giovedì 5 novembre 2009

Ricchezza...

Mercoledì 04 Novembre 2009
Mercoledì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

S. CARLO BORROMEO, Cardinale (memoria)



Meditazione del giorno
San Basilio : Non preferire nulla a Cristo

Letture del giorno

Rm 13,8-10.
Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore
vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare,
non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste
parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è
l'amore.


Sal 112(111),1-2.4-5.9.
Alleluia. Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi
comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza dei giusti sarà
benedetta.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, buono, misericordioso e
giusto.
Felice l'uomo pietoso che dà in prestito, amministra i suoi beni con
giustizia.
Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua
potenza s'innalza nella gloria.


Lc 14,25-33.
Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse:
«Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i
fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio
discepolo.
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio
discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la
spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento?
Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti
coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo:
Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a
esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con
ventimila?
Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la
pace.
Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio
discepolo.


Traduzione liturgica della Bibbia



Meditazione del giorno

San Basilio (circa 330-379), monaco e vescovo di Cesarea in Cappadocia, dottore della Chiesa
Regole più ampie; domanda 8

Non preferire nulla a Cristo

Il nostro Signore Gesù Cristo ha detto a tutti, a più riprese e donando
varie prove: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso,
prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Lc 9,23); e ancora: “Chiunque
di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.
Sembra esigere la più totale rinuncia... “Dov’è il tuo tesoro, dice
altrove, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21). Se dunque mettiamo da parte
dei beni terreni o qualche provvista peritura, il nostro spirito vi rimane
sprofondato come nel fango. È allora inevitabile che la nostra anima sia
incapace di contemplare Dio e diventa insensibile ai desideri degli
splendori del cielo e dei beni a noi promessi. Non possiamo ottenere questi
beni se non li chiediamo senza sosta, con un ardente desiderio che, del
resto, ci renderà leggero lo sforzo per raggiungerli. Rinunciare a se
stessi, è dunque sciogliere i vincoli che ci legano a questa vita terrena a
passeggera, è liberarsi dalle contingenze umane, per essere in grado di
camminare sulla via che conduce a Dio. È liberarsi da ciò che intralcia per
possedere e usare dei beni che sono “più preziosi dell’oro, di molto oro
fino” (Sal 18,11). E, per farla breve, rinunciare a se stessi, è trasferire
il cuore umano nella vita del cielo, cosicché si possa dire: “La nostra
patria è nei cieli” (Fil 3,20). E innanzitutto, è cominciare a diventare
simili a Cristo, che da ricco che era, si è fatto povero per noi (2 Cor
8,9). Dobbiamo assomigliargli se vogliamo vivere conformamente al Vangelo.

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