In questi giorni "bui" spesso si perde di vista il giusto comportarsi, l'agire secondo la giustizia, il Vangelo. Da questo salmo si capisce come ci si dovrebbe comportare per raggiungere la felicità che l'amore di Cristo ci dona.
"
Sal 37(36),3-4.5-6.23-24.39-40.
Confida nel Signore e fà il bene; abita la terra e vivi con fede. Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore. Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera; farà brillare come luce la tua giustizia, come il meriggio il tuo diritto. Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano. La salvezza dei giusti viene dal Signore, nel tempo dell'angoscia è loro difesa; il Signore viene in loro aiuto e li scampa, li libera dagli empi e dà loro salvezza, perché in lui si sono rifugiati.
"
Vi posso dire che per molti anni ho vissuto nel buio, la mia disperazione verso la vita spesso mi faceva piangere e disperare, poi finalmente ho avuto il dono della fede, mi sono abbandonato tra le braccia del signore, ho cercato di seguire il Vangelo e la mia vita è rinata, la mia anima risplendeva di amore, ho trovato finalmente il mio cammino.
Illuminato dall'amore che solo il vero Padre può dare.
Non potete immaginare la felicità che dona il Signore a chi a lui si affida.
Seguite quello che avete dentro al cuore, i soldi, il potere non portano da nessuna parte. Lavorate per glorificare l'amore di Dio, ma non cercate di sfruttare le altre persone, aprite il cuore all'amore del Vangelo.
Dio vi ama.
Dio vi protegge.
Grazie Dio.
Dio Vi benedica tutti.
venerdì 30 gennaio 2009
venerdì 16 gennaio 2009
Perdono
Buonasera,
Alla fine di questa giornata splendida è arrivata la nebbia, anche la nebbia del peccato, dell'orrore, ma è purtroppo umano sbagliare e peccare.
Fortunatamente Dio ci ama sopra ogni cosa e con il sacramento della penitenza ci perdona tutto, tutto non è una parola facile quando si parla di peccati, almeno per la mente e l'amore umano. Questo è un segno "divino" perchè è per l'uomo concepito con criteri Divini.
La grande pace che ne nasce è il terreno fertile dell'amore che fa andare avanti il mondo contro tutte le cose brutte che gli uomini creano.
Penso che la pace sia solo nell'amore, in Cristo e nelle anime di chi riesce veramente a seguire il Vangelo.
Venerdì 16 Gennaio 2009
Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario BEATO GIUSEPPE TOVINI, Terziario francescano
Meditazione del giorno Catechismo della Chiesa cattolica : « Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
Le letture del giorno Eb 4,1-5.11.
Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato. Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue. E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.
Sal 78,3.4.6-7.8.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto. perché le sappia la generazione futura, i figli che nasceranno. Anch'essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli perché ripongano in Dio la loro fiducia e non dimentichino le opere di Dio, ma osservino i suoi comandi. Non siano come i loro padri, generazione ribelle e ostinata, generazione dal cuore incostante e dallo spirito infedele a Dio.
Mc 2,1-12.
Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica § 976-982
« Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
«Credo la remissione dei peccati».
Il Simbolo degli Apostoli lega la fede nel perdono dei peccati alla fede nello Spirito Santo, ma anche alla fede nella Chiesa e nella comunione dei santi. Proprio donando ai suoi Apostoli lo Spirito Santo, Cristo risorto ha loro conferito il suo potere divino di perdonare i peccati: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi » (Gv 20,22-23).«Un solo Battesimo per la remissione dei peccati»: Nostro Signore ha legato il perdono dei peccati alla fede e al Battesimo: « Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo » (Mc 16,15-16). Il Battesimo è il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati perché ci unisce a Cristo messo a morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione, affinché « anche noi possiamo camminare in una vita nuova » (Rm 6,4). « La remissione dei peccati nella Chiesa avviene innanzi tutto quando l'anima professa per la prima volta la fede. Con l'acqua battesimale, infatti, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa — né originale né ogni altra contratta posteriormente — e viene rimessa ogni pena da scontare... La grazia del Battesimo, peraltro, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è quasi nessuno » che non debba lottare « contro la concupiscenza, fomite continuo del peccato ». In tale combattimento contro l'inclinazione al male, chi potrebbe resistere con tanta energia e con tanta vigilanza da riuscire ad evitare ogni ferita del peccato? « Fu quindi necessario che nella Chiesa vi fosse la potestà di... perdonare a qualsiasi peccatore pentito i peccati commessi dopo il Battesimo, fino all'ultimo giorno della vita ». È per mezzo del sacramento della Penitenza che il battezzato può essere riconciliato con Dio e con la Chiesa...Non c'è nessuna colpa, per grave che sia, che non possa essere perdonata dalla santa Chiesa. « Non si può ammettere che ci sia un uomo, per quanto infame e scellerato, che non possa avere con il pentimento la certezza del perdono ». Cristo, che è morto per tutti gli uomini, vuole che, nella sua Chiesa, le porte del perdono siano sempre aperte a chiunque si allontani dal peccato.
Dio Vi benedica
Alla fine di questa giornata splendida è arrivata la nebbia, anche la nebbia del peccato, dell'orrore, ma è purtroppo umano sbagliare e peccare.
Fortunatamente Dio ci ama sopra ogni cosa e con il sacramento della penitenza ci perdona tutto, tutto non è una parola facile quando si parla di peccati, almeno per la mente e l'amore umano. Questo è un segno "divino" perchè è per l'uomo concepito con criteri Divini.
La grande pace che ne nasce è il terreno fertile dell'amore che fa andare avanti il mondo contro tutte le cose brutte che gli uomini creano.
Penso che la pace sia solo nell'amore, in Cristo e nelle anime di chi riesce veramente a seguire il Vangelo.
Venerdì 16 Gennaio 2009
Venerdì della I settimana del Tempo Ordinario BEATO GIUSEPPE TOVINI, Terziario francescano
Meditazione del giorno Catechismo della Chiesa cattolica : « Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
Le letture del giorno Eb 4,1-5.11.
Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato. Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Questo, benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue. E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.
Sal 78,3.4.6-7.8.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del Signore, la sua potenza e le meraviglie che egli ha compiuto. perché le sappia la generazione futura, i figli che nasceranno. Anch'essi sorgeranno a raccontarlo ai loro figli perché ripongano in Dio la loro fiducia e non dimentichino le opere di Dio, ma osservino i suoi comandi. Non siano come i loro padri, generazione ribelle e ostinata, generazione dal cuore incostante e dallo spirito infedele a Dio.
Mc 2,1-12.
Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati». Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno
Catechismo della Chiesa cattolica § 976-982
« Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati »
«Credo la remissione dei peccati».
Il Simbolo degli Apostoli lega la fede nel perdono dei peccati alla fede nello Spirito Santo, ma anche alla fede nella Chiesa e nella comunione dei santi. Proprio donando ai suoi Apostoli lo Spirito Santo, Cristo risorto ha loro conferito il suo potere divino di perdonare i peccati: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi » (Gv 20,22-23).«Un solo Battesimo per la remissione dei peccati»: Nostro Signore ha legato il perdono dei peccati alla fede e al Battesimo: « Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo » (Mc 16,15-16). Il Battesimo è il primo e principale sacramento per il perdono dei peccati perché ci unisce a Cristo messo a morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione, affinché « anche noi possiamo camminare in una vita nuova » (Rm 6,4). « La remissione dei peccati nella Chiesa avviene innanzi tutto quando l'anima professa per la prima volta la fede. Con l'acqua battesimale, infatti, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa — né originale né ogni altra contratta posteriormente — e viene rimessa ogni pena da scontare... La grazia del Battesimo, peraltro, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è quasi nessuno » che non debba lottare « contro la concupiscenza, fomite continuo del peccato ». In tale combattimento contro l'inclinazione al male, chi potrebbe resistere con tanta energia e con tanta vigilanza da riuscire ad evitare ogni ferita del peccato? « Fu quindi necessario che nella Chiesa vi fosse la potestà di... perdonare a qualsiasi peccatore pentito i peccati commessi dopo il Battesimo, fino all'ultimo giorno della vita ». È per mezzo del sacramento della Penitenza che il battezzato può essere riconciliato con Dio e con la Chiesa...Non c'è nessuna colpa, per grave che sia, che non possa essere perdonata dalla santa Chiesa. « Non si può ammettere che ci sia un uomo, per quanto infame e scellerato, che non possa avere con il pentimento la certezza del perdono ». Cristo, che è morto per tutti gli uomini, vuole che, nella sua Chiesa, le porte del perdono siano sempre aperte a chiunque si allontani dal peccato.
Dio Vi benedica
Canzone stupenda
Buongiorno,
Oggi nonostante il grigio fuori, mi sento benissimo e canticchiando questa canzone mi sento scoppiare il cuore di felicità:
Cosa posso dare a Te
che Tu non hai,
o mio Signor?
Io poca cosa e Tu
l'Immensità e la Bontà!
Ti offro, Signor,
questi miei occhi.
Ti offro, Signor,
questa mia voce.
Ti offro, Signor,
queste mie mani.
Ti offro, Signor,
i miei affanni,
ti offro, Signor,
i miei pensieri,
ti offro, Signor,
le umiliazioni.
Ti offro, Signor,
il mio timore.
Ti offro, Signor,
il mio rispetto.
Ti offro, Signor,
tutto il mio amore!
Oggi nonostante il grigio fuori, mi sento benissimo e canticchiando questa canzone mi sento scoppiare il cuore di felicità:
755. TI OFFRO SIGNOR
Cosa posso dare a Te
che Tu non hai,
o mio Signor?
Io poca cosa e Tu
l'Immensità e la Bontà!
Ti offro, Signor,
questi miei occhi.
Ti offro, Signor,
questa mia voce.
Ti offro, Signor,
queste mie mani.
Ti offro, Signor,
i miei affanni,
ti offro, Signor,
i miei pensieri,
ti offro, Signor,
le umiliazioni.
Ti offro, Signor,
il mio timore.
Ti offro, Signor,
il mio rispetto.
Ti offro, Signor,
tutto il mio amore!
Credo profondamente che donandosi completamente a Dio si ottenga tutto, la felicità e l'amore cioè.
Come ricordava San Francesco d'Assisi
SIGNORE,fa’ di me uno strumento della tua pace.
Dove c’è odio, io porti amore.
Dove c’è discordia, io porti l’unione.
Dove c’è errore, io porti la verità.
Dove c’è dubbio, io porti la fede.
Dove c’è disperazione, io porti la speranza.
O Divino Maestro,
che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare.
Non di essere compreso quanto di comprendere.
Non di essere amato, quanto di amare.
Infatti: donando si riceve.
Dimenticandosi si trova comprensione.
Perdonando si è perdonati.
Morendo si risuscita alla vera Vita.
San Francesco d’Assisi
Dove c’è odio, io porti amore.
Dove c’è discordia, io porti l’unione.
Dove c’è errore, io porti la verità.
Dove c’è dubbio, io porti la fede.
Dove c’è disperazione, io porti la speranza.
O Divino Maestro,
che io non cerchi tanto di essere consolato quanto di consolare.
Non di essere compreso quanto di comprendere.
Non di essere amato, quanto di amare.
Infatti: donando si riceve.
Dimenticandosi si trova comprensione.
Perdonando si è perdonati.
Morendo si risuscita alla vera Vita.
San Francesco d’Assisi
Facendo questa regola una regola di vita propria si riscopre la gioia del Vero VIVERE.
giovedì 15 gennaio 2009
uomini ed animali
Buonasera, finalmente ho chiarezza in quello che sentivo e che non riuscivo a dire, abbiamo tutti dentro il "giusto" il Vangelo è via verità e vita in esso tutto è!
Meditazione del giorno San Girolamo : « Taci ! Esci da quell'uomo »
Le letture del giorno Eb 2,5-12.
Non certo a degli angeli egli ha assoggettato il mondo futuro, del quale parliamo. Anzi, qualcuno in un passo ha testimoniato: Che cos'è l'uomo perché ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perché tu te ne curi? Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli, di gloria e di onore l'hai coronato e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Avendogli assoggettato ogni cosa, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti. Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi;
Sal 8,2.5.6-7.8-9.
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi? Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna; Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare.
Mc 1,21-28.
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Girolamo (347-420), sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa Commento sul vangelo di Marco, 2 ; PLS 2, 125s « Taci ! Esci da quell'uomo »
«Gesù sgridò il demonio dicendo: «Taci ! Esci da quell'uomo». La verità non ha nessun bisogno della testimonianza del Menzoniere... «Non ho bisogno di essere riconosciuto da colui che destino alla perdizione. Taci! La mia gloria scoppi nel tuo silenzio. Non voglio che la tua voce faccia il mio elogio, bensì i tuoi tormenti; il mio trionfo infatti è il tuo strazio... Taci ! Esci da quell'uomo!» Sembra dire : «Esci da casa mia, cosa fai sotto il mio tetto? Io desidero entrare: allora, taci, e esci da quell'uomo, dall'uomo, da quell'essere dotato di ragione. Lascia questa dimora preparata per me. Il Signore desidera la sua casa: esci da quell'uomo»... Vedete quanto l'anima dell'uomo sia preziosa. Questo si oppone a coloro che pensano che noi, uomini, e gli animali, siamo dotati di un'animo simile e che siamo animati da un medesimo spirito. In un altro momento, il demonio viene scacciato fuori da un uomo per essere mandato in una mandria di duemila porci (Mt 8,32); lo spirito prezioso si oppone allo spirito vile, l'uno è salvato, l'altro è rovinato. «Esci da quell'uomo, entra nei porci, va dove vuoi, vatene nelle abissi. Lascia l'uomo, perché sarebbe un'ingiuria per me che ti installassi in lui al posto mio. Ho assunto un corpo umano, abito nell'uomo. Esci da quell'uomo».
Dio Vi benedica
Meditazione del giorno San Girolamo : « Taci ! Esci da quell'uomo »
Le letture del giorno Eb 2,5-12.
Non certo a degli angeli egli ha assoggettato il mondo futuro, del quale parliamo. Anzi, qualcuno in un passo ha testimoniato: Che cos'è l'uomo perché ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perché tu te ne curi? Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli, di gloria e di onore l'hai coronato e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Avendogli assoggettato ogni cosa, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti. Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi;
Sal 8,2.5.6-7.8-9.
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza. che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi? Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi; tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna; Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare.
Mc 1,21-28.
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Girolamo (347-420), sacerdote, traduttore della Bibbia, dottore della Chiesa Commento sul vangelo di Marco, 2 ; PLS 2, 125s « Taci ! Esci da quell'uomo »
«Gesù sgridò il demonio dicendo: «Taci ! Esci da quell'uomo». La verità non ha nessun bisogno della testimonianza del Menzoniere... «Non ho bisogno di essere riconosciuto da colui che destino alla perdizione. Taci! La mia gloria scoppi nel tuo silenzio. Non voglio che la tua voce faccia il mio elogio, bensì i tuoi tormenti; il mio trionfo infatti è il tuo strazio... Taci ! Esci da quell'uomo!» Sembra dire : «Esci da casa mia, cosa fai sotto il mio tetto? Io desidero entrare: allora, taci, e esci da quell'uomo, dall'uomo, da quell'essere dotato di ragione. Lascia questa dimora preparata per me. Il Signore desidera la sua casa: esci da quell'uomo»... Vedete quanto l'anima dell'uomo sia preziosa. Questo si oppone a coloro che pensano che noi, uomini, e gli animali, siamo dotati di un'animo simile e che siamo animati da un medesimo spirito. In un altro momento, il demonio viene scacciato fuori da un uomo per essere mandato in una mandria di duemila porci (Mt 8,32); lo spirito prezioso si oppone allo spirito vile, l'uno è salvato, l'altro è rovinato. «Esci da quell'uomo, entra nei porci, va dove vuoi, vatene nelle abissi. Lascia l'uomo, perché sarebbe un'ingiuria per me che ti installassi in lui al posto mio. Ho assunto un corpo umano, abito nell'uomo. Esci da quell'uomo».
Dio Vi benedica
venerdì 9 gennaio 2009
Amore
E' la versione più pura dell'amore, quello che si prova, o meglio che si dovrebbe aspirare a provare, quanto di più bello ci dovrebbe essere nel nostro cuore.
"
Meditazione del giorno San Francesco di Sales : « Coraggio ! Sono io »
Le letture del giorno 1 Gv 4,11-18.
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
Sal 72,2.10-13.
regga con giustizia il tuo popolo e i tuoi poveri con rettitudine.
Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi. A lui tutti i re si prostreranno, lo serviranno tutte le nazioni. Egli libererà il povero che grida e il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero e salverà la vita dei suoi miseri. Mc 6,45-52.
Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra. Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l'ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E' un fantasma», e cominciarono a gridare, perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!». Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa
Lettere « Coraggio ! Sono io »
Tutte le navi hanno una bussola, il cui ago, toccato dalla calamita, guarda sempre verso la stella polare, e anche se la barca fosse diretta verso mezzogiorno, l'ago non smetterebbe di guardare sempre verso il Nord.Così... la sottile punta dello spirito guarda sempre verso il suo Dio che è il suo Nord... State per prendere il largo nel mondo: non cambiate per questo né quadrante, né albero, né vela, né ancora, né vento. Abbiate sempre Gesù Cristo per quadrante, la sua croce per albero, sul quale stenderete le vostre risoluzioni come vele; la vostra ancora sia una profonda fiducia in lui, e andate spediti nel tempo opportuno. Voglia per sempre il vento propizio delle ispirazioni celesti gonfiare sempre di più le vele della vostra nave e farvi giungere felicemente al porto della santa eternità...Seppur tutto fosse sottosopra, non dico soltanto attorno a noi, ma dico dentro di noi, cioè sia che la nostra anima sia triste, gioiosa, nella dolcezza, nell'amarezza, nella pace, nel turbamento, nella luce, nelle tenebre, nelle tentazioni, nel riposo, nel gusto, nel disgusto, nell'aridità, nella tenerezza, che il sole la bruci o che la rugiada la rinfreschi, ah, occorre tuttavia che sempre la punta del nostro cuore, cioé il nostro spirito, la nostra volontà superiore, che è la nostra bussola, guardi incessantemente e tenda perpetuamente verso l'amore di Dio. "
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica
"
Meditazione del giorno San Francesco di Sales : « Coraggio ! Sono io »
Le letture del giorno 1 Gv 4,11-18.
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.
Sal 72,2.10-13.
regga con giustizia il tuo popolo e i tuoi poveri con rettitudine.
Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi. A lui tutti i re si prostreranno, lo serviranno tutte le nazioni. Egli libererà il povero che grida e il misero che non trova aiuto, avrà pietà del debole e del povero e salverà la vita dei suoi miseri. Mc 6,45-52.
Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare. Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra. Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l'ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E' un fantasma», e cominciarono a gridare, perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!». Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.
Traduzione liturgica della Bibbia
Meditazione del giorno San Francesco di Sales (1567-1622), vescovo di Ginevra, dottore della Chiesa
Lettere « Coraggio ! Sono io »
Tutte le navi hanno una bussola, il cui ago, toccato dalla calamita, guarda sempre verso la stella polare, e anche se la barca fosse diretta verso mezzogiorno, l'ago non smetterebbe di guardare sempre verso il Nord.Così... la sottile punta dello spirito guarda sempre verso il suo Dio che è il suo Nord... State per prendere il largo nel mondo: non cambiate per questo né quadrante, né albero, né vela, né ancora, né vento. Abbiate sempre Gesù Cristo per quadrante, la sua croce per albero, sul quale stenderete le vostre risoluzioni come vele; la vostra ancora sia una profonda fiducia in lui, e andate spediti nel tempo opportuno. Voglia per sempre il vento propizio delle ispirazioni celesti gonfiare sempre di più le vele della vostra nave e farvi giungere felicemente al porto della santa eternità...Seppur tutto fosse sottosopra, non dico soltanto attorno a noi, ma dico dentro di noi, cioè sia che la nostra anima sia triste, gioiosa, nella dolcezza, nell'amarezza, nella pace, nel turbamento, nella luce, nelle tenebre, nelle tentazioni, nel riposo, nel gusto, nel disgusto, nell'aridità, nella tenerezza, che il sole la bruci o che la rugiada la rinfreschi, ah, occorre tuttavia che sempre la punta del nostro cuore, cioé il nostro spirito, la nostra volontà superiore, che è la nostra bussola, guardi incessantemente e tenda perpetuamente verso l'amore di Dio. "
Sia Lodato Gesù Cristo
Dio Vi benedica
mercoledì 7 gennaio 2009
Buon Anno a tutti
E' infinito l'amore che ha per noi Dio.
Spesso chiediamo "non capendo" cose impossibili o peggio dannose per noi, Dio che è verità ci conosce meglio di qualsiasi altra persona e ci condece il perdono e la pace le uniche cose che servono veramente. Le altre cose che ci affanniamo e ci disperiamo a chiedere sono cose del mondo e pertanto a noi non servono sono solo falsi bisogni che la società ci vuole imporre.
Dio Grazie.
Dio Vi benedica tutti.
"Mercoledì 07 Gennaio 2009 Mercoledì dopo l'Epifania S. RAIMONDO de Peñafort, Sac. domenicano
Meditazione del giorno San Romano il Melode : « Condussero a lui tutti i malati »
Le letture del giorno 1 Gv 3,22-24.4,1-6.
e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da ciò noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.
Sal 2,7-8.10-11. Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra. E ora, sovrani, siate saggi istruitevi, giudici della terra; servite Dio con timore e con tremore esultate;
Mt 4,12-17.23-25.
Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva. E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Romano il Melode (?-circa 560), compositore d'inni greco Inno 2 per l'Epifania, § 15-18 ; SC 110, 289
« Condussero a lui tutti i malati »
Noi tutti, alziamo gli occhi verso il Signore che è in cielo, esclamando come il profeta: «Egli è il nostro Dio, è apparso sulla terra e ha vissuto fra gli uomini» (Bar 3,38)... Colui che è apparso ai profeti sotto diverse apparenze, colui che Ezechiele ha contemplato sotto l'aspetto di un uomo su un carro di fuoco (1,26) e che Daniele ha visto come Figlio dell'uomo e vegliardo, anziano e giovane insieme (7,9.13), proclamando in lui un solo Signore, è colui che è apparso e ha illuminato tutto. Egli ha dissipato la notte sinistra; grazie a lui tutto è mezzogiorno. Sul mondo è sorta la luce senza tramonto, Gesù nostro Salvatore. Il paese di Zàbulon è nell'abbondanza e sembra il paradiso, perché «lo disseta il torrente delle delizie» (Sal 35,9), e sgorga il lui una corrente d'acqua sempre viva... Nella Galilea contempliamo «la sorgente della vita» (v. 10), colui che è apparso e ha illuminato tutto. Anch'io ti vedrò dunque, Gesù, illuminare il mio spirito e dire ai miei pensieri: «Voi che avete sete, venite a me e bevete» (Gv 7,37). Bagna questo cuore umiliato che la mia corsa errante ha spezzato ed é consumato dalla fame e dalla sete: fame non di cibo, sete non di bevanda, bensì di ascoltare la parola dello Spirito... Per questo essa geme pianissimo, aspettando il tuo giudizio, tu che sei apparso e hai illuminato tutto... Dammi un segno chiaro, purifica le mie colpe nascoste, perché le mie ferite mi rodono... Mi getto alle tue ginocchia, Salvatore, come la donna affetta da emorragia. Anch'io ti tocco il mantello dicendo: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarito» (Mc 5,28). Non rendere vana la mia fede, tu il medico delle anime..., ti troverò per la mia salvezza, tu che sei apparso e hai illuminato tutto.
Spesso chiediamo "non capendo" cose impossibili o peggio dannose per noi, Dio che è verità ci conosce meglio di qualsiasi altra persona e ci condece il perdono e la pace le uniche cose che servono veramente. Le altre cose che ci affanniamo e ci disperiamo a chiedere sono cose del mondo e pertanto a noi non servono sono solo falsi bisogni che la società ci vuole imporre.
Dio Grazie.
Dio Vi benedica tutti.
"Mercoledì 07 Gennaio 2009 Mercoledì dopo l'Epifania S. RAIMONDO de Peñafort, Sac. domenicano
Meditazione del giorno San Romano il Melode : « Condussero a lui tutti i malati »
Le letture del giorno 1 Gv 3,22-24.4,1-6.
e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da ciò noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.
Sal 2,7-8.10-11. Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra. E ora, sovrani, siate saggi istruitevi, giudici della terra; servite Dio con timore e con tremore esultate;
Mt 4,12-17.23-25.
Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva. E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Romano il Melode (?-circa 560), compositore d'inni greco Inno 2 per l'Epifania, § 15-18 ; SC 110, 289
« Condussero a lui tutti i malati »
Noi tutti, alziamo gli occhi verso il Signore che è in cielo, esclamando come il profeta: «Egli è il nostro Dio, è apparso sulla terra e ha vissuto fra gli uomini» (Bar 3,38)... Colui che è apparso ai profeti sotto diverse apparenze, colui che Ezechiele ha contemplato sotto l'aspetto di un uomo su un carro di fuoco (1,26) e che Daniele ha visto come Figlio dell'uomo e vegliardo, anziano e giovane insieme (7,9.13), proclamando in lui un solo Signore, è colui che è apparso e ha illuminato tutto. Egli ha dissipato la notte sinistra; grazie a lui tutto è mezzogiorno. Sul mondo è sorta la luce senza tramonto, Gesù nostro Salvatore. Il paese di Zàbulon è nell'abbondanza e sembra il paradiso, perché «lo disseta il torrente delle delizie» (Sal 35,9), e sgorga il lui una corrente d'acqua sempre viva... Nella Galilea contempliamo «la sorgente della vita» (v. 10), colui che è apparso e ha illuminato tutto. Anch'io ti vedrò dunque, Gesù, illuminare il mio spirito e dire ai miei pensieri: «Voi che avete sete, venite a me e bevete» (Gv 7,37). Bagna questo cuore umiliato che la mia corsa errante ha spezzato ed é consumato dalla fame e dalla sete: fame non di cibo, sete non di bevanda, bensì di ascoltare la parola dello Spirito... Per questo essa geme pianissimo, aspettando il tuo giudizio, tu che sei apparso e hai illuminato tutto... Dammi un segno chiaro, purifica le mie colpe nascoste, perché le mie ferite mi rodono... Mi getto alle tue ginocchia, Salvatore, come la donna affetta da emorragia. Anch'io ti tocco il mantello dicendo: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarito» (Mc 5,28). Non rendere vana la mia fede, tu il medico delle anime..., ti troverò per la mia salvezza, tu che sei apparso e hai illuminato tutto.
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