo.
Venerdì 16 Gennaio 2009
Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario BEATO GIUSEPPE TOVINI, Terziario francescano
Meditazione del giorno Catechismo della Chiesa cattolica : « Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
Le letture del giorno Eb 4,1-5.11.
Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato. Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue. E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.
Sal 78,3.4.6-7.8.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto. perché le sappia la generazione futura, i figli che nasceranno. Anch'essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli perché ripongano in Dio la loro fiducia e non dimentichino le opere di Dio, ma osservino i suoi comandi. Non siano come i loro padri, generazione ribelle e ostinata, generazione dal cuore incostante e dallo spirito infedele a Dio.
Mc 2,1-12.
Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica § 976-982
« Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
«Credo la remissione dei peccati».
Il Simbolo degli Apostoli lega la fede nel perdono dei peccati alla fede nello Spirito Santo, ma anche alla fede nella Chiesa e nella comunione dei santi. Proprio donando ai suoi Apostoli lo Spirito Santo, Cristo risorto ha loro conferito il suo potere divino di perdonare i peccati: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi » (Gv 20,22-23).«Un solo Battesimo per la remissione dei peccati»: Nostro Signore ha legato il perdono dei peccati alla fede e al Battesimo: « Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo » (Mc 16,15-16). Il Battesimo è il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati perché ci unisce a Cristo messo a morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione, affinché « anche noi possiamo camminare in una vita nuova » (Rm 6,4). « La remissione dei peccati nella Chiesa avviene innanzi tutto quando l'anima professa per la prima volta la fede. Con l'acqua battesimale, infatti, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa — né originale né ogni altra contratta posteriormente — e viene rimessa ogni pena da scontare... La grazia del Battesimo, peraltro, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è quasi nessuno » che non debba lottare « contro la concupiscenza, fomite continuo del peccato ». In tale combattimento contro l'inclinazione al male, chi potrebbe resistere con tanta energia e con tanta vigilanza da riuscire ad evitare ogni ferita del peccato? « Fu quindi necessario che nella Chiesa vi fosse la potestà di... perdonare a qualsiasi peccatore pentito i peccati commessi dopo il Battesimo, fino all'ultimo giorno della vita ». È per mezzo del sacramento della Penitenza che il battezzato può essere riconciliato con Dio e con la Chiesa...Non c'è nessuna colpa, per grave che sia, che non possa essere perdonata dalla santa Chiesa. « Non si può ammettere che ci sia un uomo, per quanto infame e scellerato, che non possa avere con il pentimento la certezza del perdono ». Cristo, che è morto per tutti gli uomini, vuole che, nella sua Chiesa, le porte del perdono siano sempre aperte a chiunque si allontani dal peccato.
Dio Vi benedica
Alla fine di questa giornata splendida è arrivata la nebbia, anche la nebbia del peccato, dell'orrore, ma è purtroppo umano sbagliare e peccare.
Fortunatamente Dio ci ama sopra ogni cosa e con il sacramento della penitenza ci perdona tutto, tutto non è una parola facile quando si parla di peccati, almeno per la mente e l'amore umano. Questo è un segno "divino" perchè è per l'uomo concepito con criteri Divini.
La grande pace che ne nasce è il terreno fertile dell'amore che fa andare avanti il mondo contro tutte le cose brutte che gli uomini creano.
Penso che la pace sia solo nell'amore, in Cristo e nelle anime di chi riesce veramente a seguire il Vangelo.
Venerdì 16 Gennaio 2009
Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario BEATO GIUSEPPE TOVINI, Terziario francescano
Meditazione del giorno Catechismo della Chiesa cattolica : « Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
Le letture del giorno Eb 4,1-5.11.
Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato. Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue. E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.
Sal 78,3.4.6-7.8.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto. perché le sappia la generazione futura, i figli che nasceranno. Anch'essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli perché ripongano in Dio la loro fiducia e non dimentichino le opere di Dio, ma osservino i suoi comandi. Non siano come i loro padri, generazione ribelle e ostinata, generazione dal cuore incostante e dallo spirito infedele a Dio.
Mc 2,1-12.
Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica § 976-982
« Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
«Credo la remissione dei peccati».
Il Simbolo degli Apostoli lega la fede nel perdono dei peccati alla fede nello Spirito Santo, ma anche alla fede nella Chiesa e nella comunione dei santi. Proprio donando ai suoi Apostoli lo Spirito Santo, Cristo risorto ha loro conferito il suo potere divino di perdonare i peccati: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi » (Gv 20,22-23).«Un solo Battesimo per la remissione dei peccati»: Nostro Signore ha legato il perdono dei peccati alla fede e al Battesimo: « Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo » (Mc 16,15-16). Il Battesimo è il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati perché ci unisce a Cristo messo a morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione, affinché « anche noi possiamo camminare in una vita nuova » (Rm 6,4). « La remissione dei peccati nella Chiesa avviene innanzi tutto quando l'anima professa per la prima volta la fede. Con l'acqua battesimale, infatti, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa — né originale né ogni altra contratta posteriormente — e viene rimessa ogni pena da scontare... La grazia del Battesimo, peraltro, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è quasi nessuno » che non debba lottare « contro la concupiscenza, fomite continuo del peccato ». In tale combattimento contro l'inclinazione al male, chi potrebbe resistere con tanta energia e con tanta vigilanza da riuscire ad evitare ogni ferita del peccato? « Fu quindi necessario che nella Chiesa vi fosse la potestà di... perdonare a qualsiasi peccatore pentito i peccati commessi dopo il Battesimo, fino all'ultimo giorno della vita ». È per mezzo del sacramento della Penitenza che il battezzato può essere riconciliato con Dio e con la Chiesa...Non c'è nessuna colpa, per grave che sia, che non possa essere perdonata dalla santa Chiesa. « Non si può ammettere che ci sia un uomo, per quanto infame e scellerato, che non possa avere con il pentimento la certezza del perdono ». Cristo, che è morto per tutti gli uomini, vuole che, nella sua Chiesa, le porte del perdono siano sempre aperte a chiunque si allontani dal peccato.
Dio Vi benedica
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