E' infinito l'amore che ha per noi Dio.
Spesso chiediamo "non capendo" cose impossibili o peggio dannose per noi, Dio che è verità ci conosce meglio di qualsiasi altra persona e ci condece il perdono e la pace le uniche cose che servono veramente. Le altre cose che ci affanniamo e ci disperiamo a chiedere sono cose del mondo e pertanto a noi non servono sono solo falsi bisogni che la società ci vuole imporre.
Dio Grazie.
Dio Vi benedica tutti.
"Mercoledì 07 Gennaio 2009 Mercoledì dopo l'Epifania S. RAIMONDO de Peñafort, Sac. domenicano
Meditazione del giorno San Romano il Melode : « Condussero a lui tutti i malati »
Le letture del giorno 1 Gv 3,22-24.4,1-6.
e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui. E da questo conosciamo che dimora in noi: dallo Spirito che ci ha dato. Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo. Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da ciò noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.
Sal 2,7-8.10-11. Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra. E ora, sovrani, siate saggi istruitevi, giudici della terra; servite Dio con timore e con tremore esultate;
Mt 4,12-17.23-25.
Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali, sulla via del mare, al di là del Giordano, Galilea delle genti; il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando la buona novella del regno e curando ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva. E grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno San Romano il Melode (?-circa 560), compositore d'inni greco Inno 2 per l'Epifania, § 15-18 ; SC 110, 289
« Condussero a lui tutti i malati »
Noi tutti, alziamo gli occhi verso il Signore che è in cielo, esclamando come il profeta: «Egli è il nostro Dio, è apparso sulla terra e ha vissuto fra gli uomini» (Bar 3,38)... Colui che è apparso ai profeti sotto diverse apparenze, colui che Ezechiele ha contemplato sotto l'aspetto di un uomo su un carro di fuoco (1,26) e che Daniele ha visto come Figlio dell'uomo e vegliardo, anziano e giovane insieme (7,9.13), proclamando in lui un solo Signore, è colui che è apparso e ha illuminato tutto. Egli ha dissipato la notte sinistra; grazie a lui tutto è mezzogiorno. Sul mondo è sorta la luce senza tramonto, Gesù nostro Salvatore. Il paese di Zàbulon è nell'abbondanza e sembra il paradiso, perché «lo disseta il torrente delle delizie» (Sal 35,9), e sgorga il lui una corrente d'acqua sempre viva... Nella Galilea contempliamo «la sorgente della vita» (v. 10), colui che è apparso e ha illuminato tutto. Anch'io ti vedrò dunque, Gesù, illuminare il mio spirito e dire ai miei pensieri: «Voi che avete sete, venite a me e bevete» (Gv 7,37). Bagna questo cuore umiliato che la mia corsa errante ha spezzato ed é consumato dalla fame e dalla sete: fame non di cibo, sete non di bevanda, bensì di ascoltare la parola dello Spirito... Per questo essa geme pianissimo, aspettando il tuo giudizio, tu che sei apparso e hai illuminato tutto... Dammi un segno chiaro, purifica le mie colpe nascoste, perché le mie ferite mi rodono... Mi getto alle tue ginocchia, Salvatore, come la donna affetta da emorragia. Anch'io ti tocco il mantello dicendo: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarito» (Mc 5,28). Non rendere vana la mia fede, tu il medico delle anime..., ti troverò per la mia salvezza, tu che sei apparso e hai illuminato tutto.
mercoledì 7 gennaio 2009
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