giovedì 11 settembre 2008

sul far della sera...

"Leone XIII, papa dal 1878 al 1903 Lettera enciclica Rerum novarum, 20 « Beati voi poveri » Ai poveri poi, la Chiesa insegna che innanzi a Dio non è cosa che rechi vergogna né la povertà né il dover vivere di lavoro. Gesù Cristo confermò questa verità con 1'esempio suo mentre, a salute degli uomini, «essendo ricco, si fece povero» (2 Cor 8,9) ed essendo Figlio di Dio, e Dio egli stesso, volle comparire ed essere creduto figlio di un falegname, anzi non ricusò di passare lavorando la maggior parte della sua vita: «Non è costui il fabbro, il figlio di Maria?» (Mc 6,3) Mirando la divinità di questo esempio, si comprende più facilmente che la vera dignità e grandezza dell'uomo è tutta morale, ossia riposta nella virtù; che la virtù è patrimonio comune, conseguibile ugualmente dai grandi e dai piccoli, dai ricchi e dai proletari; che solo alle opere virtuose, in chiunque si trovino, è serbato il premio dell'eterna beatitudine. Diciamo di più per gli infelici pare che Iddio abbia una particolare predilezione poiché Gesù Cristo chiama beati i poveri; invita amorosamente a venire da lui per conforto, quanti sono stretti dal peso degli affanni (Mt 11,28); i deboli e i perseguitati abbraccia con atto di carità specialissima. Queste verità sono molto efficaci ad abbassar l'orgoglio dei fortunati e togliere all'avvilimento i miseri, ad ispirare indulgenza negli uni e modestia negli altri. Così le distanze, tanto care all'orgoglio, si accorciano; né riesce difficile ottenere che le due classi, stringendosi la mano, scendano ad amichevole accordo. "
Questa frase sembra calzare sempre meglio ai tempi moderni, così ricchi in "denaro" e poveri in dignità, saggezza e carità.
Bisogna veramente accantonare le cose del mondo per vivere appieno il Vangelo e fare il bene della Gente.
Dio Vi Benedica

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