giovedì 3 giugno 2010

L'atteggiamento della vita e la preghiera

Lc 21,34-36.
State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in
dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi
piombi addosso improvviso;
come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla
faccia di tutta la terra.
Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a
tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».


Traduzione liturgica della Bibbia



Commento al Vangelo di

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorso 86 sul Cantico dei cantici

« Vegliate e pregate in ogni momento »

Chi vuole pregare nella pace non solo terrà conto del luogo ma anche del
momento. Il momento del riposo è il più favorevole e quando il sonno della
notte stabilisce dappertutto un profondo silenzio, la preghiera si fa più
libera e più pura. “Alzati, grida nella notte quando cominciano i turni
della sentinella; effondi come acqua il tuo cuore, davanti al Signore” (Lm
2,19). Con quale franchezza la preghiera sale nella notte, quando solo il
Signore ne è testimone, con l’angelo che la riceve per presentarla
sull’altare celeste! È gradevole e luminosa, tinta di pudore. È calma,
pacifica quando nessun rumore, nessun grido viene a interromperla. È pura e
sincera, quando la polvere delle preoccupazioni terrene non può sporcarla.
Non c’è spettatore che possa esporla alla tentazione con i suoi elogi e le
sue lusinghe. Per questo la Sposa [del Cantico dei Cantici] agisce insieme
con sagezza e pudore quando sceglie la solitudine notturna della sua camera
per pregare, cioè per cercare il Verbo, poiché è tutt’uno. Preghi male se
pregando cerchi altro che il Verbo, la Parola di Dio, o se non chiedi
qualcosa nella tua preghiera che non sia in rapporto col Verbo. Tutto
infatti é in lui: i rimedi alle tue ferite, i soccorsi di cui hai bisogno,
il miglioramento dei tuoi difetti, la fonte dei tuoi progressi, insomma
quanto si può e si deve desiderare. Non c’è nessun motivo per chiedere al
Verbo una cosa diversa da lui stesso, poiché egli è in ogni cosa. Se, come
è necessario, sembra che chiediamo alcuni beni concreti, e se, come lo
dobbiamo, li chiediamo in rapporto con il Verbo, chiediamo in effetti dando
meno importanza a queste cose, rispetto a quella che attribuiamo a colui
che è il motivo della nostra preghiera.

Sento che "allontanandosi" dalle cose del mondo e pregando per quello che è veramente importante, ci si ritrova tra le braccia del Signore.
La pace che si riceve è immensa e riempie il cuore di ciò di cui abbiamo veramente bisogno, i beni materiali sono solo cose terrene, la vera gioia è nell'amore e nella preghiera.
Dio vi benedica, Tutti.
Sia lodato Gesù Cristo.

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