venerdì 17 luglio 2009

Semplicità

La semplicità è la chiave della felicità, della bellezza e del modo giusto di affrontare la vita, godersi le cose belle che ci ha regalato il Signore nostro Dio. Naturalmente, guardare la bellezza di una montagna senza il bisogno di analizzarla chimicamente o sapere quanto "pesa" che tipo di roccia è.... insomma abbandonarsi tra le braccia del Signore e farsi sorprendere dal suo amore verso di noi.


Meditazione del giorno San Vincenzo de' Paoli :
« Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli »
Letture del giorno Es 3,1-6.9-12.
Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?". Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!". Riprese: "Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!". E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe". Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio. Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". Mosè disse a Dio: "Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?". Rispose: "Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte".
Sal 103(102),1-2.3-4.6-7.
Di Davide. Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie; salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia; Il Signore agisce con giustizia e con diritto verso tutti gli oppressi. Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli d'Israele le sue opere.
Mt 11,25-27.
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Vincenzo de' Paoli (1581-1660), sacerdote, fondatore di comunità religiose Colloqui spirituali, conferenza del 21/03/1659
« Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli »
La semplicità è tanto gradita a Dio! Sapete che la Scrittura dice che la sua gioia sta nell'intrattenersi con i semplici, con i semplici di cuore, che procedono con franchezza e semplicità: «La sua amicizia è per i giusti» (Pr 3,22). Volete trovare Dio? Egli parla con i semplici. O mio Salvatore! o fratelli miei che provate il desiderio di essere semplici, che felicità! Coraggio, poiché ricevete la promessa che la gioia di Dio consiste nel dimorare con gli uomini semplici. Ci raccomandano meravigliosamente la semplicità anche le parole del nostro Signore: «Ti benedico, o Padre, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli». Riconosco, Padre mio, e te ne ringrazio, che la dottrina che ho imparato dalla tua divina Maestà e che diffondo tra gli uomini è conosciuta solamente dai semplici, e che permetti che i prudenti di questo mondo non la intendano; tu ne hai tenuto nascosto loro, se non le parole, almeno lo spirito. O Salvatore! o mio Dio! Questo dovrebbe spaventarci. Corriamo dietro la scienza come se tutta la nostra felicità dipendesse da essa. Guai a noi se non ne possediamo! Occorre certo averne, ma quanto basta; occorre studiare, ma con sobrietà. Altri simulano l'intelligenza degli affari, essere considerati come gente raffinata e importante al di fuori. A questi Dio toglie l'intelligenza delle verità cristiane: ai sapienti e a coloro che si mostrano complici con questo mondo. A chi la dona invece? Alla gente semplice, alla brava gente... Signori, la vera religione sta in mezzo ai poveri. Dio li arricchisce di una fede viva; credono, toccano, assaporano le parole di vita... Come se fossero cose ordinarie conservano la pace tra i turbamenti e le pene. Qual'è il motivo di questo? La fede. Perché? Perché sono semplici, Dio fa abbondare in loro le grazie che rifiuta ai ricchi e ai sapienti del mondo.
Sia lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti.

giovedì 16 luglio 2009

Riposo, pace... umiltà

Buongiorno,
Approfitto del periodo per mandarVi il Vangelo del giorno che parla di pace di riposo, in questo periodo la mente va spesso alle ferie, al riposo, però quello che troverete qui sotto io lo intendo anche come modo di vivere, io cerco di essere umile e vivo veramente più felicemente. Il Vangelo è Via, Verità e Vita.
Giovedì 16 Luglio 2009
Giovedì della XV settimana del Tempo Ordinario
BEATA VERGINE MARIA del Monte Carmelo (memoria facoltativa)
Meditazione del giorno Doroteo di Gaza : « Venite a me »
Letture del giorno Es 3,13-20. Mosè disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?". Dio disse a Mosè: "Io sono colui che sono!". Poi disse: "Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi". Dio aggiunse a Mosè: "Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione. Và! Riunisci gli anziani d'Israele e dì loro: Il Signore, Dio dei vostri padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò uscire dalla umiliazione dell'Egitto verso il paese del Cananeo, dell'Hittita, dell'Amorreo, del Perizzita, dell'Eveo e del Gebuseo, verso un paese dove scorre latte e miele. Essi ascolteranno la tua voce e tu e gli anziani d'Israele andrete dal re di Egitto e gli riferirete: Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio. Io so che il re d'Egitto non vi permetterà di partire, se non con l'intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l'Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo egli vi lascerà andare.
Sal 105,1.5.8-9.24-25.26-27.
Alleluia.
Lodate il Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere. Ricordate le meraviglie che ha compiute, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca: Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni, l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco. Ma Dio rese assai fecondo il suo popolo, lo rese più forte dei suoi nemici. Mutò il loro cuore e odiarono il suo popolo, contro i suoi servi agirono con inganno Mandò Mosè suo servo e Aronne che si era scelto. Compì per mezzo loro i segni promessi e nel paese di Cam i suoi prodigi.
Mt 11,28-30.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno Doroteo di Gaza (circa 500- ?), monaco in Palestina
Discorsi spirituali, I, 8 ; SC 92, 159 « Venite a me »
Chi vuole trovare il vero riposo per la sua anima impari l'umiltà! Possa questi vedere che in essa sta ogni gioia, ogni gloria e ogni riposo, come nella superbia sta tutto il contrario. E infatti come siamo arrivati in tutte le nostre tribolazioni? Perché siamo caduti in tutta questa miseria? Non è forse a causa della nostra superbia? A causa della nostra follia? Non è forse per aver seguito la nostra cattiveria e per esserci attaccati all'amarezza della nostra volontà? Ma perché questo? L'uomo non è forse stato creato nella pienezza del benessere, della gioia, del riposo e della gloria? Non era forse nel paradiso? Gli è stato prescritto: Non fare questo, ed egli l'ha fatto. Vedete la superbia, l'arroganza, la ribellione? «L'uomo è stolto – dice Dio al vedere tale insolenza – non sa essere felice. Se non attraverserà giorni penosi, andrà a perdersi totalmente. Se non imparerà ciò che è l'afflizione, non saprà mai ciò che è il riposo». Allora Dio gli ha dato ciò che meritava, scacciandolo dal paradiso... Tuttavia la bontà di Dio, come ripeto spesso, non ha abbandonato la sua creatura, ma si volge ancora verso di lei e la chiama di nuovo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» Cioè: Ecco che siete affaticati, ecco che siete infelici, avete provato il male della votra disobbedienza. Sù convertitevi; sù, riconoscete la vostra impotenza e la vostra vergogna, per tornare al vostro riposo e alla vostra gloria. Sù, vivete grazie all'umiltà, voi che eravate morti a causa della superbia. «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime».
Dio Vi benedica tutti.
Sia Lodato Gesù Cristo.

mercoledì 1 luglio 2009

Forza e calma della fede.

Buongiorno,
Da quando ho trovato la Fede, il mio cuore è più forte, le certezze vere, in me una "calma" forte, si è venuta ad istaurare, la mia vita si fonda su una pietra vera. Il Vangelo è veramente la base della mia vita. Da quando seguo il Vangelo la mia via è più chiara, la luce dell'amore la rende precisa e vivo veramente, amando.
Solo Dio è il nostro salvatore, ci salva insegnandoci cosa è veramente vivere, quali sono i valori.
Sant'Agostino : « Salvaci, Signore ! »
Letture del giorno Gen 19,15-29.
Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: "Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città". Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città. Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!". Ma Lot gli disse: "No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva". Gli rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato". Perciò quella città si chiamò Zoar. Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale. Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore; contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
Sal 26(25),2-3.9-10.11-12.
Scrutami, Signore, e mettimi alla prova, raffinami al fuoco il cuore e la mente. La tua bontà è davanti ai miei occhi e nella tua verità dirigo i miei passi. Non travolgermi insieme ai peccatori, con gli uomini di sangue non perder la mia vita, perché nelle loro mani è la perfidia, la loro destra è piena di regali. Integro è invece il mio cammino; riscattami e abbi misericordia. Il mio piede sta su terra piana; nelle assemblee benedirò il Signore.
Mt 8,23-27.
Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva. Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?».
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Meditazioni, cap. 37 « Salvaci, Signore ! »
O, mio Dio, il mio cuore è come un mare vasto sempre agitato dalle tempeste; fa che trovi in te la pace e il riposo. Tu hai ordinato ai venti e al mare di calmarsi e, all'udire la tua voce si sono placati; vieni a placare le agitazioni del mio cuore, affinché tutto in me sia calmo e tranquillo, affinché io possa possedere te, il mio unico bene, e contemplarti, dolce luce dei mei occhi, senza confusione né oscurità. O mio Dio, che la mia anima, liberata dai pensieri tumultuosi di questo mondo si nasconda «all'ombra delle tue ali»
(Sal 16,8). Che essa trovi presso di te un luogo di riparo e di pace; tutta accesa dalla gioia, che possa cantare: «In pace mi corico e subito mi addormento: tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare»
(Sal 4,9). Che essa si riposi, ti prego, mio Dio, che si riposi dal ricordo di quanto è sotto il cielo, sveglia per te solo, come sta scritto: «Io dormo, ma il mio cuore veglia»
(Ct 5,2). La mia anima non può essere in pace e al sicuro, mio Dio, se non sotto le ali della tua protezione
(Sal 91,4). Che essa dimori dunque eternamente in te e che sia infiammata dal tuo fuoco. Che, elevandosi al di sopra di sé, ti contempli e canti le tue lodi nella gioia. In mezzo alla confusione che mi agita, che i tuoi doni siano la mia dolce consolazione, finché io venga a te che sei la pace vera.
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica tutti