Buongiorno,
Anche oggi ho avuto prova che la fede ed il Vangelo sono l'unica via, verità e vita.
Iniziata la giornata nel peggiore dei modi, ho reagito ricordando i 10 comandamenti e quello che insegna Gesù nel Vangelo, bene è tutto cambiato ora, il mio cuore scoppia di gioia, amo le persone con cui ho litigato, ho capito i miei errori e la gioia è rientrata nella mia vita. E' straordinaio l'amore di Dio nei nostri confronti. E' la "leva" che ci permette di sollevare il mondo. E' il puro amore, che gioia. Non riesco a descrivere quello che ho nel cuore sono felicissimo.
Dio Vi benedica, tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
venerdì 24 aprile 2009
mercoledì 15 aprile 2009
Fare... non solo pensare
Buonasera,
Il vangelo del giorno ci offre uno spunto importante di riflessione e speranza. Spesso si studia molto anche le Sacre Scritture ma non sempre si comprende pienamente il significato e l'importanza, almeno per me è così. La bontà di Dio è immensa e spesso facendo il bene cioè operando secondo quanto c'è scritto nel Vangelo la nostra vita si illumina di amore.
Dio misericordioso ci ama pienamente, ha dato il suo figlio unigenito per noi, per riscattare i nostri innumerabili peccati.
Ricambiamo il suo amore con tutto l'amore che possiamo.
In questi giorni dove il terremoto ci permette di aiutare tanti bisognosi, e soprattutto anche chi ci sta vicino e che non ha il coraggio di chiedere.
"Mercoledì 15 Aprile 2009
Mercoledì fra l'Ottava di Pasqua B. DAMIANO (GIUSEPPE) De Veuster, Sacerdote SS.CC. Meditazione del giorno San Gregorio Magno : « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo » Letture del giorno At 3,1-10.
Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
Sal 105(104),1-2.3-4.6-7.8-9.
Alleluia. Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Cantate a lui canti di gioia, meditate tutti i suoi prodigi. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. voi stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. È lui il Signore, nostro Dio, su tutta la terra i suoi giudizi. Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco.
Lc 24,13-35.
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa Discorsi sul vangelo, 23 « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo »
Due discepoli di Gesù erano in cammino e pur non credendo in lui, parlavano di lui. Il Signore apparve, senza tuttavia mostrarsi a loro sotto un'apparenza che essi potessero riconoscere. Il Signore quindi realizzò esternamente, agli occhi del corpo, ciò che in loro si adempiva all'interno, agli occhi del cuore. All'interno, i discepoli amavano e dubitavano contemporaneamente; all'esterno, il Signore era loro presente, senza tuttavia manifestare chi egli fosse. A coloro che parlavano di lui, offriva la sua presenza; ma a coloro che dubitavano, nascondava il suo aspetto familiare, che avrebbe permesso loro di riconoscerlo. Ha scambiato delle parole con loro, ha rimproverato loro la lentezza a capire, ha spiegato loro i misteri della santa Scrittura che lo riguardavano. Eppure, nel loro cuore egli rimaneva uno straniero, per mancanza di fede; fece dunque come se dovesse andare più lontano... La Verità che è semplice, non fece nulla con doppiezza; si è semplicemente manifestata ai discepoli nel suo corpo così come era nel loro spirito. Mettendoli così alla prova, il Signore voleva vedere se coloro che non lo amavano in quanto Dio, erano almeno capaci di amarlo in quanto viaggiatore? La Verità camminava con loro; non potevano dunque rimanere estranei all'amore: gli proposero l'ospitalità, come si fa per un viaggiatore. Perché, d'altronde, diciamo che gli proposero, mentre sta scritto: «Loro insistettero»? Questo esempio ci mostra bene che non dobbiamo soltanto offrire l'ospitalità ai viaggiatori, bensì farlo con insistenza. I discepoli apparecchiano dunque la tavola, offrono da mangiare; e Dio, che loro non avevano riconosciuto nello spiegare la Santa Scrittura, lo riconoscono nello spezzare il pane. Non è dunque ascoltando i comandamenti di Dio che sono stati illuminati, bensì mettendoli in pratica.
Dio vi benedica, tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
Il vangelo del giorno ci offre uno spunto importante di riflessione e speranza. Spesso si studia molto anche le Sacre Scritture ma non sempre si comprende pienamente il significato e l'importanza, almeno per me è così. La bontà di Dio è immensa e spesso facendo il bene cioè operando secondo quanto c'è scritto nel Vangelo la nostra vita si illumina di amore.
Dio misericordioso ci ama pienamente, ha dato il suo figlio unigenito per noi, per riscattare i nostri innumerabili peccati.
Ricambiamo il suo amore con tutto l'amore che possiamo.
In questi giorni dove il terremoto ci permette di aiutare tanti bisognosi, e soprattutto anche chi ci sta vicino e che non ha il coraggio di chiedere.
"Mercoledì 15 Aprile 2009
Mercoledì fra l'Ottava di Pasqua B. DAMIANO (GIUSEPPE) De Veuster, Sacerdote SS.CC. Meditazione del giorno San Gregorio Magno : « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo » Letture del giorno At 3,1-10.
Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta "Bella" a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: "Guarda verso di noi". Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: "Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!". E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
Sal 105(104),1-2.3-4.6-7.8-9.
Alleluia. Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Cantate a lui canti di gioia, meditate tutti i suoi prodigi. Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. voi stirpe di Abramo, suo servo, figli di Giacobbe, suo eletto. È lui il Signore, nostro Dio, su tutta la terra i suoi giudizi. Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco.
Lc 24,13-35.
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto». Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno gia volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Gregorio Magno (circa 540-604), papa, dottore della Chiesa Discorsi sul vangelo, 23 « I loro occhi erano incapaci di riconoscerlo »
Due discepoli di Gesù erano in cammino e pur non credendo in lui, parlavano di lui. Il Signore apparve, senza tuttavia mostrarsi a loro sotto un'apparenza che essi potessero riconoscere. Il Signore quindi realizzò esternamente, agli occhi del corpo, ciò che in loro si adempiva all'interno, agli occhi del cuore. All'interno, i discepoli amavano e dubitavano contemporaneamente; all'esterno, il Signore era loro presente, senza tuttavia manifestare chi egli fosse. A coloro che parlavano di lui, offriva la sua presenza; ma a coloro che dubitavano, nascondava il suo aspetto familiare, che avrebbe permesso loro di riconoscerlo. Ha scambiato delle parole con loro, ha rimproverato loro la lentezza a capire, ha spiegato loro i misteri della santa Scrittura che lo riguardavano. Eppure, nel loro cuore egli rimaneva uno straniero, per mancanza di fede; fece dunque come se dovesse andare più lontano... La Verità che è semplice, non fece nulla con doppiezza; si è semplicemente manifestata ai discepoli nel suo corpo così come era nel loro spirito. Mettendoli così alla prova, il Signore voleva vedere se coloro che non lo amavano in quanto Dio, erano almeno capaci di amarlo in quanto viaggiatore? La Verità camminava con loro; non potevano dunque rimanere estranei all'amore: gli proposero l'ospitalità, come si fa per un viaggiatore. Perché, d'altronde, diciamo che gli proposero, mentre sta scritto: «Loro insistettero»? Questo esempio ci mostra bene che non dobbiamo soltanto offrire l'ospitalità ai viaggiatori, bensì farlo con insistenza. I discepoli apparecchiano dunque la tavola, offrono da mangiare; e Dio, che loro non avevano riconosciuto nello spiegare la Santa Scrittura, lo riconoscono nello spezzare il pane. Non è dunque ascoltando i comandamenti di Dio che sono stati illuminati, bensì mettendoli in pratica.
Dio vi benedica, tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
mercoledì 1 aprile 2009
Situazione economica
Buonasera,
Sbagliandomi, forse, non sono un economista; penso che la crisi sia un momento importante di riflessione, ci si deve accorgere che alla fine il denaro va e viene. Quindi fondare la propria vita solo su di esso è sbagliato. Bisogna porre la propria vita sul Vangelo, pietra sicura, su cui fondare tutto. Sembra ipocrisia mi rendo conto, ma il denaro è solo il paragone non troppo veritiero spesso del nostro lavoro, serve è vero per vivere, ma non si può basare tutto su questo.
Dio insegna che l'amore è la vita, il suo inizio, il suo cammino e la fine.
Tutto è nell'amore e nel Vangelo.
Seguiamolo.
Dio Vi benedica Tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
Sbagliandomi, forse, non sono un economista; penso che la crisi sia un momento importante di riflessione, ci si deve accorgere che alla fine il denaro va e viene. Quindi fondare la propria vita solo su di esso è sbagliato. Bisogna porre la propria vita sul Vangelo, pietra sicura, su cui fondare tutto. Sembra ipocrisia mi rendo conto, ma il denaro è solo il paragone non troppo veritiero spesso del nostro lavoro, serve è vero per vivere, ma non si può basare tutto su questo.
Dio insegna che l'amore è la vita, il suo inizio, il suo cammino e la fine.
Tutto è nell'amore e nel Vangelo.
Seguiamolo.
Dio Vi benedica Tutti.
Sia lodato Gesù Cristo
Libertà quaresimale cioè amore
Meditazione del giorno Origene : « Se rimanete fedeli alla mia parola... le verità vi farà liberi » Letture del giorno Dn 3,14-20.91-92.95.
Nabucodònosor disse loro: "È vero, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che voi non servite i miei dei e non adorate la statua d'oro che io ho fatto innalzare? Ora, se voi sarete pronti, quando udirete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpicordo, del salterio, della zampogna e d'ogni specie di strumenti musicali, a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatta, bene; altrimenti in quel medesimo istante sarete gettati in mezzo ad una fornace dal fuoco ardente. Qual Dio vi potrà liberare dalla mia mano?". Ma Sadràch, Mesàch e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: "Re, noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dei e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto". Allora Nabucodònosor, acceso d'ira e con aspetto minaccioso contro Sadràch, Mesàch e Abdènego, ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadràch, Mesàch e Abdènego e gettarli nella fornace con il fuoco acceso. Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: "Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?". "Certo, o re", risposero. Egli soggiunse: "Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell'aspetto a un figlio di dei". Nabucodònosor prese a dire: "Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio.
Dn 3,52.53.54.55.56. "Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel trono del tuo regno, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli.
Gv 8,31-42. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo Discorsi sull'Esodo, n° 12, 4 ; SC 321, 369
« Se rimanete fedeli alla mia parola... le verità vi farà liberi »
«Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà» (2 Cor 3,17)... Come potremo trovare questa libertà, noi che siamo schiavi del mondo, schiavi del denaro, schiavi dei desideri della carne? Certo, mi sforzo di correggermi, giudico me stesso, condanno le mie colpe. I miei uditori esaminino per conto loro ciò che pensano nel loro cuore. Ma, lo dico fra parentesi, finché io sono legato da uno di questi attacchi, non sono ancora convertito al Signore, non sono giunto alla vera libertà, poiché tali affari, tali preoccupazioni sono ancora capaci di trattenermi... Sta scritto, lo sappiamo: «Uno è schiavo di ciò che l'ha vinto» (2 Pt 2,19).
Anche se non sono dominato dall'amore del denaro, anche se non sono legato dalle preoccupazioni dei beni e delle ricchezze, sono tuttavia avido di lodi e desideroso di gloria umana, quando tengo conto del volto che mi mostrano gli uomini e delle parole che dicono di me, quando mi preoccupo di sapere ciò che un tale pensa di me, come un tal' altro mi stima, quando temo di non piacere all'uno e desidero piacere all'altro. Finché avrò queste preoccupazioni, ne sarò schiavo. Ma vorei fare sforzi per svincolarmi, provare a liberarmi dal giogo di questa vergognosa schiavitù e giungere a quella libertà di cui ci parla l'apostolo Paolo: «Siete stati chiamati alla libertà; non fatevi schiavi degli uomini» (Gal 5,13; 1 Cor 7,23).
Ma chi mi procurerà questa liberazione? Chi mi libererà da questa vergognosa schiavitù, se non colui che ha detto: «Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero»... Serviamo quindi fedelmente, «amiamo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza il Signore nostro Dio» (Mc 12,30) per meritare di ricevere da Cristo Gesù nostro Signore il dono della libertà.
Penso che solamente amando con l'Amore del Vangelo si può arrivare a Dio. Si può sentire la sua benedizione, l'amore verso i fratelli è tutto. E' difficile ma il cammino verso il Nostro Signore è il significato della nostra Vita.
Dio Vi benedica tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
Nabucodònosor disse loro: "È vero, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che voi non servite i miei dei e non adorate la statua d'oro che io ho fatto innalzare? Ora, se voi sarete pronti, quando udirete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell'arpicordo, del salterio, della zampogna e d'ogni specie di strumenti musicali, a prostrarvi e adorare la statua che io ho fatta, bene; altrimenti in quel medesimo istante sarete gettati in mezzo ad una fornace dal fuoco ardente. Qual Dio vi potrà liberare dalla mia mano?". Ma Sadràch, Mesàch e Abdènego risposero al re Nabucodònosor: "Re, noi non abbiamo bisogno di darti alcuna risposta in proposito; sappi però che il nostro Dio, che serviamo, può liberarci dalla fornace con il fuoco acceso e dalla tua mano, o re. Ma anche se non ci liberasse, sappi, o re, che noi non serviremo mai i tuoi dei e non adoreremo la statua d'oro che tu hai eretto". Allora Nabucodònosor, acceso d'ira e con aspetto minaccioso contro Sadràch, Mesàch e Abdènego, ordinò che si aumentasse il fuoco della fornace sette volte più del solito. Poi, ad alcuni uomini fra i più forti del suo esercito, comandò di legare Sadràch, Mesàch e Abdènego e gettarli nella fornace con il fuoco acceso. Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si rivolse ai suoi ministri: "Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?". "Certo, o re", risposero. Egli soggiunse: "Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi il quarto è simile nell'aspetto a un figlio di dei". Nabucodònosor prese a dire: "Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re e hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio.
Dn 3,52.53.54.55.56. "Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto il tuo nome glorioso e santo, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel trono del tuo regno, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli. Benedetto sei tu nel firmamento del cielo, degno di lode e di gloria nei secoli.
Gv 8,31-42. Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!». Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Origene (circa 185-253), sacerdote e teologo Discorsi sull'Esodo, n° 12, 4 ; SC 321, 369
« Se rimanete fedeli alla mia parola... le verità vi farà liberi »
«Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà» (2 Cor 3,17)... Come potremo trovare questa libertà, noi che siamo schiavi del mondo, schiavi del denaro, schiavi dei desideri della carne? Certo, mi sforzo di correggermi, giudico me stesso, condanno le mie colpe. I miei uditori esaminino per conto loro ciò che pensano nel loro cuore. Ma, lo dico fra parentesi, finché io sono legato da uno di questi attacchi, non sono ancora convertito al Signore, non sono giunto alla vera libertà, poiché tali affari, tali preoccupazioni sono ancora capaci di trattenermi... Sta scritto, lo sappiamo: «Uno è schiavo di ciò che l'ha vinto» (2 Pt 2,19).
Anche se non sono dominato dall'amore del denaro, anche se non sono legato dalle preoccupazioni dei beni e delle ricchezze, sono tuttavia avido di lodi e desideroso di gloria umana, quando tengo conto del volto che mi mostrano gli uomini e delle parole che dicono di me, quando mi preoccupo di sapere ciò che un tale pensa di me, come un tal' altro mi stima, quando temo di non piacere all'uno e desidero piacere all'altro. Finché avrò queste preoccupazioni, ne sarò schiavo. Ma vorei fare sforzi per svincolarmi, provare a liberarmi dal giogo di questa vergognosa schiavitù e giungere a quella libertà di cui ci parla l'apostolo Paolo: «Siete stati chiamati alla libertà; non fatevi schiavi degli uomini» (Gal 5,13; 1 Cor 7,23).
Ma chi mi procurerà questa liberazione? Chi mi libererà da questa vergognosa schiavitù, se non colui che ha detto: «Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero»... Serviamo quindi fedelmente, «amiamo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza il Signore nostro Dio» (Mc 12,30) per meritare di ricevere da Cristo Gesù nostro Signore il dono della libertà.
Penso che solamente amando con l'Amore del Vangelo si può arrivare a Dio. Si può sentire la sua benedizione, l'amore verso i fratelli è tutto. E' difficile ma il cammino verso il Nostro Signore è il significato della nostra Vita.
Dio Vi benedica tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.
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