Oggi le Sante Scritture sono un segno di verità:
Dio è con noi, sempre, la nostra famiglia è già Chiesa, la nostra fede ci unisce ci salva e permette a Dio di essere con noi, sempre. La bellezza dell'amore, la fortuna del lavoro, dobbiamo ringraziare Dio per ogni respiro che ci permette, per la bellezza del sole, il verde dei prati, per le montagne ed i mari, per tutta l'armonia dell'universo.
E' un amore così grande che non si trova motivo, siamo suoi figli, ecco questo è l'unico motivo, ci ha fatti a sua immagine e somiglianza e ci ha coperto di amore.
Sia lodato Gesù Cristo
Meditazione del giorno La Liturgia maronita : Che il tempio interiore sia bello quanto il tempio di pietre
Le letture del giorno Ap 10,8-11.
Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: "Và, prendi il libro aperto dalla mano dell'angelo che sta ritto sul mare e sulla terra". Allora mi avvicinai all'angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: "Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele". Presi quel piccolo libro dalla mano dell'angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l'ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l'amarezza. Allora mi fu detto: "Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re".
Sal 119,14.24.72.103.111.131.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia più che in ogni altro bene. Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, miei consiglieri i tuoi precetti. La legge della tua bocca mi è preziosa più di mille pezzi d'oro e d'argento. Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: più del miele per la mia bocca. Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore. Apro anelante la bocca, perché desidero i tuoi comandamenti.
Lc 19,45-48.
Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori, dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!». Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole. Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno La Liturgia maronita Preghiera per la dedicazione di una chiesa Che il tempio interiore sia bello quanto il tempio di pietre Dove due o tre sono riuniti nel tuo nome (Mt 18, 20), già formano una chiesa. Custodisci le migliaia di persone qui radunate : i loro cuori avevano preparato un santuario prima che le nostre mani costruissero questo, a gloria del tuo nome. Che il tempio interiore sia bello quanto il tempio di pietre. Degnati di dimorare sia nell'uno che nell'altro ; i nostri cuori, come pure queste pietre, sono segnati con il tuo nome. L'onnipotenza di Dio avrebbe potuto erigersi una dimora tanto facilmente come quando ha dato, con un solo gesto, l'esistenza all'universo. Ma Dio ha edificato l'uomo affinché l'uomo edificasse delle dimore per lui. Benedetta sia la sua clemenza che ci ha tanto amati ! Egli è infinito ; e noi, siamo limitati. Egli ha costruito per noi il mondo ; e noi, costruiamo per lui una casa. È stupendo che l'uomo possa costruire una dimora per l'Onnipotenza, presente dovunque, e dalla quale nulla può sottrarsi. Abita in mezzo a noi con tenerezza ; ci attira a lui con vincoli di amore ; rimane fra di noi e ci chiama affinché c'incamminiamo verso il cielo per abitare con lui. Ha lasciato la sua dimora e ha scelto la Chiesa affinché lasciassimo la nostra dimora e scegliessimo il paradiso. Dio ha abitato in mezzo agli uomini perché gli uomini incontrassero Dio.
Dio vi benedica
venerdì 21 novembre 2008
mercoledì 12 novembre 2008
Quello che manca oggi, purtroppo.
Buongiorno a tutti,
Fratelli, mi rendo conto sempre più spesso che noi siamo stati graziati, abbiamo veramente tutto, però non siamo riconoscenti, soprattutto chi ha fede. Non si ringrazia mai per quello che si riceve. Tutto viene dal Signore nostro Dio. La felicità dell'amore, la salute, il nostro lavoro. Non dimentichiamoci mai. La fede è un dono immenso e tutto quello che ne deriva è immensamente meraviglioso, dovremmo ringraziare Dio ad ogni respiro, glorificare il Vangelo e cercare di farci testimoni della scrittura con la nostra vita, il nostro modo di vivere.
Il mondo ha dimenticato questo modo di vivere ed ora non vive più, tira avanti tra errori più o meno grandi, perdite di tempo e disgrazie tutte causate dalla mancanza di fede che spesso ci viene "inculcata" da quella che pretende di essere la cultura, la libertà, la modernità.
Altro non è che la libertà non gestita, la libertà ad ogni costo, il relativismo personale, spero si dica così, ma è praticamente quel modo di agire che permette di fare tutto quello che si pensa "giusto" seguendo solo i propri capricci.
Il Vangelo di oggi ci offre un esempio di vita, da capire e seguire.
http://www.vangelodelgiorno.org/www/main.php?language=IT&localTime=11/12/2008
Lc 17,11-19.
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!».
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa De diversi, n° 27 « E gli altri nove dove sono ? »
Ai nostri giorni, vediamo molta gente pregare, ma purtroppo non ne vediamo tornare indietro per rendere grazie a Dio... «Non sono stati guariti tutti i dieci? E gli altri nove dove sono?» Certamente ricordate che in questi termini il Signore si lamentava dell'ingratitudine degli altri nove lebbrosi. Leggiamo che sapevano proprio «pregare, supplicare e domandare» poiché alzavano la voce dicendo : «Gesù, figlio di Davide abbi pietà di noi». Ma è mancata loro una quarta cosa che richiama l'apostolo Paolo: «il ringraziamento» (1 Tm 2,1), visto che non sono tornati indietro a rendere gloria a Dio. Vediamo bene ancora ai nostri giorni, un certo numero di persone che domandano a Dio con insistenza ciò che manca loro, ma ne vediamo soltanto un numero ridotto che sembrano riconoscenti per i benefici ricevuti. Non c'è errore a domandare con insistenza, ma il motivo per cui Dio non ci esaudisce è la nostra mancanza di gratitudine. Dopo tutto, è forse un atto di clemenza da parte sua, il suo rifiutare agli ingrati quello che chiedono, affinché essi non siano giudicati tanto più rigorosamente a motivo della loro ingratitudine... Per misericordia dunque a volte Dio trattiene la sua misericordia. Vedete quindi che tutti coloro che sono stati guariti dalla lebbra del mondo, voglio dire dai disordini evidenti, non traggono profitto dalla loro guarigione. Parecchi infatti sono colpiti da un'ulcera peggiore ancora della lebbra, tanto più pericolosa poiché è interna. Per questo, a ragione il Salvatore del mondo chiede dove sono gli altri nove lebbrosi, perché i peccatori si allontanano dalla salvezza. Per questo dopo il suo peccato, Dio chiede al primo uomo: «Dove sei?» (Gen 3,9).
Dio vi benedica
Sia lodato Gesù Cristo
Fratelli, mi rendo conto sempre più spesso che noi siamo stati graziati, abbiamo veramente tutto, però non siamo riconoscenti, soprattutto chi ha fede. Non si ringrazia mai per quello che si riceve. Tutto viene dal Signore nostro Dio. La felicità dell'amore, la salute, il nostro lavoro. Non dimentichiamoci mai. La fede è un dono immenso e tutto quello che ne deriva è immensamente meraviglioso, dovremmo ringraziare Dio ad ogni respiro, glorificare il Vangelo e cercare di farci testimoni della scrittura con la nostra vita, il nostro modo di vivere.
Il mondo ha dimenticato questo modo di vivere ed ora non vive più, tira avanti tra errori più o meno grandi, perdite di tempo e disgrazie tutte causate dalla mancanza di fede che spesso ci viene "inculcata" da quella che pretende di essere la cultura, la libertà, la modernità.
Altro non è che la libertà non gestita, la libertà ad ogni costo, il relativismo personale, spero si dica così, ma è praticamente quel modo di agire che permette di fare tutto quello che si pensa "giusto" seguendo solo i propri capricci.
Il Vangelo di oggi ci offre un esempio di vita, da capire e seguire.
http://www.vangelodelgiorno.org/www/main.php?language=IT&localTime=11/12/2008
Lc 17,11-19.
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!».
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa De diversi, n° 27 « E gli altri nove dove sono ? »
Ai nostri giorni, vediamo molta gente pregare, ma purtroppo non ne vediamo tornare indietro per rendere grazie a Dio... «Non sono stati guariti tutti i dieci? E gli altri nove dove sono?» Certamente ricordate che in questi termini il Signore si lamentava dell'ingratitudine degli altri nove lebbrosi. Leggiamo che sapevano proprio «pregare, supplicare e domandare» poiché alzavano la voce dicendo : «Gesù, figlio di Davide abbi pietà di noi». Ma è mancata loro una quarta cosa che richiama l'apostolo Paolo: «il ringraziamento» (1 Tm 2,1), visto che non sono tornati indietro a rendere gloria a Dio. Vediamo bene ancora ai nostri giorni, un certo numero di persone che domandano a Dio con insistenza ciò che manca loro, ma ne vediamo soltanto un numero ridotto che sembrano riconoscenti per i benefici ricevuti. Non c'è errore a domandare con insistenza, ma il motivo per cui Dio non ci esaudisce è la nostra mancanza di gratitudine. Dopo tutto, è forse un atto di clemenza da parte sua, il suo rifiutare agli ingrati quello che chiedono, affinché essi non siano giudicati tanto più rigorosamente a motivo della loro ingratitudine... Per misericordia dunque a volte Dio trattiene la sua misericordia. Vedete quindi che tutti coloro che sono stati guariti dalla lebbra del mondo, voglio dire dai disordini evidenti, non traggono profitto dalla loro guarigione. Parecchi infatti sono colpiti da un'ulcera peggiore ancora della lebbra, tanto più pericolosa poiché è interna. Per questo, a ragione il Salvatore del mondo chiede dove sono gli altri nove lebbrosi, perché i peccatori si allontanano dalla salvezza. Per questo dopo il suo peccato, Dio chiede al primo uomo: «Dove sei?» (Gen 3,9).
Dio vi benedica
Sia lodato Gesù Cristo
mercoledì 5 novembre 2008
lavorare, pregare, è vivere
Buongiorno Fratelli,
Sempre più spesso il lavoro e la vita vengono visti come condanne, pesi insopportabili da portare.
Scrivo di questo perchè la frenesia dei nostri tempi ci ha fatto perdere il vero fine della nostra vita, pregare servire il Signore e seguire il Vangelo che è via, verità e vita. E importante il lavoro, ci mancherebbe, serve per vivere, però non dobbiamo dimenticare che siamo umili, siamo piccoli e che solo nel Signore c'è la felicità. Guardate quanti ricchi tristi e svuotati ci sono oggi, quanti giovani che si buttano via nell'alcol e nelle droghe, finti divertimenti per dimenticare la loro povera condizione spirituale in cui si trovano. Ricchissimi fuori e poveri dentro.
Un'assenza che diventa insopportabile e che vogliono riempire con altri vuoti che sono giganteschi rispetto allo spazio che vorrebbero riempire!
Ascoltate il Vangelo e seguitelo è la via di salvezza del Signore nostro Dio.
Il nostro atteggiamento moderno è sbagliato il Signore tramite il Vangelo ancora una volta ci mostra come risolvere questo "problema" ed assumere il giusto comportamento:
"
Fil 2,12-18. Quindi, miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato. E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull'offerta della vostra fede, sono contento, e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.
Sal 27,1.4.13-14. Di Davide. Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore. Lc 14,25-33. Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Macario ( ? - 405), monaco in Egitto Omelie spirituali Offrirci a lui totalmente Com’è possibile che, malgrado tanti incoraggiamenti e tante promesse da parte del Signore, rifiutiamo di offrirci a lui totalmente e senza riserva, di rinunciare a ogni cosa e perfino alla nostra vita, secondo il Vangelo (Lc 14, 26), per amare lui solo, e nient’altro insieme con lui? Considera quanto è stato fatto per noi: quale gloria ci è stata data, quanti interventi ha predisposto il Signore, in vista della salvezza, dai padri ed i profeti, quante promesse, quante esortazioni, quanta compassione da parte del nostro Maestro fin dalle origini! Alla fine, egli ha manifestato la sua indicibile benevolenza nei nostri confronti, venendo dimorare con noi e morendo sulla croce per convertirci e ricondurci alla vita. E noi, non lasciamo da parte la nostra volontà propria, l’amore del mondo, le nostre predisposizioni e abitudini cattive, mostrando così quanto siamo uomini di poca fede, anzi senza fede alcuna! Eppure, vedi come, malgrado tutto questo, Dio si mostra pieno di una dolce bontà. Ci protegge e ci cura invisibilmente. Malgrado le nostre colpe, non ci abbandona definitivamente alla malvagità e alle illusioni del mondo; nella sua grande pazienza, ci impedisce di perire e aspetta, da lontano, il momento in cui ci volgeremo verso di lui.
"
Sempre più spesso il lavoro e la vita vengono visti come condanne, pesi insopportabili da portare.
Scrivo di questo perchè la frenesia dei nostri tempi ci ha fatto perdere il vero fine della nostra vita, pregare servire il Signore e seguire il Vangelo che è via, verità e vita. E importante il lavoro, ci mancherebbe, serve per vivere, però non dobbiamo dimenticare che siamo umili, siamo piccoli e che solo nel Signore c'è la felicità. Guardate quanti ricchi tristi e svuotati ci sono oggi, quanti giovani che si buttano via nell'alcol e nelle droghe, finti divertimenti per dimenticare la loro povera condizione spirituale in cui si trovano. Ricchissimi fuori e poveri dentro.
Un'assenza che diventa insopportabile e che vogliono riempire con altri vuoti che sono giganteschi rispetto allo spazio che vorrebbero riempire!
Ascoltate il Vangelo e seguitelo è la via di salvezza del Signore nostro Dio.
Il nostro atteggiamento moderno è sbagliato il Signore tramite il Vangelo ancora una volta ci mostra come risolvere questo "problema" ed assumere il giusto comportamento:
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Fil 2,12-18. Quindi, miei cari, obbedendo come sempre, non solo come quando ero presente, ma molto più ora che sono lontano, attendete alla vostra salvezza con timore e tremore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni. Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche, perché siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita. Allora nel giorno di Cristo, io potrò vantarmi di non aver corso invano né invano faticato. E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull'offerta della vostra fede, sono contento, e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.
Sal 27,1.4.13-14. Di Davide. Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò timore? Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario. Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi. Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore. Lc 14,25-33. Siccome molta gente andava con lui, egli si voltò e disse: «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Macario ( ? - 405), monaco in Egitto Omelie spirituali Offrirci a lui totalmente Com’è possibile che, malgrado tanti incoraggiamenti e tante promesse da parte del Signore, rifiutiamo di offrirci a lui totalmente e senza riserva, di rinunciare a ogni cosa e perfino alla nostra vita, secondo il Vangelo (Lc 14, 26), per amare lui solo, e nient’altro insieme con lui? Considera quanto è stato fatto per noi: quale gloria ci è stata data, quanti interventi ha predisposto il Signore, in vista della salvezza, dai padri ed i profeti, quante promesse, quante esortazioni, quanta compassione da parte del nostro Maestro fin dalle origini! Alla fine, egli ha manifestato la sua indicibile benevolenza nei nostri confronti, venendo dimorare con noi e morendo sulla croce per convertirci e ricondurci alla vita. E noi, non lasciamo da parte la nostra volontà propria, l’amore del mondo, le nostre predisposizioni e abitudini cattive, mostrando così quanto siamo uomini di poca fede, anzi senza fede alcuna! Eppure, vedi come, malgrado tutto questo, Dio si mostra pieno di una dolce bontà. Ci protegge e ci cura invisibilmente. Malgrado le nostre colpe, non ci abbandona definitivamente alla malvagità e alle illusioni del mondo; nella sua grande pazienza, ci impedisce di perire e aspetta, da lontano, il momento in cui ci volgeremo verso di lui.
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