Personalmente trovo giusto il digiuno, fatto per motivi religiosi, dà un qualcosa di intimo e naturale al significato religioso della pratica, ma è molto più importante il digiuno dalle cattive abitudini e dalla malvagità ormai odierna dell'uomo medio.
"Mercoledì 04 Marzo 2009 Mercoledì della I settimana di Quaresima
S. CASIMIRO, Principe, figlio del re di Polonia
Meditazione del giorno Sant'Afraate : « Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: Sciogliere le catene inique ? » (Is 58,6)
Le letture del giorno
Gn 3,1-10.
Fu rivolta a Giona una seconda volta questa parola del Signore: "Alzati, và a Ninive la grande città e annunzia loro quanto ti dirò". Giona si alzò e andò a Ninive secondo la parola del Signore. Ninive era una città molto grande, di tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città, per un giorno di cammino e predicava: "Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta". I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Poi fu proclamato in Ninive questo decreto, per ordine del re e dei suoi grandi: "Uomini e animali, grandi e piccoli, non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e bestie si coprano di sacco e si invochi Dio con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si impietosisca, deponga il suo ardente sdegno sì che noi non moriamo?". Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.
Sal 51(50),3-4.12-13.18-19.
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito. poiché non gradisci il sacrificio e, se offro olocausti, non li accetti. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio, un cuore affranto e umiliato, Dio, tu non disprezzi.
Lc 11,29-32.
Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c'è qui. Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c'è qui.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Sant'Afraate (?-circa 345), monaco e vescovo nella regione di Mossoul dimostrazioni, n°3 ;
SC 349, 277 « Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: Sciogliere le catene inique ? »
(Is 58,6) Gli abitanti di Nìnive fecero un digiuno puro quando Giona predicò loro la conversione... Sta scritto infatti: «Dio vide che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si impietosì riguardo al male che aveva minacciato di fare loro»
(Gn 3,10). Non è detto: «Vide un'astinenza da pane e da acqua, con il sacco e la cenere» ma : «Che si erano convertiti dalla loro condotta malvagia». Il re di Nìnive infatti aveva detto: «Ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani»(vs 8). Questo fu un digiuno puro, e fu accetto... Infatti, amico mio, quando uno digiuna, l'astinenza migliore è sempre l'astinenza dalla malvagità. Questa è migliore dell'astinenza da pane e da acqua, migliore del «piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto» come dice il Profeta Isaia (58,5). Infatti quando l'uomo si astiene da pane, da acqua o da qualsiasi cibo, quando si copre di sacco e di cenere e si afflige, questi certo è amato, bello agli occhi di Dio, e gradito. Ma questo Dio gradisce di più: «sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo» (vs 6). Per tale uomo allora, «la sua luce sorgerà come l'aurora e davanti a lui camminerà la sua giustizia. Sarà come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono» (vs 8-11). Non assomiglia agli ipocriti che «assumono aria malinconica e si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano» (Mt 6,16). "
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica Tutti.
giovedì 5 marzo 2009
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