lunedì 14 luglio 2008

Veramente attuale

"Mt 13,1-23. Quel giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare. Si cominciò a raccogliere attorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca e là porsi a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose in parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono. Un'altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c'era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo. Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un'altra parte cadde sulle spine e le spine crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto, dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta. Chi ha orecchi intenda». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché parli loro in parabole?». Egli rispose: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Così a chi ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Per questo parlo loro in parabole: perché pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani. Ma beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono. In verità vi dico: molti profeti e giusti hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, e non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, e non l'udirono! Voi dunque intendete la parabola del seminatore: tutte le volte che uno ascolta la parola del regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato nel terreno sassoso è l'uomo che ascolta la parola e subito l'accoglie con gioia, ma non ha radice in sé ed è incostante, sicché appena giunge una tribolazione o persecuzione a causa della parola, egli ne resta scandalizzato. Quello seminato tra le spine è colui che ascolta la parola, ma la preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la parola ed essa non dà frutto. Quello seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola e la comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta». Traduzione liturgica della Bibbia Meditazione del giorno Santa Teresa d'Avila (1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa Esclamazioni, n° 8 « La preoccupazione del mondo e l'inganno della ricchezza soffocano la Parola » O Signore mio Dio, le tue parole sono delle parole di vita in cui tutti i mortali troveranno ciò che desiderano, purché accettino di cercarlo in esse. Ma cosa c'è di strano, mio Dio, che dimentichiamo le tue parole, colpiti come siamo da follia e da languore a causa delle nostre cattive azioni? O mio Dio..., autore di tutto il creato, cosa sarebbe questa creazione se volessi, Signore, continuare a creare? Sei onnipotente, le tue opere sono incomprensibili. Fa' Signore, che le tue parole non si allontanino mai dal mio pensiero. Dici: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppresssi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28). Cosa vogliamo oltre a questo, Signore? Cosa chiediamo? Cosa cerchiamo? Perché la gente del mondo si smarrisce proprio mentre va in cerca della felicità? O Dio... che profondo accecamento! Cerchiamo questa felicità proprio dove è impossibile trovarla. O Creatore, abbi pietà delle tue creature! Vedi, non riusciamo a capire noi stessi, non sappiamo ciò che desideriamo, e ciò che chiediamo ci sfugge. Dacci la luce, Signore! Vedi, la tua luce ci è più necessaria che al cieco nato. Lui desiderava vedere la luce e non poteva vederla, mentre adesso Signore, rifiutiamo di vedere. C'è forse male più incurabile? Proprio qui, mio Dio, scoppierà la tua potenza, proprio qui brillerà la tua misericordia... Ti prego di amare coloro che non ti amano, di aprire a coloro che non bussano, di dare la salute a coloro che si compiacciono nell'essere malati... Hai detto, o mio Maestro, che eri venuto a cercare i peccatori (Mt 9,13); eccoli, Signore! E tu, mio Dio, dimentica il nostro accecamento, considera soltanto il sangue che tuo Figlio ha sparso per noi. La tua misericordia risplenda in seno a tale disgrazia; ricordati, Signore, che siamo la tua opera, e salvaci per la tua bontà, per la tua misericordia. "
Ritengo, purtroppo, che nella nostra modernità ci siamo cacciati in una specie di inferno che abbiamo creato su falsi ideali e nulle necessità. Questo ci danna e non ci permette di vedere quanto è grande l'amore che nasce dal Vangelo e che eleva la nostra vita.
Seguiamo il Vangelo che è "via verità e vita".
Dio vi benedica.
Sia lodato Gesù cristo

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