mercoledì 31 marzo 2010

Santa Pasqua di resurrezione 2010

Quando il Sistema del Dominio percepisce che qualcosa di divino osa minacciarlo, come per un riflesso condizionato mobilita tutto il suo potere per estinguerlo. Anche prima di speri­mentare su di sé tutta la sua furia, assai probabilmente Gesù aveva intuito come sarebbe andata a finire. I Poteri sono così immensi, l'opposizione così debole, che qualsiasi serio tentativo di cambia­mento sembra destinato a fallire. I Poteri raramente si accontenta­no di vincere; devono stravincere, per demoralizzare ogni opposizione e prevenirne eventuali rigurgiti. Sempre ricorrono a violenza gratuita, derisione, brutalità intimidatoria dei modi di esecuzione. Tutto questo è routine, non l'eccezione. Gesù è morto come tutti coloro che prima di lui avevano sfidato i Poteri che dominano il mondo. Con Gesù, però, qualcosa andò storto. I Poteri lo straziavano coi flagelli, ma ad ogni staffilata si palesava la loro illegittimità. Lo deridevano con un manto e una corona di spine, gli sputavano addosso, lo colpivano con un bastone e lo ridicolizzavano salutando­lo sarcasticamente «Salve, re dei giudei!», ma non sapevano che il loro saluto avrebbe fatto risuonare la propria eco nei secoli. Lo denudarono e lo crocifissero con ignominia, non sapendo che pro­prio quell'atto li avrebbe privati dell'ultimo velo che copriva la torreggiante ingiustizia del loro modo di intendere, di vivere e far vivere la vita. Come è stata possibile una tale sconfitta proprio nel cuore del­l'apparente vittoria? I Poteri erano potenti il giorno dopo la croci­fissione esattamente quanto lo erano il giorno prima. Nulla cam­biò visibilmente. Eppure tutto cambiò. Da quel giorno infatti i Poteri furono costretti ad «auscultare il passo silenzioso dei piedi invisibili di un uomo morto», e a combattere contro uno spirito che «cammina attraverso i muri».Da millenni il sistema illusivo ci insegna che il dominio appar­tiene alla natura delle cose. La croce ha rivelato il male là dove in precedenza si sarebbe visto soltanto del bene: presso i guardiani della fede del popolo Le élites religiose rifiutarono Gesù e lo con­segnarono ai romani perché fosse eliminato, proprio perché il governo di Dio che egli stava instaurando avrebbe senz'altro abolito l'ordine morale cui esse attribuivano origine divina e che intendevano salvaguardare servendosi della violenza di Roma La croce ci dice anche che i Poteri non sono riusciti a plasmare Gesù secondo la loro volontà, o a fargli rinunciare a essere chi, invece, era. Era una persona capace di vivere con la massima pienezza ciò che sentiva essere la volontà di Dio Scelse di morire piuttosto che scendere a patti con la violenza. I Poteri lo hanno colpito con tutte le armi del loro arsenale. Ma non sono riusciti a farlo deviare dal sentiero che lui e Dio stavano illuminando. Poi­ché egli è vissuto così, anche noi possiamo trovare la nostra strada Dal momento che i Poteri non sono riusciti a uccidere quanto di vivo era in lui, la croce ha anche rivelato l'impotenza della mor­te. La morte è l'ultima risorsa dei Poteri. Gesù in croce non com­batte l'oscurità né si nasconde in essa, ma procede con lei, vi si immerge, liberamente, volontariamente. L'oscurità non viene dis­sipata né illuminata. Essa rimane sconfinata, altra, vuota. Ma lui in qualche modo la racchiude. Essa diventa l'oscurità di Dio. Da allo­ra è possibile entrare in ogni oscurità e confidare che Dio saprà trarne significato, orientamento, resurrezione. A uccidere Gesù non fu la miscredenza, ma la religione; non la mancanza di leggi, ma precisamente la legge; non l'anarchia, ma i difensori dell'ordine. Non erano considerati bestie, ma annoverati fra gli uomini migliori coloro che crocifissero l'uomo in cui si era visibilmente incarnata la stessa Sapienza divina. E poiché egli non solo era innocente, ma la vera incarnazione della religione autenti­ca, della vera legge e del vero ordine, la sua morte mise a nudo la loro violenza per quello che era: non una difesa della società, ma un attacco contro Dio. In sintesi: nell'insieme coerente degli insegnamenti e della vita di Gesù, noi troviamo uno smascheramento e un rifiuto del Siste­ma del Dominio che nessun uomo intrappolato nelle sue maglie avrebbe potuto articolare. Non fa meraviglia che i discepoli abbia­no visto in lui il Figlio di Dio: non ebbero torto: il suo modo di essere e di vivere non fu «di questo mondo» (il Sistema del Dominio). Infine la croce ha messo a nudo anche la nostra complicità coi Pote­ri, la tendenza a svendere la nostra libertà in cambio di un qualche profitto. Essa ci permette di contestare le pretese di assolutezza di ogni ente finito, o quelle dei sottosistemi che mirino a sostituirsi al tutto.



Walter Wink

"Engaging the powers"

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