mercoledì 25 novembre 2009

RISURREZIONE

Presentazione della Beata Vergine Maria (memoria)



Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica : « Credo nella risurrezione della carne » (2)

Letture del giorno

1 Mac 6,1-13.
Il re Antioco intanto percorreva le regioni settentrionali e seppe che
c'era in Persia la città di Elimàide, famosa per ricchezza e argento e oro;

che vi era un tempio ricchissimo, dove si trovavano armature d'oro, corazze
e armi, lasciate là da Alessandro figlio di Filippo, il re macedone, che
aveva regnato per primo sui Greci.
Allora vi si recò e cercava di impadronirsi della città e di depredarla, ma
non vi riuscì, perché il suo piano fu risaputo dagli abitanti della città,
che si opposero a lui con le armi; egli fu messo in fuga e dovette partire
di là con grande tristezza e tornare in Babilonia.
Poi venne un messaggero in Persia ad annunciargli che erano state sconfitte
le truppe inviate contro Giuda,
che Lisia si era mosso con un esercito tra i più agguerriti ma era rimasto
sconfitto davanti a loro e che quelli si erano rinforzati con armi e truppe
e bottino ingente, riportato dagli accampamenti che avevano distrutti;
che inoltre avevano demolito l'idolo da lui innalzato sull'altare in
Gerusalemme, che avevano circondato con mura alte come prima il santuario e
anche Bet-Zur, che era una sua città.
Il re, sentendo queste novità, rimase sbigottito e scosso terribilmente; si
mise a letto e cadde ammalato per la tristezza, perché non era avvenuto
secondo i suoi desideri.
Rimase così molti giorni, perché si rinnovava in lui una forte depressione
e credeva di morire.
Allora chiamò tutti i suoi amici e disse loro: "Se ne va il sonno dai miei
occhi e ho l'animo oppresso dai dispiaceri;
ho pensato: in quale tribolazione sono giunto, in quale terribile
agitazione sono caduto io che ero sì fortunato e benvoluto sul mio trono!
Ora mi ricordo dei mali che ho fatto in Gerusalemme, portando via tutti gli
arredi d'oro e d'argento che vi erano e mandando a sopprimere gli abitanti
di Giuda senza ragione.
Riconosco che a causa di tali cose mi colpiscono questi mali: ed ecco muoio
nella più nera tristezza in paese straniero".


Sal 9(9A),2-3.4.6.16.19.
Loderò il Signore con tutto il cuore e annunzierò tutte le tue meraviglie.
Gioisco in te ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo.
Mentre i miei nemici retrocedono, davanti a te inciampano e periscono,
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato l'empio, il loro nome hai
cancellato in eterno, per sempre.
Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, nella rete che hanno
teso si impiglia il loro piede.
Perché il povero non sarà dimenticato, la speranza degli afflitti non
resterà delusa.


Lc 20,27-40.
Gli si avvicinarono poi alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la
risurrezione, e gli posero questa domanda:
«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha
moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una
discendenza al proprio fratello.
C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza
figli.
Allora la prese il secondo
e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli.

Da ultimo anche la donna morì.
Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e
sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;
ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione
dai morti, non prendono moglie né marito;
e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo
figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del
roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di
Giacobbe.
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».
E non osavano più fargli alcuna domanda.


Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno

Catechismo della Chiesa cattolica
§ 996-1001

« Credo nella risurrezione della carne » (2)

Fin dagli inizi, la fede cristiana nella risurrezione ha incontrato
incomprensioni ed opposizioni. « In nessun altro argomento la fede
cristiana incontra tanta opposizione come a proposito della risurrezione
della carne ». (S. Agostino) Si accetta abbastanza facilmente che, dopo la
morte, la vita della persona umana continui in un modo spirituale. Ma come
credere che questo corpo, la cui mortalità è tanto evidente, possa
risorgere per la vita eterna?Che cosa significa « risuscitare »? Con la
morte, separazione dell'anima e del corpo, il corpo dell'uomo cade nella
corruzione, mentre la sua anima va incontro a Dio, pur restando in attesa
di essere riunita al suo corpo glorificato. Dio nella sua onnipotenza
restituirà definitivamente la vita incorruttibile ai nostri corpi
riunendoli alle nostre anime, in forza della risurrezione di Gesù.Chi
risusciterà? Tutti gli uomini che sono morti: « Usciranno [dai sepolcri],
quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male
per una risurrezione di condanna » (Gv 5,29). Come? Cristo è risorto con il
suo proprio corpo: « Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!
» (Lc 24,39); ma egli non è ritornato ad una vita terrena. Allo stesso
modo, in lui, « tutti risorgeranno coi corpi di cui ora sono rivestiti »,
(Concilio Laterano IV) ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso,
(Fil 3 , 21) in « corpo spirituale » (1 Cor 15,44): « Ma qualcuno dirà:
"Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?". Stolto! Ciò che tu
semini non prende vita, se prima non muore, e quello che semini non è il
corpo che nascerà, ma un semplice chicco [...]. Si semina corruttibile e
risorge incorruttibile. [...] È necessario infatti che questo corpo
corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta
di immortalità » (1 Cor 15,35-53). Il « modo con cui avviene la
risurrezione » supera le possibilità della nostra immaginazione e del
nostro intelletto; è accessibile solo nella fede. Ma la nostra
partecipazione all'Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del
nostro corpo per opera di Cristo: « Come il pane che è frutto della terra,
dopo che è stata invocata su di esso la benedizione divina, non è più pane
comune, ma Eucaristia, composta di due realtà, una terrena, l'altra
celeste, così i nostri corpi che ricevono l'Eucaristia non sono più
corruttibili, dal momento che portano in sé il germe della risurrezione ».
(S. Ireneo)Quando? Definitivamente « nell'ultimo giorno » (Gv 6,39-40);
«alla fine del mondo ». Infatti, la risurrezione dei morti è intimamente
associata alla parusia di Cristo.


Questa è la vera speranza dell'uomo.
Non soldi, non gloria, pace in resurrezione.
Sia lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti

martedì 10 novembre 2009

Ricchezza... vera?

C’è una ricchezza che semina la morte dovunque essa domini :
liberatevene e sarete salvi. Purificate la vostra anima ; rendetela povera
per potere udire la chiamata del Salvatore che vi dice nuovamente : « Vieni
e seguimi » (Mc 10,21). Egli è la via su cui cammina chi ha il cuore puro ;
la grazia di Dio non si infila in un’animo ingombrato e lacerato da
una moltitudine di possessi. Chi considera la sua fortuna, il suo oro e il
suo argento, le sue case come doni di Dio, costui testimonia a Dio la sua
riconoscenza venendo in aiuto ai poveri con i suoi averi. Egli sa di
possederli più per i suoi fratelli che per se stesso. Rimane padrone delle
sue ricchezze invece di diventarne schiavo ; non le rinchiude nel suo
animo, né rinchiude la sua vita in esse, ma prosegue senza stancarsi
un’opera tutta divina. E se un giorno la sua fortuna venisse a
scomparire, accetta la sua rovina con un cuore libero. Dio dichiara che un
tale uomo è « beato » ; lo chiama « povero in spirito », erede assicurato
del Regno dei cieli (Mt 5,3)… Invece, c’è chi serra la sua
ricchezza nel suo cuore, al posto dello Spirito. Costui tiene in lui le sue
terre, accumula senza fine la sua fortuna, non si preoccupa di nulla se non
di ammassare sempre di più. Non alza mai gli occhi verso il cielo ;
sprofonda nelle cose materiali. In effetti, non è altro che polvere e in
polvere tornerà. Come potrebbe provare il desiderio del Regno colui che, al
posto del cuore, porta in sè un campo o una mina, e che la morte
sorprenderà inevitabilmente in mezzo alle passioni ? « Perché là
dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore » (Mt 6,21).

lunedì 9 novembre 2009

PER LA CROCE

"Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perchè con la tua santa croce hai redento il mondo".

giovedì 5 novembre 2009

Ricchezza...

Mercoledì 04 Novembre 2009
Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

S. CARLO BORROMEO, Cardinale (memoria)



Meditazione del giorno
San Basilio : Non preferire nulla a Cristo

Letture del giorno

Rm 13,8-10.
Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore
vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare,
non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste
parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è
l'amore.


Sal 112(111),1-2.4-5.9.
Alleluia. Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi
comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà
benedetta.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, buono, misericordioso e
giusto.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con
giustizia.
Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua
potenza s'innalza nella gloria.


Lc 14,25-33.
Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i
fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio
discepolo.
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio
discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la
spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti
coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a
esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con
ventimila?
Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la
pace.
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio
discepolo.


Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno

San Basilio (circa 330-379), monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa
Regole più ampie; domanda 8

Non preferire nulla a Cristo

Il nostro Signore Gesù Cristo ha detto a tutti, a più riprese e donando
varie prove: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23); e ancora: “Chiunque
di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.
Sembra esigere la più totale rinuncia... “Dov’è il tuo tesoro, dice
altrove, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21). Se dunque mettiamo da parte
dei beni terreni o qualche provvista peritura, il nostro spirito vi rimane
sprofondato come nel fango. È allora inevitabile che la nostra anima sia
incapace di contemplare Dio e diventa insensibile ai desideri degli
splendori del cielo e dei beni a noi promessi. Non possiamo ottenere questi
beni se non li chiediamo senza sosta, con un ardente desiderio che, del
resto, ci renderà leggero lo sforzo per raggiungerli. Rinunciare a se
stessi, è dunque sciogliere i vincoli che ci legano a questa vita terrena a
passeggera, è liberarsi dalle contingenze umane, per essere in grado di
camminare sulla via che conduce a Dio. È liberarsi da ciò che intralcia per
possedere e usare dei beni che sono “più preziosi dell’oro, di molto oro
fino” (Sal 18,11). E, per farla breve, rinunciare a se stessi, è trasferire
il cuore umano nella vita del cielo, cosicché si possa dire: “La nostra
patria è nei cieli” (Fil 3,20). E innanzitutto, è cominciare a diventare
simili a Cristo, che da ricco che era, si è fatto povero per noi (2 Cor
8,9). Dobbiamo assomigliargli se vogliamo vivere conformamente al Vangelo.